JEREZ DE LA FRONTERA COSA VEDERE
Argomenti trattati
Jerez de la Frontera, cosa vedere, dove andare, cosa fare, guida e informazioni sullo sherry e il centro storico.
Trascorsa la seconda notte al Novotel di Siviglia, freschi e riposati prima di fare il check out, ci siamo diretti al buffet per la sostanziosa colazione che ci aspettava.

Ripresa la macchina noleggiata, sistemata nel parcheggio sotterraneo, e impostato il navigatore, abbiamo salutato Siviglia, ma solo momentaneamente. Direzione Jerez de la Frontera, un centinaio di km a sud di Siviglia.
JEREZ DE LA FRONTERA CIRCUITO MOTOCICLISTICO
Il nome evoca subito il famoso circuito motociclistico, nel quale si svolgono i gran premi di Spagna e d’Europa, ma utilizzato anche per gare di formula 1. Il circuito è lungo circa 4.5 km e presenta ben 13 curve.

Siamo andati a dare un’occhiata, ma non essendoci gare o allenamenti il luogo era desertico. Non ci è rimasto altro da fare che fotografare uno dei cancelli d’entrata, vicino alla statua di Angel Nieto, un motociclista morto nel 2017.
JEREZ DE LA FRONTERA STORIA
Jerez de la Frontera, la cittadina vera e propria è localizzata una decina di km più avanti.
In questa parte della Spagna molte località presentano nel nome anche la parola “de la Frontera“, che in passato indicavano la loro posizione sul confine fra i regni della Spagna araba e quella cristiana.
Castelli arabi, alcazar, sono ancora arroccati sulle alture, e in passato vigilavano i territori conquistati e contrastare gli attacchi da parte dei re cristiani.
TRIANGOLO DELLO SHERRY
Da Jerez deriva anche il nome di un vino liquoroso, lo sherry, che può arrivare a una gradazione di 15 /18 gradi.

La cittadina di Jerez de la Frontera forma con Puerto de Santa Maria e Sanlucar de Barrameda il triangolo dello sherry.

Due sono gli elementi che contribuiscono alla produzione di questa eccellenza:
- Il terreno calcareo e gessoso di questa area, chiamato albariza;
- La flor, una muffa derivante dall’aria marina, che si sviluppa sul vino, e lo protegge dall’ossidazione.
La popolarità di questa bevanda si deve grazie agli Inglesi, che occuparono i territori alla fine del settecento. Essi migliorarono la qualità e la produzione, facendolo conoscere al mondo.
Con delle visite guidate è possibile accedere alle numerose cantine, bodegas, e scoprire le varie tecniche di produzione ammirando le enormi botti nelle quali viene conservato questo vino.
Naturalmente non manca, al termine della visita, una degustazione e la possibilità di acquistare i vini dalle diverse gradazioni, che possono essere “fino”, “manzanilla”, “amontillado”, “oloroso”.
Questi vini vengono bevuti in momenti diversi del pasto e possono essere più o meno dolci o secchi.
In particolare a Jerez de la Frontera si produce il Gonzales Byass noto come Tio Pepe, riconoscibile dalla sagoma dell’uomo con il cappello.
ALCAZAR DI JEREZ DE LA FRONTERA

La nostra visita si è concentrata invece sulla fortezza araba degli almoravidi prima, e almohadi dopo, che qui rimasero fino al 1264, prima di essere spodestati dai cristiani.

Allora la cinta muraria era lunga ben 4 km, mentre attualmente ne rimangono solo alcuni tratti, ma l’alcazar è ben conservato e una volta all’interno si possono visitare:
- La Mezquita, una piccola moschea con la torre, il patio per le abluzioni e la sala quadrata delle orazioni, con una volta ottagonale, la qibla ossia il muro, con il mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca.
- Il mulino dell’olio con una grande macina in legno.
- Il patio de armas.
- I bagni arabi, composti dalla sala fredda, tiepida e calda, illuminate con lucernai a forma di stella.
- Una zona archeologica con forni e resti di acquedotti.
- Il padiglione reale per il riposo con una vista su una piscina che ospita nei sotterranei le delle cisterne per la raccolta delle acque.
- Una torre ottagonale dalla quale osservare la cittadina di Jerez ma anche tutto l’interno dell’alcazar.
- L’orto e i giardini con fontane e piante esotiche.
- Il palazzo di Villaviencio barocco, all’interno del quale si può ammirare la bella farmacia del 19° secolo con vasi e ceramiche per conservare i medicinali.
Prima di andarcene da Jerez de la Frontera, ci siamo recati anche nella vicina Cattedrale di San Salvador molto scenografica con i suoi grandi archi rampanti, e costruita sui resti di una grande moschea.

Particolare è il campanile separato dal corpo principale, sul quale è possibile salire e ammirare Jerez dall’alto.
EL PUERTO DE SANTA MARIA
Ripresa la macchina, ci siamo avviati verso El Puerto de Santa Maria un’altra delle cittadine del triangolo dello sherry.

La sagoma nera del toro, visibile spesso sulle colline della regione, si riferisce proprio al marchio dell’azienda Osborne. Questa è una delle più famose aziende produttrici di sherry, che vanta enormi cantine chiamate spesso cattedrali.
Ma da El Puerto de Santa Maria salpo’ Colombo per i suoi successivi viaggi nelle Americhe, dopo quello della scoperta.
HOTEL PUERTOBAHIA E SPA
Il nostro hotel, in questo caso, si trovava nella parte più recente, una zona balneare con lunghe spiagge dorate. Si trattava del grande e moderno hotel Puertobahia e Spa, con una piscina interna.

La vista dalla nostra camera era spettacolare e dava veramente l’idea di essere in piena estate, peccato che la zona era deserta….ma da lontano si vedeva il profilo del grande ponte della Constitucion e di Cadice.
Continua il viaggio a Cadice!!













