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SAGRADA FAMILIA COSA VEDERE BARCELLONA

SAGRADA FAMILIA COSA VEDERE BARCELLONA

La Sagrada Familia è sicuramente una delle principali destinazioni turistiche di Barcellona. Si tratta di un’enorme costruzione eclettica, nata dall’immaginazione di Gaudì, ma proseguita poi da altri progettisti. Il cantiere è tuttora operativo, sebbene in fase di finitura, e le idee artistiche sono in continua evoluzione.

STORIA DELLA SAGRADA FAMILIA

Il sogno di costruire una chiesa dedicata alla “Sacra Famiglia”, pur se non di queste proporzioni, fu del religioso Josep Manyanet i Vives. Si trattava del fondatore della  congregazione delle missionarie figlie della Sacra Famiglia, canonizzato dopo la sua morte.

A realizzare questo suo desiderio contribuì il filantropo Josep Maria Bocabella i Verdaguer, proprietario di riviste e librerie di impronta religiosa.

La costruzione della Sagrada Familia, infatti, è da sempre finanziata dalle donazioni e iniziative dei fedeli, aspetto che ha contribuito al prolungamento dei lavori.

Per la santità di questo luogo, decisero di acquistare un terreno in un’area rurale. A quel tempo posto in piena campagna, il sito religioso è stato con il tempo totalmente inglobato nel tessuto modernista del quartiere di l‘Eixample.

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Vista panoramica dalla Sagrada Familia

Inizialmente, la progettazione venne affidata a Francisco de Paula del Villar y Lozano, che però si scontrò presto con le idee dell’architetto Joan Martorell, amico del finanziatore.

La conseguenza fu il suo abbandono dei lavori, anche se poi lo stesso Martorell non se la sentì più di proseguire. Al suo posto propose allora un giovane architetto, già collaboratore di Villar.

Si trattava del trentunenne Antoni Gaudì, che non si rese subito conto di quanto questa opera avrebbe inciso sulla sua esistenza.

Fu soprattutto gli negli ultimi quindici anni di vita, che Gaudì concentrò tutta la sua attività in questa chiesa, ben consapevole che non l’avrebbe mai vista completata.

Secondo le idee del primo progettista, la Sagrada Familia avrebbe dovuto avere uno stile neogotico, ma con l’arrivo di Gaudì tutto cambiò.

Il progetto prese un’impronta modernista catalana, un liberty spagnolo fortemente ispirato agli elementi della Natura.

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Vetrate colorate

COSTRUZIONE DELLA SAGRADA FAMILIA

Antoni Gaudì prese in mano i lavori l’anno successivo alla posa della prima pietra, avvenuta il 19 marzo del 1882, il giorno di San Giuseppe, santo al quale fu devoto il primo finanziatore.

Al suo arrivo, Gaudì si trovò con i lavori della cripta già in fase avanzata, così decise di lasciarla nello stile neogotico, e aggiungere solamente alcuni dettagli personali.

I lavori alla costruzione durarono decenni, rallentati sia per problemi economici che per la guerra civile, che causò anche molti danni alle strutture.

Gaudì ne approfittò però per dedicarsi ai dettagli e sperimentare nuove tecniche costruttive tramite modellini. Lo fece anche mentre si dedicava ad altri progetti, come il Parc Guell.

L’architetto catalano morì all’improvviso il 10 giugno del 1926, dopo tre giorni di agonia. Fu investito da un tram, mentre passeggiava proprio davanti al cantiere della Sagrada Familia.

Nonostante le difficoltà e i 40 anni dedicati a questa chiesa, Gaudì potè vedere realizzata la facciata della Natività e una delle 18 torri, quella di San Barnaba.

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Torri degli apostoli della Facciata della Natività

Nel corso della guerra civile, il suo laboratorio venne però distrutto, così i suoi schizzi originali e gli appunti andarono perduti per sempre.

Gli architetti successivi, che si occuparono della chiesa, cercarono di portare avanti le sue ideologie e sperimentazioni. Le aggiornarono però in base alle varie epoche in cui realizzarono i vari elementi.

