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BARCELLONA IN TRE GIORNI COSA VEDERE

BARCELLONA IN TRE GIORNI COSA VEDERE

Barcellona è la classica meta che coniuga cultura e divertimento, grazie alla quantità di attrattive turistiche e locali alla moda dove gustare specialità, tapas e sangria….

Questo itinerario si è svolto nell’arco di tre giorni in primavera, per cui il tempo è stato ideale.

Questo mi ha permesso di girovagare e scoprire luoghi anche più distanti, raggiunti rigorosamente a piedi. Alla fine del viaggio, posso dire di aver camminato in giro per oltre 70 km...

GIRO ESPLORATIVO DI BARCELLONA

Tutto è cominciato con un volo low cost partito da Trieste e atterrato all’aeroporto Josep Tarradellas – Barcellona El Prat, situato a una decina di km dal centro città.

Arrivata a destinazione nel prima pomeriggio, con la metropolitana della linea arancione e poi quella verde, sono giunta al mio hotel sulla Avinguda Paral-lel.

Completato il check in e sistemato lo zaino in camera, sono uscita con l’intenzione di prendere un po’ le misure della città, girovagando a piedi senza meta.

Mi sono diretta verso il lungomare passando per il Museo Marittimo di Barcellona e davanti al Monumento a Colombo, con la statua in cima alla colonna, che segna anche l’inizio della Rambla.

Barcellona cosa vedere in tre giorni
Rambla di Barcellona e colonna di Colombo

Percorso il Passeig de Colom, la Rambla de Mar, ho fatto un giro per il grande centro commerciale Maremagnun, concedendomi così una pausa ristoratrice.

BARCELONETA

Ripreso il cammino, sono andata a dare un’occhiata all’acquario di Barcellona che stava ormai chiudendo, e costeggiato varie darsene con yacht e panfili ormeggiati.

Ponti e percorsi lungo i moli mi hanno condotta verso il Museo di Storia della Catalogna, un’area molto affollata di locali e ristorantini all’aperto.

Barceloneta cosa vedere in tre giorni
Barceloneta spiaggia

Superato anche il Passeig de Joan de Borbò, sono arrivata al quartiere di Barceloneta. Si tratta di un quartiere popolare caratterizzato da file di palazzi separati da stradine tutte uguali, e delimitato dalla spiaggia.

Questo è un luogo molto animato, pieno di locali e il Passeig Maritim de la Barceloneta conduce direttamente al Peix d’Or di Frank Gehry. L’enorme scultura color rame a forma di pesce è proprio adiacente al Casinò di Barcellona.

PARC DE LA CIUTADELA BARCELLONA

La passeggiata sul lungomare continua per km con altri quartieri periferici, lidi e parchi, ma nel mio caso sono tornata sui miei passi, dirigendomi nel Parc de la Ciutadela.

Barcellona cosa vedere in tre giorni
Parc de la Ciutadela

Godendomi l’atmosfera ho scorto le varie attrazioni del parco, monumenti, statue, il Parlamento della Catalogna, il laghetto con i cigni con le barchette a noleggio.

Non è mancata la magnifica fontana monumentale, la riproduzione del Mammuth e l’Umbracle, ossia la serra delle piante, che a data l’ora era chiusa.

Fuori dal Parco de la Ciutadela ho proseguito sul Passeig de Lluis Companys che termina con l’arco trionfale in mattoni rossi.

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Arco trionfale di Barcellona

BACIO DI BARCELLONA

Mi sono inoltrata poi nell’intrico di stradine del centro storico….senza una vera meta…

Sono incappata però nel murales del “Bacio” composto da migliaia di mattonelline di ceramica, che mostrano scene di vita quotidiane. Accostate le une con le altre, in base alle loro sfumature compongno questa opera chiamata in realtà “Il mondo nasce in ogni bacio”.

Barcellona cosa vedere in tre giorni
Il Bacio di Barcellona

Superata la Rambla, a tratti un cantiere a cielo aperto, ho superato anche il quartiere del Raval fino a ritornare sulla Para-lel.

Prima del rientro in hotel, ho trovato un ottimo ristorante dove gustare cibo locale, concludendo questo primo “assaggio” di Barcellona con 15 km percorsi a piedi.

PRIMO GIORNO BARCELLONA

SAGRADA FAMILIA BARCELLONA

Questa non è stata la prima esperienza a Barcellona, per cui il viaggio si è concentrato soprattutto nella visita di monumenti e musei, alcuni prenotati on line con un certo anticipo.

Uscita dall’hotel alle otto del mattino e fatto colazione di una delle numerose catene di caffetterie sparse a Barcellona, mi sono diretta verso la Sagrada Familia.

Ovviamente il percorso contava svariati km, per cui sono passata per la Rambla e ho preso la palla al balzo per fare un giro al mercato centrale della Boqueria, a quell’ora ancora poco affollato.

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La Boqueria

Proseguito fino a Piazza della Catalogna, ho proseguito sulle strade a scacchiera del quartiere modernista de l’ Eixample.

