EAST COAST COSA VEDERE ON THE ROAD
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East Coast degli Stati Uniti, viaggio on the road da New York fino a Washington, passando per Philadelphia, Baltimora e Atlantic City….
Questo itinerario, intrapreso anche qualche anno fa, l’ho voluto ripercorrere per approfondire la conoscenza delle città più emblematiche degli Stati Uniti orientali.
Il viaggio si è svolto in pieno agosto ed è durato un paio di settimane. Dopo i primi cinque giorni trascorsi a New York, l’avventura nella East Coast è iniziata dall’aeroporto JFK di New York, con il noleggio auto.

EAST COAST NOLEGGIO AUTO
Noleggiare un’auto negli Stati Uniti, non è per me una novità , l’ho fatto praticamente ogni volta che ci sono stata. Un viaggio negli States è, infatti, spesso sinonimo di on the road, e quindi di una totale libertà di spostamento.
In questo caso, tuttavia, siccome l’itinerario ha toccato le metropoli americane, lo sconsiglio vivamente….e per vari motivi…
E’ noto che gli Stati Uniti orientali siano più costosi di quelli occidentali, soprattutto per la presenza dei grossi centri abitati, dove la qualità della vita è superiore, specie per i maggiori servizi offerti. Tutto questo genera naturalmente dei costi e di conseguenza l’aumento dei prezzi per qualsiasi necessità .
Per quanto riguarda il noleggio auto, sebbene le tariffe di partenza si presentino economiche, molto spesso sono le spese accessorie, a rendere poco vantaggiosa questa scelta. Nel nostro caso, eravamo in quattro, per cui solo in parte poteva essere conveniente, senza considerare l’autonomia di spostamento, che non guasta.
AGENZIE DI NOLEGGIO AUTO EAST COAST
Al momento del ritiro dell’auto, tuttavia, spesso si è presi in contropiede dagli impiegati dell’agenzia di noleggio. Spingono, infatti, a stipulare assicurazioni aggiuntive per evitare chissà quali tragedie, che una qualsiasi assicurazione di base non coprirebbe….
EZ-PASS DI COSA SI TRATTA
In questo caso specifico, essendoci stata diversi anni fa, non sapevo quanto fossero cambiate le regole sulle autostrade e sui pedaggi, così mi sono fidata sottoscrivendo un abbonamento giornaliero con E-ZPass.

Questo dispositivo è paragonabile al Telepass italiano, ed è collocato all’interno del parabrezza, direttamente dal noleggiatore.
PRO E CONTRO NOLEGGIO AUTO EAST COAST
Alla fine del viaggio, ho realizzato però che non è stata la scelta giusta, e questo per vari motivi. Il tour è stato circolare, per cui la strada l’ho fatta andata e ritorno, e di conseguenza ho la certezza di come sia veramente quel tragitto. Non si tratta di poca cosa, visto che sono andata da New York a Washington….e non parlo dei km, ma delle aree urbanizzate attraversate.
POCHI PEDAGGI
Posso tranquillamente affermare, che di pedaggi non ce ne sono stati molti, e che il loro importo era di pochi dollari….Niente di esagerato, da essere invogliati a noleggiare un dispositivo del genere, che riserva però anche degli sconti, rispetto ad altri sistemi di pagamento.