La Sagrada Familia racchiude quindi aspetti neogotici, modernisti, liberty, art-decò, cubisti e contemporanei. L’interpretazione di importanti architetti e artisti ha permesso l‘avverarsi dell’originale progetto religioso di Gaudì.

PROGETTO DELLA SAGRADA FAMILIA

L’imponente Sagrada Familia, secondo la visione iniziale di Gaudì, doveva sorgere in mezzo a un giardino a forma di stella…

L’avvanzamento della “civiltà” ha ridotto notevolmente gli spazi tutti attorno, tanto che fino ad ora è stato possibile realizzare solamente due giardini laterali.

Contrariamente a quanto si crede, nessuna delle due facciate terminate, ossia quella della Natività e quella della Passione, costituiscono la facciata principale.

La facciata della Gloria è infatti tuttora in fase di finitura, per la quale si prevedono lavori  di demolizione del vicino isolato. Questo servirà a far posto soprattutto alla scalinata, che sarà senza dubbio monumentale e articolata.

SIMBOLOGIA DELLA SAGRADA FAMILIA

Gaudì, che fu un grande uomo di fede, applicò alla progettazione della Sagrada Familia un forte simbolismo religioso e spirituale. Secondo la sua visione, l’mponenza di questa chiesa doveva elevare l’anima degli uomini verso Dio.

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Foresta di colonne dentro la Sagrada Familia

La sua interpretazione si concretizzò materialmente con la rappresentazione degli apostoli, degli evangelisti, di Gesù e la Vergine sotto forma di torri.

CURVA CATENARIA DI GAUDI

Antoni Gaudì fu anche un genio, inventò infatti un nuovo sistema architettonico, che potè sperimentare solamente nel suo semplice laboratorio.

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Modellino 3D della Sagrada Familia di Gaudì

Ideò la curva catenaria, così chiamata perchè realizzata con una corda o catena. L’idea si basa su una corda legata alle estremità, che lasciata cadere, crea una curva perfetta. La forza della gravità dà luogo così un arco rovesciato, dove la tensione si distribuisce su ogni punto.

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Vista interna della Sagrada Familia

Con lo studio di questo arco Gaudì innalzò i pilastri, le volte e le torri della chiesa. Nonostante la loro pesantezza, non necessitavano infatti di contrafforti o muri di sostegno.

Giunse a questa innovazione architettonica grazie a modellini costituiti da corde, alle quali appese sacchetti di sabbia, che fungevano da pesi. Una volta fotografato il modello rovesciato potè visualizzare fin da subito la sua opera ultimata.

Gaudì considerò questa tecnica ingegneristica una “geometria divina”, che stava alla  base del funzionamento della natura e dell’universo.

Antoni Gaudì concepiva la linea retta un’invenzione umana, mentre la curva era pura manifestazione di Dio. Le alte torri non dovevano essere una sfida dell’uomo, ma sorgere lentamente come forme organiche, piante o stalagmiti, che salivano verso la luce divina.

ARCHITETTURA DELLA SAGRADA FAMILIA

Il Templo Expiatorio de la Sagrada Familia è il nome completo di questa basilica, che è stata consacrata il 7 novembre 2010 da Papa Benedetto XVI, ancor prima di essere conclusa.

La chiesa, che può ospitare fino a 15.000 persone, ha una pianta a croce latina ed è rivolta verso sud, ossia verso il Mediterraneo, proprio a rappresentare la sua apertura al mondo.

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Torri della Facciata della Passione

Attualmente solo due sono le facciate ultimate. Quella della Natività venne iniziata nel 1894 all’epoca di Gaudì e terminata nel 2000. La facciata della Passione, invece, venne realizzata fra il 1954 e il 1976. La facciata della Gloria, che sarebbe quella anteriore e quindi la principale, è ancora in costruzione.

Sormontano la chiesa complessivamente 18 torri, delle quali 12 rappresentano gli apostoli, 4 gli evangelisti, 1 Maria Vergine e quella più elevata di 172 metri Gesù Cristo.

