SKAGEN COSA VEDERE DANIMARCA JUTLAND
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Skagen è la località più famosa della punta estrema dello Jutland, la regione continentale della Danimarca.
L’ultima parte dell’on the road in questa nazione si è svolto in mezzo a paesaggi naturali e sabbiosi, intervallati da piccoli villaggi.

MARIAGER JUTLAND DANIMARCA
Dopo la visita alla seconda città per importanza della Danimarca, Aarhus, ci siamo diretti sempre più a nord dello Jutland, segnato fra l’altro da vari fiordi che lo segnano nel senso orizzontale.
Uno di questi è quello di Mariager, con l’omonima cittadina, molto pittoresca e adagiata lungo la riva.
E’ soprannominata la città delle “rose” per le sue stradine acciottolate, case a graticcio decorate con roseti di tutti i colori. Panoramico è lo storico treno, che viaggia a 30 km/h per 17 km, attraverso borghi, boschi, fiumi e colline.
Un’altra città del nord dello Jutland è Ålborg, situata anch’essa su un lunghissimo fiordo che taglia la penisola a metà…nota anche per l’importante sito archeologico vichingo….
SKAGEN VILLAGGIO
Lungo la costa dello Jutland settentrionale si possono visitare piccole cittadine, un tempo villaggi di pescatori.
Questa è la terra della luce e dei colori pastello, non a caso, qui è sorta alla fine dell’Ottocento e nei primi del Novecento, la corrente pittorica danese, che si rifaceva un po’ a quella degli impressionisti.

PITTORI DI SKAGEN
Si trattava dei pittori di Skagen, dove i maggiori esponenti furono Severin Krøyer e l’inglese Adrian Scott Stokes e le rispettive consorti. A loro piaceva dipingersi nella vita di tutti i giorni e soprattutto in mezzo a paesaggi avvolti dalla luce della Golden e Blue Hour, ossia l’alba e il tramonto.
Tuttora questi ambienti rappresentano un’attrattiva molto ambita dai fotografi e artisti. Lo Skagen Museum racconta la storia di questi pittori ed espone quasi 2000 opere, e organizza mostre temporanee.
Il museo risale al 1908, ma si trattava a quel tempo della sala da pranzo dell’Hotel Brøndums, ancora in funzione. La sala fu però trasferita nell’attuale edificio del 1928, finanziato a quel tempo anche dalla Fondazione Carlsberg, del famoso birrificio danese.

Si volle preservare questa sala perchè fu il luogo nel quale i pittori erano soliti incontrarsi e discutere delle loro idee. Nella parte alta delle pareti sono posizionati una serie dei loro ritratti, donati al proprietario dell’hotel.
Nel corso del tempo venne aggiunto anche un edificio degli anni Ottanta, inoltre fanno parte di questa istituzione anche altri due musei.
Si tratta della Anchers Hus, la prima residenza dei pittori Michael e Anna Ancher e dell’abitazione di Holger Drachmann, che fu anche poeta. Le stanze contengono quindi i loro oggetti personali, mobili e fotografie.
Il villaggio di Skagen è davvero molto gradevole, con piccole abitazioni immerse nei loro curati giardini, un po’ tutte uguali, con facciate in mattoni e color ocra e tetti con tegole.
Le circondano basse recinzioni e le stradine sono molto tranquille, il tutto completato da un bel porticciolo con ristorantini e botteghe.
Molto interessanti sono anche i due musei incentrati sulla storia e la vita locale di un tempo. Il Kystmuseet è affiancato da un mulino a vento, mentre il Maskinrummet, rappresenta una vecchia officina e una bottega.

VIPPEFYR SKAGEN
Lasciando la cittadina in direzione nord, si incontra il Vippefyr, un antico faro basculante, posto su una collina. Si tratta di una ricostruzione del 1958, di quello originale del 1627, che ha funzionato fino al 1747.
Lo realizzò Federico II al posto dei falò, che bruciavano su torri in legno. Il carbone in questo caso ardeva in un contenitore di ferro e veniva sollevato in aria.
Il nome del faro significa infatti “luce a ribaltamento” o a “dondolo”, e lo accendono ancora adesso una volta all’anno, in occasione della festa di mezza estate.
SKAGEN IL FARO BIANCO E IL FARO GRIGIO
Il faro bianco di Skagen, che fu operativo dal 1747 a 1858, si distingue per la sua forma ottagonale. Costruito in mattoni rossi, è stato poi imbiancato agli inizi del Novecento, e raggiunge i 21 metri di altezza.

Inizialmente funzionava con il carbone, sostituito poi con l’olio di colza e di specchi parabolici. In seguito, lo utilizzarono come stazione, al fine di segnalare ai marinai la presenza di ghiaccio in mare.
Nel 1858, il suo posto lo prese il faro grigio, Grå Fyr, costituito da una torre tonda in mattoni, alta 46 metri, il cui fascio di luce arriva a 37 metri di distanza.
Fino al 1952 rappresentò il più alto faro della Danimarca, superato poi per soli due metri, da quello dell’isola di Bornholm.