Gran parte delle volte, si poteva pagare anche in contanti o con la carta di credito….cosa che secondo l’impiegato dell’agenzia (desideroso di farmi sottoscrivere il contratto, così da ottenere lui stesso un bonus), sembrava fosse impossibile….
PEDAGGIO VERRAZZANO BRIDGE
Il vero problema potrebbe rappresentare il Verrazzano Bridge, che è pagamento su entrambi i sensi di marcia. In questo caso, i caselli per pagare non esistono proprio. Impegnandosi, però, sicuramente è possibile trovare una soluzione alternativa.
Durante il passaggio sul ponte, viene infatti scattata una fotografia alla targa dell’auto, e il conto da pagare invitato all’intestatario del veicolo. Nel caso del noleggio, non sono certa sia possibile, anche perchè per il noleggiatore è molto più proficuo spingere a stipulare un abbonamento…
Noleggiare un E-ZPass, che comunque vale solo per alcuni stati americani, in quanto ogni zona si avvale di un sistema diverso, è impegnativo, visto che l’agenzia propone una quota fissa per ogni giorno di noleggio auto.
Si paga, quindi, anche quando non si utilizza la macchina e non si percorrono autostrade. Ecco allora che bisogna farsi prima due conti….e valutare se ne vale la pena…..anche per ammortizzare poi quelle spese.
COSTO DEI PARCHEGGI
Un altro motivo per cui sconsiglio il noleggio auto, per un on the road nella East Coast, che riguarda le metropoli, è il costo per parcheggiare.
E’ inutile cercare un albergo economico, magari con tariffe supescontate, e poi ritrovarsi a pagare un parcheggio al coperto o all’esterno, fino a 50 dollari al giorno. Lo stress di girare con un’auto nelle metropoli americane non è da sottovalure, fra divieti e sensi unici….non si sa mai alla fine dove ci si va a finire.
Il discorso vale soprattutto per le città raggiunte in questo itinerario, che si visitano meglio a piedi, proprio per scoprirle con calma.
Alla fine, quindi, è meglio spostarsi con mezzi pubblici, come ad esempio treni e bus….e godersi così il viaggio senza pensieri….
PHILADELPHIA IN DUE GIORNI
Ritirata l’auto e dopo vari giri di prova per il cambio automatico e per familiarizzare con il veicolo, abbiamo percorso l’autrostrada di Brooklyn. Superato il famoso Verrazzano Bridge, punto di partenza della maratona di New York, in un paio di ore, senza intoppi e rallentamenti, siamo arrivati con la I-95 direttamente a Philadelphia.

Con molta facilità , abbiamo trovato l’hotel prenotato nella zona storica della città . Fortunatamente, ci hanno permesso di occupare la stanza un po’ prima dell’orario stabilito, così la visita ha preso inizio dalla mitica Liberty Bell, nell’area più antica disseminata di storici edifici.
Philadelphia è una metropoli, tuttavia per i visitatori è facile girarla a piedi, perchè i punti di interesse sono abbastanza vicini. Altrimenti è possibile utilizzare la metropolitana, ma nel nostro caso ce la siamo fatta tutta a piedi.…nonostante le temperature calienti….
Per rigenerarci siamo andati anche al Terminal Central Market, per gustare varie specialità e golosità di Philly, soprannome della città ….
Abbiamo raggiunto poi il centro della città rappresentato dal City Hall, la LOVE Park, l’area dei grattacieli, e percorso strade adornate da spettacolari murales e street art.
Siamo riusciti a vedere anche i Philadelphia’s Magic Gardens, verso sud, fino a terminare la serata lungo il Delaware, uno dei due fiumi che attraversano la città . Vi si trovano varie attrazioni, parchi, locali e ristoranti.
PHILADELPHIA MUSEUM OF ART
Il secondo giorno è stata la volta dei musei. Prima però abbiamo gironzolato ancora nella zona più antica, passeggiando per Elfreth’s Alley, passando per Chinatown, scorgendo altri murales.
Imboccata la Benjamin Franklin Parkway, che costeggia grandi musei, e termina con le fontane dell‘Oval, abbiamo visto la famosa statua di Rocky. Finalmente siamo entrati nel Philadelphia Museum of Art, che con le sue spettacolari collezioni, potrebbe essere un po’ impegnativo da visitare, ma molto affascinante.
FAIRMOUNT PARK PHILADELPHIA
Terminata la visita del museo, siamo usciti dalla parte del Fairmount Park, che è un po’ come Central Park di New York, ossia il polmone verde di Philly. Si tratta di un’area molto vasta, che si estende su entrambe le rive dello Schuylkill River. In questo luogo, dove in passato si è svolta l’Esposizione del bicentenario di Indipendenza del 1776, si trovano ora lo zoo, un giardino botanico, spazi ricreativi, prati, edifici storici, sculture, fontane.
Dopo una pausa ristoratrice e rinfrescante in un Whole Foods Market, siamo riusciti a dare un’occhiata anche allo storico penitenziario di Philadelphia, trasformato in un’attrazione turistica. Abbiamo visitato anche lo scenografico Rodin Museum, compreso nel biglietto del Philadelphia Museum of Art.
Tornati in hotel per qualche ora di relax nella piscina sul tetto dell’edificio, abbiamo concluso la serata a Chinatown e costeggiato il Franklin Park, dove era in corso il Festival delle lanterne cinesi.
PARTENZA DA PHILADELPHIA
Il mattino successivo, prima di lasciare Philadelphia, abbiamo girovagato ancora un paio di ore nella zona storica, con i suoi giardini curati e il Washington Park.
Salutata Philadelphia, che si trova nello stato della Pennsylvania, famosa per le comunità Amish, ci siamo ritrovati nuovamente sulla I-95, direzione sud.
BALTIMORA EAST COAST COSA VEDERE
Avvistato anche l’aeroporto di Philly in lontananza, siamo giunti a Baltimora in un paio di ore. La ricerca dell’hotel prenotato ci ha un po’ innervositi, considetato che abbiamo evitato per un pelo uno schianto contro un enorme camion dei pompieri, che ha attraversato un incrocio all’improvviso.
Come sempre, ricordo, che negli Stati Uniti i semafori si trovano sul lato opposto della strada, quindi oltre l’incrocio. Bisogna quindi prestare davvero molta attenzione e non distrarsi…..anche se in questo caso…noi avevamo il verde….
Con qualche capello bianco in più, abbiamo trovato finalmente l’hotel Tru by Hilton Baltimore Harbour East, nel quartiere di Little Italy. In questo caso, il parcheggio auto era in una rimessa di fronte all’albergo, sempre comunque a pagamento e non proporzionato al costo della camera….