L’interno della basilica è molto spazioso e luminoso, grazie alle vetrate colorate. L’abside è posto in corrispondenza della sottostante cripta e circolandato dalle cappelle del deambulatorio.

FACCIATA DELLA NATIVITA’

Questa fu la prima facciata che costruirono, come dimostra il colore assunto dalla pietra nel corso del tempo. Fu l’unica che Gaudì vide quasi ultimata, ma sormontata allora solamente da una delle quattro torri degli apostoli di questo lato, quella di San Barnaba.

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Portale della Facciata della Natività

Orientata verso est, dove sorge il sole, la facciata simboleggia proprio l’inizio, la vita, l’Umanità. Risulta abbondantemente decorata di statue, molte delle quali disegnate direttamente da Gaudì.

Pare che per i volti dei vari personaggi si fosse ispirato alla gente del posto e addirittura a persone decedute, che vide negli obitori. Originariamente, avrebbe dovuto essere policroma, ma poi si decise di lasciare la pietra al naturale.

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Facciata della Natività portale

Le scene che appaiono sulla facciata della Natività sono inerenti agli eventi connessi alla famiglia di Gesù e alla sua infanzia.

A ogni componente familiare è dedicato un portico, al quale è associata anche una virtù teologale.

I rispettivi portali in alluminio policromo e cristalli, sono invece opere moderne, dell‘architetto giapponese Etsuro Sotoo, ricche di dettagli naturali. Sue sono anche alcune statue della stessa facciata e altre parti della chiesa.

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Porta della Facciata della Natività di Otsuro Sotoo

Colonne separano i portici, sulle quali sono presenti altre simbologie, come le tartarughe che indicano l‘immutabilità della Chiesa. I capitelli riproducono foglie di palma con datteri coperti di neve, in riferimento al periodo dell’anno in cui è nato Gesù.

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Decorazione porta della Sagrada Familia

PORTICO DELLA CARITA’

Dedicato a Gesù, questo portico centrale, si presenta come se fosse una grotta. Nelle scene che lo circondano si osservano anche segni zodiacali, la stella cometa, angeli musicisti, pastori, l’agnello simbolo di innocenza.

Il pilastro superiore costituisce l’Albero di Jesse, ossia la genealogia di Cristo, con alla base il serpente che tiene in bocca la mela, immagine del peccato originale.

Sormonta il tutto l’Albero della vita, metafora dei trionfo, con la croce greca e le lettere alfa e omega, come segno del principio e della fine. La porta in questo caso doppia rispetto alle alle due, riproduce l‘edera connessa all’obbedienza.

PORTICO DELLA SPERANZA

Dedicato a San Giuseppe, il portico della Speranza è decorato con tragici episodi subiti dalla famiglia, come la strage degli innocenti e la fuga in Egitto.

Particolare in questo caso è il San Giuseppe sulla barca con il volto di Gaudì. L’architetto catalano morì proprio al momento della sua realizzazione, così i lavoratori gli dedicarono la statua.

Sulla facciata si intravedono riproduzioni degli strumenti di lavoro di San Giuseppe, mentre la porta è decorata con giunchi e fiori attinenti alla fuga in Egitto.

PORTICO DELLA FEDE

Dedicato alla Vergine Maria, il Portico della Fede riproduce episodi della sua vita, rappresenta la Divina Provvidenza e il cuore di Gesù coperto di spine e api. La porta di ingresso in questo caso è decorata con rose selvatiche ma senza spine.

Le torri verso la facciata della Natività sono dedicate ognuna agli apostoli San Mattia, San Simone, San Barnaba e San Giuda.

PORTALE DEL ROSARIO

Sulla facciata della Natività è collocato anche il Portale del Rosario, terminato da Gaudì nel 1897. Conduce attualmente al chiostro, che però è ancora in costruzione.

L’architetto, ben consapevole di non vedere terminata la sua opera, decise di adibire questa parte provvisoriamente a battistero.