Fiancheggiano il faro grigio due edifici del guardiano dipinti di giallo, che ospitano anche un centro degli uccelli migratori, con mostre interattive e un osservatorio aperto al pubblico.
In origine, questo faro era però in una posizione più centrale rispetto alla penisola, ma con il movimento della sabbia, si ritrova ora sulla costa verso il Kattegat.
SKAGEN ODDE
La punta finale della Danimarca è chiamata Skagen Odde, e si allunga per 30 km in mezzo al mare. E’ considerata uno dei sistemi europei più grandi, per quando riguarda il movimento della sabbia.
Le correnti costiere dei venti spostano la sabbia in direzione nord-est alla velocità di 4 metri l’anno.
Lo Skagen Odde Nature Centre, che si trova dentro un edificio progettato da Jørn Utzon, spiega gli effetti della sabbia, del vento, dell’acqua e della luce su questo ambiente naturale.
Una brughiera ricopre le dune, formata principalmente da erica e fiori colorati, come le viole del pensiero, il salice strisciante, che prende il nome di Rosa di Skagen.
Fin dal 1888, cercarono di bloccare il movimento delle dune con piantagioni di alberi, per cui si possono vedere foreste di abeti, pini, querce, betulle e muschi.
Anche la fauna è molto variegata, scorrazzano liberi scoiattoli, volpi rosse, cervi, daini, lepri, serpenti, rapaci come l’acquila di mare mentre nel mare si possono avvistare foche.
BUNKER DI SKAGEN
Lungo l’arenile sono posizionati anche vari bunker tedeschi della seconda guerra mondiale, che avevano il compito di sorvegliare il canale del Kattegat, allora un passaggio strategico verso Svezia e Norvegia.

Il grande e suggestivo museo del Bunker spiega bene la storia di quel periodo, con ricostruzioni e manichini.
SPIAGGIA DI GRENEN
Dal parcheggio del museo, si raggiunge a piedi in una quindicina di minuti la punta estrema della penisola. E’ possibile percorrere la spiaggia o un sentiero in mezzo alle dune. Un altro metodo è utilizzare il Sandormen, un autobus trainato dal trattore sulla la spiaggia.

Nascosta dalla vegetazione si trova anche la tomba del poeta, drammaturgo e pittore danese Holger Drachmann, che è scavata sotto la sabbia.
La spiaggia di Grenen rappresenta anche il punto di incontro del Mare del Nord e il Mare Baltico. La balneazione è però vietata, in quanto le correnti sono davvero molto forti e pericolose, ma è possibile metterci i piedi in acqua….

TILSANDEDE KIRKE SKAGEN
Cominciando la discesa verso sud, lungo la costa occidentale si incontra la Skagen vecchia, un agglomerato di case in mezzo alle dune, tuttora abitate con vari punti di osservazioni e locali.
Nell’entroterra si possono raggiungere varie boscaglie, realizzate per bloccare il movimento della sabbia, che però non ha risparmiato la chiesetta bianca di Den Tilsandede Kirke.

La chiesa di San Lorenzo la realizzarono alla fine del XIV secolo, ma cominciò ad insabbiarsi, come tutto il villaggio circostante, nel XVII secolo.
Inizialmente cercarono di mantenerla e ripararla dalla sabbia, ma dovvettero arrendersi nel 1795, quando il re Cristiano VII la chiuse.
Nel 1810 demolirono quindi il corpo principale, salvando solo le fondamenta e il particolare campanile bianco a gradoni, sul quale è possibile salire per ammirare il panorama.
RÅBJERB MILE LA DUNA SKAGEN
Le dune mobili danesi di Råbjerb Mile si trovano al centro della penisola di Skagen Odde. Si tratta di un insieme di colline di sabbia, che raggiungono anche i 40 metri di altezza.

La sabbia si sposta dalla costa occidentale, e per arginare il problema sul terreno liberato dalla bassa vegetazione sono sorti pascoli di pecore e mucche, e piantagioni di alberi.
Solo la duna di Råbjerb Mile è stata lasciata allo stato naturale, questo per mostrare il cambiamento paesaggistico.
FARO DI RUBJERB KNUDE
Punteggiano il paesaggio di questa parte della Danimarca vari mulini a vento, ma è anche possibile vedere case immerse in mezzo alla sabbia con tetti di paglia…

A una sessantina di km a sud da Råbjerb Mile, lungo la costa occidentale, un altro sistema di dune minaccia il bellissimo faro di Rubjerb Knude. E’ posizionato a strapiombo della scogliera di Lønstrup, costituita da sabbia e argilla compattate nel corso del tempo.
Il faro risale all’inizio del Novecento e ha un’altezza di 23 metri. In origine si trovava a 200 dalla costa e a 60 metri sul livello del mare. L’erosione costiera ha portato alla sua chiusura nel 1968, anche perchè si ritrovò circondato dalla sabbia e non più visibile dal mare.

Ormai prossimo al crollo, nel 2019 riuscirono a spostarlo nell’entroterra per 70 metri, facendolo scivolare su dei binari, e questo lo risparmierà perlomeno per altri 40 anni.
Dalla sua terrazza panoramica è possible ammirare splendide vedute sul mare di acqua e quello di sabbia che lo circondano.