VISITA NELLA CITTA’ DI BALTIMORA
Tranquillizzati per aver raggiunto la seconda tappa illesi, siamo andati a visitare il grande acquario di Baltimora, molto bello e scenografico. Abbiamo poi passeggiato sul molo della baia interna della città , dove sono ormeggiati anche antichi velieri e si trovano interessanti musei.
Saliti sul Federal Hill Park per ammirare la città al tramonto, siamo scesi poi nel quartiere popolare disseminato di ristoranti e negozi. Prima di tornare in hotel, abbiamo raggiunto sempre a piedi il grande stadio di Baltimora.
SECONDO GIORNO A BALTIMORA
Il mattino seguente, nonostante le temperature afose, abbiamo percorso molti km per raggiungere vari punti di interesse sparsi in giro per la città . Anche Baltimora è una metropoli, ma le cose principali da vedere, volendo, si possono raggiungere a piedi, come abbiamo fatto noi…
Alcune cose sono un po’ distanti, ma tutto dipende da ciò che interessa….noi siamo arrivati fino alla colonna di George Washington, soprattutto per visitare la vicina George Peabody Library, davvero incredibile.
Lungo il cammino, abbiamo visto anche la basilica della città e la tomba di Edgar Allan Poe. Di questo autore siamo andati a dare un’occhiata anche all’abitazione, dove visse per qualche anno, sebbene un tantino fuori dal centro…
Tornati sui nostri passi, siamo passati nei pressi dell‘Orioles Park at Camden Yards, famoso stadio di baseball e location di grandi eventi musicali. Distrutti dal caldo torrido, ci siamo fatti una pausa pranzo in una nota catena americana, Shack Shake, prima di tornare in hotel a trascorrere le ore più calde del pomeriggio.…