Il portale del Rosario è dedicato alla Madonna del Rosario con Gesù bambino, affiancata da San Domenico e Santa Caterina. Si trova in corrispondenza della Torre di San Mattia, in uno spazio sormontato da una lanterna, nella quale convergono le colonne interne.

Portali simili si trovano anche sugli altri tre angoli del chiostro, dedicati a Nostra Signora dei Dolori, della Misericordia e di Montserrat.

Il portale del Rosario, tuttavia, è particolare perchè è chiamato delle tentazioni. Appaiono infatti due piccole sculture.

Una raffigura un ragazzo con una bomba in mano, in riferimento all’attentato avvenuto nel 1893 nel Gran Teatro del Liceu. Accanto a lui, il diavolo con le forme di una lucertola, gli sussurra di lanciarla, come tentazione del potere.

L’altra scultura invece mostra una giovane ragazza tentata dal demone, sottoforma di pesce, di rubare una borsa piena di soldi.

Queste opere, deturpate durante la guerra civile, sono state ristrutturate dall’artista giapponese Etsuro Sotoo.

FACCIATA DELLA PASSIONE

La seconda facciata conclusa è quella laterale della Passione, che si presenta spoglia e stilizzata. Minimalista rispetto a quella ridondante della Natività. I personaggi riprodotti nelle scene mostrano corpi e volti emaciati.

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Facciata della Passione

Iniziata nel 1954, la facciata riflette sofferenza di Gesù Cristo per i peccati dell’uomo. Le statue portano la firma dell’artista catalano Josep Maria Subirachs, che le terminò nel 2009.

FRONTONE DELLA FACCIATA DELLA PASSIONE

La facciata è sostenuta da sei grandi pilastri obliqui, sormontati da un frontone decorato con colonnine “scheletriche”, che spicca per il colore più chiaro della pietra usata.

La decorazione a rilievo mostra le iniziali e i simboli dei nomi dei profeti e patriarchi, che sono interamente scritti sulla facciata retrostante.

Ai lati sono visibili anche le statue di un agnello, simbolo di sacrificio di Abramo, e un leone di Giuda, emblema della tribù ebraica. Sulla balaustra poggia inoltre una grande croce e statue anche verso l’interno.

Il finestrone ovale al centro della facciata rappresenta la Resurrezione di Gesù, sormontata dalla scultura astratta dello Spirito Santo di Subirachs.

Su questo lato si protendono altre quattro torri, che riportano i nomi e le statue incastonate dei rispettivi apostoli alle quali sono dedicate.

Si tratta di San Tommaso, San Filippo, San Bartolomeo e Giacomo il Minore. Queste ultime sono collegate da un ponte, sul quale è collocata la statua bronzea dell’Ascensione di Gesù, sempre opera di Subirachs.

PORTICI DELLA FACCIATA DELLA PASSIONE

Anche su questa facciata sono presenti tre portali con porte bronzee molto pesanti tutte decorate, opere di Subirachs, che raccontano episodi degli ultimi giorni di Gesù.

La doppia porta centrale è dedicata al Vangelo, completamente ricoperta di citazione dei testi, e alcune parole in risalto. Sulla colonna centrale che separa tali porte sono scolpite le lettere greche Alfa e Omega, a intendere l’inizio e la fine.

Poco più avanti rispetto alla Porta dei Vangeli, si trova la Colonna della Flagellazione, composta da quattro tronchi, a sottintendere i bracci della croce.

Ad essa è legato il Cristo sofferente, con una corda i cui nodi ricordano le pene patite. I  tre scalini indicano invece i giorni trascorsi prima della sua Resurrezione.

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Colonna della flagellazione

Il portico della Fede comprende la porta dei Getsemani, in riferimento alla preghiera di Gesù nell’Orto degli Ulivi. Spicca fra gli elementi decortivi la Luna piena, come presentimento della morte imminente.

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Portale della Facciata della Passione

Il Portale della Speranza si apre con la Porta dell’Incoronazione di spine, nella quale appaiono anche citazioni della Divina Commedia di Dante.

SCULTURE DELLA FACCIATA DELLA PASSIONE

Il ciclo scultoreo della Facciata della Passione, che si sviluppa su tre livelli, illustra gli ultimi momenti di vita di Gesù e parti della Via Crucis. Il raccont inizia dal basso con le scene relative alla notte precedente alla crocifissione. Vi sono rappresentate l’Ultima Cena, il Bacio di Giuda, e il Processo davanti a Ponzio Pilato.

Il livello intermedio è incentrato sul Calvario di Gesù, con le scene delle Tre Marie, della Veronica con con il volto di Gesù sul telo.

In questo caso l’artista Subirachs ha omaggiato Gaudì, mettendo il suo volto al posto di quello dell’evangelista, e i caschi dei soldati richiamano le forme dei cammini di Casa Milà.

Il livello superiore illustra la morte e la sepoltura di Gesù. Rappresenta principalmente la Crocifissione, dove la croce in ferro è in posizione orizzontale mentre la figura di Gesù è verticale.

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Facciata della Passione

Nella scena della Sepoltura, Subirachs si è rappresentato nella figura di Nicodemo. Sul soffitto, la struttura in ferro sospesa simboleggia invece il velo strappato del Tempio di Gerusalemme.

Sulla facciata della Passione appaiono inoltre simboli alchemici. In particolare la tabella con i numeri, che se sommati in qualsiasi direzione danno sempre come risultato il 33, ossia gli anni di Gesù.

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Statue della Facciata della Passione

Nel perimetro del chiostro, in corrispondenza della facciata della Passione, è presente un edificio in mattoni dalle forme ondulate. Si tratta della scuola costruita da Gaudì per i figli degli operai che lavoravano nel cantiere della Sagrada Familia.

FACCIATA DELLA GLORIA DELLA SAGRADA FAMILIA

Nonostante la sua importanza, la facciata principale della Sagrada Familia non è ancora terminata e di conseguenza non è visibile. E’ chiamata Facciata della Gloria, perchè rappresenta l’ascesa di Gesù verso Dio e la sua Gloria.

Per completarla ci vorranno ancora anni, probabilmente il 2035, e soprattutto spazio, visto che costeggia il Carrer de Mallorca.

Il progetto è imponente e comprende una scalinata degna di tale importanza, per questo motivo lo spazio urbano circostante subirrà delle variazioni. La facciata inoltre dovrà integrarsi con le architetture delle facciate laterali.

Su questo lato sorgeranno altre quattro torri degli apostoli, ancora più elevate delle precedenti,dedicate a Pietro, Paolo, Andrea e Giacomo il Maggiore.

Ci saranno 7 portali, uno per ogni sacramento, attualmente ai vertici sono situate le Cappelle del Battistero e quella Penitenza e del Santo Sacramento.

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Facciata interna della Gloria

Nella controfacciatta della Passione, nella parte superiore è posizionata la statua di San Giorgio, il patrono della Catalogna, opera di Subirachs.

Le porte in bronzo mostrano le parole del Padre Nostro in catalano e altre lingue.

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Porta della Facciata della Gloria

TORRI DELLA SAGRADA FAMILIA

Uno degli elementi più distintivi della Sagrada Familia sono le sue torri, in tutto 18, sebbene 4 ancora da realizzare.

12 sono dedicate agli apostoli, distribuite a gruppi di quattro sulle tre facciate. Le 4 torri della facciata della Gloria, non sono però ancora costruite.

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Torri della Sagrada Familia

Le 4 torri “cupole” degli evangelisti si concentrano invece attorno alle due più alte, collocate in corrispondenza del transetto e dell’abside.

Una di queste è la Torre “Cupola”della Vergine, posizionata esattamente sopra l’altare maggiore. Culmina con la stella a 12 punte, ben illuminata di notte.

TORRE DI GESU’ SAGRADA FAMILIA

La Torre “cupola” di Gesù, termina invece con una croce a sei bracci in pietra e rivestita di ceramica smaltata di bianco, elemento che da solo misura 15 metri di altezza.

All’interno della parte finale della torre, un ascensore in vetro conduce fino nella croce, che funge quindi anche da piattaforma panoramica.