Nel frattempo, si è abbattuto sulla città il diluvio universale, così abbiamo atteso che si calmasse un po’. Alla fine siamo usciti lo stesso, per fare un ultimo giro e salutare così Baltimora….
WASHINGTON EAST COAST COSA VEDERE
Il mattino seguente c’era di nuovo il sole ad attenderci, e dopo una buona colazione compresa nel prezzo della camera, siamo partiti alla volta di Washington.
Ci siamo ritrovati nuovamente sulla I-95 direzione sud, e in un’oretta siamo giunti nella capitale degli Stati Uniti. Seguendo il navigatore non è stato difficile trovare l’hotel prenotato on line. Peccato che non è stato possibile sistemare le nostre cose in camera e soprattutto parcheggiare l’auto…..perchè il check in era alle due del pomeriggio.
CAMBIO PROGRAMMA DI VISITA
Questo disguido ha un po’ scombussolato la mia tabella di marcia, in quanto avrei voluto raggiungere subito il National Mall, per visitare i numerosi musei, che ci attendevano in questi tre giorni.
Ho preso la palla al balzo, però, per raggiungere i punti turistici più distanti, tanto valeva sfruttare l’auto. Ammetto che girare Washington con un mezzo proprio non è stato difficile, poichè in questo caso, non siamo capitati in zone off limits. Il problema parcheggio, però, ci ha stressato parecchio.
Per evitare zone trafficate, abbiamo raggiunto la cattedrale di Washington, che stranamente si trova in una posizione decentrata. Siamo capitati nella giornata di riposo, per cui le visite non erano possibili, il parcheggio in compenso c’era il parcheggio….così abbiamo fatto un giro in zona.

ESORCISTA A WASHINGTON
Un luogo che volevo davvero a vedere era la location del film horror “L’esorcista”. Se fossimo stati a piedi, non ci saremmo andati, per cui, nel male ci è andata bene….tanto per rimanere con il tema del film….
Oltre alla casa, utilizzata come set del film, proprio accanto c’è anche la scalinata dalla quale il prete esorcista precipita. Tutto ciò si trova nel quartiere di Georgetown, noto soprattutto per la prestigiosa università .
Visto il tempo a disposizione, prima del check in nell’hotel, siamo andati allo zoo dello Smithsonian Institution. Come i principali musei, che fanno parte di questa istituzione culturale, anche lo zoo è gratuito, peccato che il parcheggio costi 30 dollari.….
La visita è stata piacevole, ma le temperature erano elevate e afose, a un certo punto si è messo addirittura a diluviare….
CHECK IN HOTEL WASHINGTON
Siamo tornati finalmente all’hotel prenotato, il Churchill Hotel near Embassy Row, niente da dire, di una certa categoria….non a caso disponevano di un valet parking….

Questo spiegava il motivo per cui, fin dal mattino, non ci hanno permesso di parcheggiare. Non è stato possibile neppure sostare davanti all’hotel, il tempo necessario per prendere una decisione sul piano B da adottare nel frattempo.
VALET PARKING HOTEL WASHINGTON
Fatto il check in, siamo diventati loro clienti a tutti gli effetti, per cui della macchina se ne dovevano occupare loro, visto che come ho detto, si trattava di un valet parking…
E come se l’hanno fatto…a 55 dollari al giorno più le tasse, sicuramente l’avranno sistemata in una suite…
Consapevoli fin dall’inizio di questa tariffa da pagare, abbiamo ingoiato il rospo, pensando ai pro di avere un’auto, e finalmente ci siamo goduti Washington….
Inutile dire, che si tratta di una metropoli, ma ripeto nuovamente, l’ideale sarebbe visitare a piedi le città ….
Il primo pomeriggio ho voluto testare la distanza fra l’hotel e ill National Mall. Si trattava di un lungo rettilineo, che avremmo dovuto ripetere andata e ritorno per tre giorni…
Fatto l’esperimento, ho concluso che forse sarebbe stato il caso di prendere in considerazione la metropolitana… anche perchè ci attendevano km e km da percorrere in giro per la città .
METROPOLITANA DI WASHINGTON
In merito alla metropolitana di Washington, sapevo che il discorso sarebbe stato complicato…anche perchè come sempre, ci si ritrova davanti alle biglietterie automatiche.