Con i suoi 172 metri di altezza totale, la Torre di Gesù rappresenta il campanile più alto del mondo. La sua inaugurazione è prevista in concomitanza dei 100 anni dalla morte di Antoni Gaudì, il 10 giugno 2026, alla presenza di Papa Leone XIV.

TORRI DEGLI EVANGELISTI E DEGLI APOSTOLI

Non solo questa, ma tutte le torri costituiscono i campanili della Sagrada Familia, che contano assieme 84 campane del carillon, questo quando saranno tutte terminate tutte.

Presentano un profilo parabolico, con scala a chiocciola all’interno ispirata a forme organiche.  Alcune torri risultano connesse fra loro da ponticelli.

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Scala a chiocciola delle torri della Sagrada Familia

Le guglie degli evangelisti culminano con sculture bianche a loro associati. L’angelo indica San Matteo, il bue San Luca, l’aquila San Giovanni, e il leone San Marco. I doccioni pure li rappresentano con le forme moderne date dall’artista giapponese Etsuro Sotoo.

SIMBOLI E DETTAGLI DELLA SAGRADA FAMILIA

I pinnacoli delle torri degli apostoli includono simboli vescovili, come la mitra, il bastone pastorale e l’anello.

Sulle torri sono visibili parole liturgiche come “Hosanna”, “Excelsis” e Sanctus”, ma anche iniziali dei nomi ai quali sono dedicate.

Nel caso di quelle degli apostoli, si distinguono anche per le rispettive statue, mentre quelle degli evangelisti da un segno zodiacale e un elemento della terra.

San Matteo è associato all’acquario e all’aria, San Luca al toro e alla terra, San Marco al leone e al fuoco e San Giovanni allo scorpione e all’acqua.

Lungo la copertura della navata si distribuiscono pinnacoli con le forme di fasci di spighe, con sopra sculture di ostie, e grappoli d’uva sopra un calice, a rappresentare l’eucarestia.

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Pinnacoli della Sagrada Familia

Sempre dell’artista giapponese sono i pinnacoli di ceramica colorata, che rappresentano cesti di frutta, distinti in base alla stagione. Sulla facciata della Natività appaioni il cesto di ciliegie, nespole, prugne, pesche e pere.

Sulla Facciata della Passione sono rappresentati cesti di frutti autunnali di arance, mele, fichi, melograni, castagne.

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Decorazioni di Etsuro Sotoo

INTERNO DELLA SAGRADA FAMILIA

Gaudì progettò minuziosamente anche l’interno della Sagrada Familia, e diede all’architettura un significato divino.

Doveva essere una forma di preghiera, dove ad esempio le colonne, con le loro dimensioni vertiginose, costituivano una metafora dell’ascesa dell’anima verso Dio.

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Prospettiva delle colonne

Le ramificazione delle colonne oblique sono state possibili soprattutto a studi moderni e eleaborazioni computerizzate. In questo modo hanno mantenuto le strutture elicoidali immaginate da Gaudì, considerato architetto di Dio.

La loro complessità ha permesso di sostenere la volta senza l’aggiunta di contrafforti esterni, tipici dello stile gotico.

Tutti questi fattori hanno reso l’ambiente molto spazioso e mistico, grazie anche alle spettacolari vetrate colorate, alcune sezioni in corrispondenza di loggiati e balconate. Fasci di luce dalle armoniose sfumature variopinte inondano l’interno della Sagrada Familia, che cambiano in base all’ora del giorno.

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Vetrate della Sagrada Familia

Creano giochi di luce e accentuano le architetture geometriche, rendendo ancora più reali i sogni di Gaudì. L’elaborato soffitto, ad esempio, ricorda enormi girasoli.

ABSIDE DELLA SAGRADA FAMILIA

La pianta interna della Sagrada Familia è a croce latina, con l’altare maggiore circondato da sette cappelle absidali.

Sospeso sopra l’altare, il baldacchino dorato, con decorazioni di grappoli d’uva e foglie di vite, sostiene il crocifisso in legno. Sulla sommità si allarga un rosone dorato, posto in corrispondenza della Torre della Vergine.