Il fatto di non aver considerato questo mezzo di trasporto, e non aver studiato la mappa con le fermate giuste da fare, ha complicato la scelta sui biglietti da acquistare.
Purtroppo la metro di Washington non è paragonabile a quella di New York, dove basta una tessera ricaricabile valida per più persone e per tutte le principali destinazioni.
Ci siamo accorti subito di aver sbagliato acquistando un’unica tessera per tutti quanti. Al momento di passarla al tornello automatico, è entrato solo uno di noi. Non ci è rimasto che comprare altre tre tessere, con relative ricariche. Nella prima fatta, però, il credito era elevato, per fortuna che alla fine delle tre giornate, sono riuscita a rivendere la tessera alla prima persona, che si è avvicinata alle biglietterie.
VISITA DI WASHINGTON EAST COAST
Washington ovviamente è molto vasta….anche le varie attrazioni distano fra loro, ma a mio avviso, disponendo di tempo, gran parte di loro si possono raggiungere a piedi. Per quanto riguarda l‘itinerario di visita alla città rimando all’articolo specifico.

Positivo è senz’altro il fatto, che i grandi musei siano gratuiti, quindi si risparmiano molti soldi, rispetto a New York. Per questo motivo, sarebbe un peccato non fare un giro veloce in ognuno di loro, anche per le loro architetture. Inoltre, si susseguono uno accanto all’altro lungo il National Mall.
Monumenti e memoriali se ne contano a decine, come fontane e parchi e luoghi scenografici…..insomma Washington è una bella città , che merita sicuramente più di un giorno per esplorarla e conoscerla….
ATLANTIC CITY EAST COAST
Prima di ripartire da Washington, in mattinata siamo andati a visitare l’Arlington National Cemetery, situato sull’altra sponda del fiume Potomac. E’ davvero molto esteso e necessita di tempo per visitarlo come si deve.

All’interno si trovano anche una parte storica, tombe di personaggi noti, memoriali di guerra, sculture e punti panoramici, fino a scorgere il Pentagono all’orizzonte.
VERSO ATLANTIC CITY
Il nostro on the road nella East Coast è proseguito con Atlantic City, e questo significa che abbiamo invertito il senso di marcia, dirigendoci nuovamente a nord, verso New York, nello stato del New Jersey.
Abbiamo percorso quindi la stessa strada dell’andata, scorrevole, senza grandi rallentamenti, ma si trattava comunque di 4 ore di viaggio.
SHOWBOAT RESORT ATLANTIC CITY EAST COAST
Fra una cosa e l’altra siamo giunti a destinazione verso le quattro del pomeriggio, e nuovamente ci siamo ritrovati con il problema del parcheggio. Lo Showboat Resort di Atlantic City ne disponeva uno al coperto in una struttura adiacente.

Tuttavia, ci aspettava un nuovo metodo di pagamento, on line stavolta, tramite un’app da scaricare. Insomma un’altra seccatura….ma, dico io, non bastava mettere una sbarra e pagare con la biglietteria automatica…no anche il numero di targa, i dati, giorno di partenza ecc….
CARTE DI CREDITO PREAUTORIZZAZIONE
Comunque alla fine, ce l’abbiamo fatta, ma poi è stato il momento della camera… Nonostante l’avessimo già pagata in anticipo, per poco non ci consegnavano le chiavi. Il motivo era la carta di credito, che aveva raggiunto il limite massimo di utilizzo mensile.
Serviva per lasciare la cauzione come garanzia per eventuali ammanchi o danni. Questa procedura adottata in ogni hotel di questo viaggio, che consiste in una preautorizzazione, sul credito mensile.
Alla fine, non so per quale miracolo, forse dovuto alla mia insistenza, hanno accettato una carta di credito diversa. Con il fumo alle orecchie, siamo andati in camera a sistemarci e a calmarci, per goderci l’ultima serata nella East Coast.
L’hotel era proprio lungo il Boardwalk, ossia la lunga passerella in legno, che caratterizza Atlantic City. Su di essa si affacciano tutti i principali casinò, per i quali è conosciuta la città . Ci sono inoltre ristoranti, negozi, attrazioni di vario genere e i moli con parchi di divertimento, che creano una magica atmosfera in questa ennesima città “del peccato” degli Stati Uniti, e la principale della East Coast.
RITORNO A NEW YORK
Il mattino seguente, siamo ripartiti da Atlantic City, imboccando l’autostrada direzione New York, fermandoci solo per un colazione a base di ciambelle da Dunkin’ Donuts in autogrill. In tre ore abbiamo raggiunto il JFK airport, in tempo per riconsegnare l’auto a noleggio…

Quando si deve riprendere il volo di ritorno, si teme sempre possano accadere degli imprevisti, così si arriva sempre con un gran anticipo. Avviene questo, anche perchè si comprende che ormai il viaggio è giunto al termine, e si è soddisfatti di tutto ciò che si è fatto.
CONSIDERAZIONI FINALI DEL VIAGGIO NELLA EAST COAST
Tirando le somme di questo on the road, rimango dell’idea, che il noleggio di un’auto per la visita delle metropoli della East Coast non abbia senso.
Tuttavia, in più di un’occasione, ha avuto il suo vantaggio, considerando che comunque eravamo in quattro. Se non fosse stata per la macchina, i soldi li avremmo spesi per i trasporti….senza considerare che siamo arrivati direttamente davanti agli hotel con i bagagli….
Il noleggio lo consiglio soprattutto per altri itinerari, come per un viaggio nel New England. In quel caso, è più che doveroso farlo, visto che ci si sposta in mezzo a paesaggi naturali, località pittoresche e luoghi più isolati.
Lo stesso discorso vale, se si vuole esplorare la Pennsylvania o arrivare fino alle cascate del Niagara, e naturalmente per un on the road nella West Coast….
CURIOSITA’ DI QUESTO VIAGGIO
Nel corso del viaggio siamo stati baciati dalla dea bendata…se così si può dire…Abbiamo trovato un telefonino e un taccuino…
TELEFONINO A CENTRAL PARK NEW YORK
Per quanto riguarda il telefonino, ce lo siamo ritrovati fra i piedi, mentre camminavano per Central Park a New York, a quell’ora molto affollato. Abbiamo capito subito che dovevano averlo perso da poco.…perchè altrimenti lo avrebbe raccolto qualcun altro.
Neanche finito di dirlo, che il telefono si è messo a suonare, così dopo vari chiarimenti ci siamo accordati per incontrarci sulla Grand Army Plaza, di fronte alla fontana. Il tipo è arrivato completamente sconvolto e incredulo, per aver ritrovato il suo telefono, in una metropoli come New York, così velocemente…
Praticamente l’aveva seminato la moglie, mentre spingeva il passeggino, e quando se n’è accorta, lui è andato in giro a cercarlo come un matto. Facevo fatica a stargli dietro su quello che mi diceva, perchè parlava con uno slang degli stati americani centrali. Comunque era in acqua….sia per le corse che aveva fatto, che dalla strizza….di ritrovarsi davanti chissà chi…praticamente dei fessi come noi…che gliel’avevano restituito senza battere ciglio.…
PORTAFOGLIO A PHILADELPHIA
Il secondo ritrovamento, invece, è avvenuto la seconda mattina a Philadelphia, mentre camminavamo nella zona storica. In questo caso era lampante, che era stato rubato. D non c’era traccia di soldi, ma solo i documenti di un giovane studente. Chi lo aveva rubato o chi lo aveva ritrovato in un secondo momento, l’aveva messo sugli scalini di un’abitazione proprio per essere riconsegnato.
Ed è quello che abbiamo fatto noi, cercando di capire prima se si trattava di un ragazzo di Philadelphia o di un luogo più distante. A parte la tessera scolastica, carte di credito e altri documenti, non c’era un numero di telefono. Abbiamo fatto una veloce ricerca on line, ma alla fine l’abbiamo consegnato a una banca.
Non volevamo perdere tempo cercando una stazione di polizia, e poi chissà come si sarebbe evoluta la cosa. Inutile dire, che gli impiegati erano alibiti per la nostra richiesta, ma abbiamo scelto quella banca perchè sembrava fosse collegata con la polizia in qualche modo….così pareva dal nome. Con la coscienza a posto, ce ne siamo andati con la speranza di essere contattati in un secondo momento, almeno avremmo avuto la conferma, che il nostro gesto fosse andato a buon fine…
Ci è capitato inoltre di ritrovare anche un paio di volte due banconote da 10 dollari, quelli però ce li siamo tenuti…..