Di fronte all’altare, il mosaico sulla pavimentazione riproduce un ambigramma con le lettere JMJ. Simboleggiano Jesus identificato con la corona di spine, Maria con una corona e Josep con la purezza dei fiori.

Davanti all’altare, nella crociera del transetto, si innalzano quattro colonne dedicate ognuna a un evangelista. Identificati dai rispettivi simboli luminosi, si collocano in corrispondenza delle rispettive torri evangeliche esterne.

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Colonne degli evangelisti

Circondano la torre più alta della Sagrada Familia, dedicata a Gesù, che all’interno della chiesa è individuata dal un altro rosone dorato.

Nella parte posteriore dell’abside, un corridoio conduce alle due sacrestie che conservano  arredi modernisti, progettati da Gaudì.

La parte esterna dell’abside presenta uno stile neogotico e pinnacoli decorati con statue. Tutto attorno alla Sagrada Familia si sviluppa il chiostro, non ancora terminato.

CAPPELLA DELL’ASSUNTA

In corrispondenza dell’abside è in fase di costruzione la Cappella dell’Assunta, collegata ai chiostri. Questi ultimi si distinguono per le loro particolari finestre triangolari a nido d’ape, che circondano tutta la Sagrada Familia.

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Finestre della Sagrada Familia

Una volta terminata, la cupola della cappella culminerà con una torre azzurra. Simboleggerà il mantello della Vergine, sostenuto da quattro angeli posizionati attorno. Sarà inoltre accessibile anche dall’esterno della chiesa.

CRIPTA DELLA SAGRADA FAMILIA

Iniziata nel 1882 da Francisco del Villar, la cripta neogotica fu poi leggermente modificata da Antoni Gaudì l’anno successivo, con dettagli ispirati alla natura.

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Cripta della Sagrada Familia

La cripta è costituita da sette cappelle disposte a semicerchio chiuse sul quarto lato, da cinque cappelle messe in fila.

Di queste, la Cappella della Sacra Famiglia al centro costituisce l’altare della cripta. La Cappella di Nostra Signora del Carmelo ospita invece la tomba di Antoni Gaudì. La sua lapide essenziale rispecchia la sua umiltà e riporta solamente l’iscrizione in latino “Antonio Gaudì Cornet, architectus”.

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Tomba di Antoni Gaudì

Nella Cappella del Cristo Santo si trova invece la tomba di Josep Maria Bocabella, che per primo sovvenzionò i lavori alla Sagrada Familia.

Un pesante colonnato separa lo spazio centrale dalle cappelle perimetrali. Sostiene inoltre il soffitto a volte a crociera con archi a sesto acuto, Questi culminano al centro con la chiave di volta, che riproduce l‘Annunciazione di Maria.

Particolare è anche la fascia pavimentale a mosaico romano, con i simboli dell’Eucarestia. Alcune lampade le realizzò direttamente Gaudì, per combattere i reumatismi alle mani, che lo affligevano.

La cripta, terminata nel 1891, viene utilizzata principalmente per le funzioni religiose, durante le quali le visite non sono permesse.

MUSEO DELLA SAGRADA FAMILIA

Per comprendere meglio la visione artistica e creativa di Antoni Gaudì, è possibile completare la visita della Sagrada Familia con il relativo museo, posto nelle fondamenta della struttura.

Modellini tridimensionali dimostrano come le sue intuizioni si siano poi concretizzate. Illustrano i vari dettagli architettonici, ispirati direttamente dalle forme della natura.

RIFLESSIONI FINALI SULLA SAGRADA FAMILIA

La Sagrada Familia è un concentrato di simbolismo religioso e spirituale, una vera riproduzione materiale dei pilastri del Cristianesimo. Costituisce una sintesi della teologia cristiana, dove ogni elemento trova la giusta collocazione.

Una combinazione di stili architettonici e forme organiche, che Antoni Gaudì ha saputo fondere e trasmettere anche agli architetti e progettisti, che hanno proseguito il suoi ideali.

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