Arrivata puntuale alla Sagrada Familia, a quell’ora presa d’assalto dai turisti, ho cominciato subito la visita in autonomia. Il biglietto comprendeva l’accesso alla chiesa, la salita su una torre e il museo nei sotterranei.

L’interno della Sagrada Familia è un concentrato di fantastiche architetture e di riflessi colorati, provenienti dalle elaborate vetrate. La selva di colonne che si allargano sul soffitto rende il tutto ancora più imponente.

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Torri della Sagrada Familia

Proprio in questo periodo è stata completata la croce della torre più elevata della chiesa. Questo ha sancito il quasi termine dei lavori, avviati da Antoni Gaudì quasi centocinquant’anni fa.

Nonostante la moltitudine di gente la mia esplorazione si è svolta nella più assoluta calma e tranquillità.

Dopo oltre due ore, sono uscita per ammirare nuovamente le facciate esterne della Sagrada Familia. Questa basilica presenta infatti differenti stili architettonici, che riflettono proprio i vari periodi storici nei quali sono stati realizzati.

PARC GÜELL BARCELLONA

L’ultima volta che ero stata a Barcellona l’accesso al Parc Güell era gratuito, ora invece è necessario prenotare per visitarlo….

Anche in questo caso, dopo km percorsi in leggera salita, sono arrivata al Parc Guell, un altro progetto del grande architetto catalano Antoni Gaudì.

Folla di gente neanche a dirlo, ma data la vastità del parco non c’erano problemi di ingorghi. Le temperature primaverili sembravano a momenti estive….fortunatamente spirava un venticello fresco.

Parc Güell cosa vedere Barcellona
Entrata del Parc Güell

Seguendo la mappa del parco ho raggiunto i vari punti panoramici e le attrazioni che lo caratterizzano.

Le viste panoramiche si estendono dalla città e il mare fino ai rilievi retrostanti. Sul Tibidabo, una delle colline, è posizionata la Chiesa del Sacro Cuore, e l’omonimo parco di divertimenti, che si raggiunge nell’ultimo tratto con la funicolare.

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Vista panoramica sul Tibidabo

Il pezzo forte del Parc Guell è la lunga panchina ondulata coperta di frammenti di ceramiche. Questo spazio all’aperto fa da soffitto alla sottostante Sala Hipostila, sorretta appunto da massicce colonnne, tutto nello stile Gaudì.

Il Parc Güell racchiude boschetti, sentieri, giardini fioriti, edifici, la Casa Museo di Gaudì, e si sviluppa su diversi livelli….

COLLINA DI MONTJUIC

La meta successiva era davvero distante km…ma non avevo ulteriori impegni così me la sono presa comoda.

Nella discesa dal quartiere di Gracia, sono passata anche davanti a un’altra opera di Antoni Gaudì, Casa Vicens, riservandomi una visita più approfondita per un’altra occasione.

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Casa Vicens di Antoni Gaudì

Lunghi viali alberati, piazze e grandi rotonde, mi hanno portata al Parc de Joan Mirò, un altro artista catalano, ma della corrente surrealista. Questo parco è a lui dedicato per la sua “particolare” scultura, “Dona y ocell” posta in mezzo a uno specchio d’acqua.

Barcellona cosa vedere in tre giorni
Parc Joan Mirò Barcellona

In seguito, mi sono diretta al centro commerciale realizzato nell’ex arena dei tori. Dalla piattaforma circolare all’aperto dell’ultimo piano, ho ammirato la vista su questa parte di Barcellona e del Montjuic, la collina affacciata verso la costa.

Nel corso del tempo, su questo rilievo hanno costruito impianti sportivi. Alla base hanno eretto grandiose costruzioni per l’Esposizione Internazionale del 1929, riconvertiti poi in spazi per la fiera e altri musei.

Superato Piazza di Spagna, e le due iconiche torri veneziane, che ricordano proprio il campanile di Venezia, ho costeggiato il Palazzo dei Congressi.

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Plaça de Espanya

Molto scenografiche sono la fontana magica con i suoi giochi d’acqua e le varie cascate artificiali, che scendono dalla scalinata del Museo Nazionale di arte della Catalogna. Vista l’ora, era in fase di chiusura, così ho prenotato la visita per il giorno successivo.

Palau Nacional MNAC cosa vedere Barcellona
Palau Nacional facciata

Proseguito sulla collina del Montjuic, disseminata di giardini e parchi, ho notato code di persone in attesa del concerto in uno degli impianti del Parc Olimpic, della popstar catalana del momento, Rosalia.

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Stadio olimpico di Barcellona

Lungo il percorso sono riuscita ad entrare anche nello Stadio Olimpico, e costeggiato il Giardino Botanico, senza però arrivare al castello di Montjuic…

Per scendere dalla collina del Montjuic ho percorso vari giardini e sono entrata nella hall del Museo Joan Mirò, già visitato in passato.

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Museo Joan Mirò Barcellona

Prima di ritirarmi in hotel mi sono gustata una deliziosa paella accompagnata da vino tinto, concludendo così la giornata con 25 km percorsi a piedi.

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Paella

SECONDO GIORNO BARCELLONA

MUSEO ARTE DELLA CATALOGNA BARCELLONA

La seconda giornata è iniziata sempre alle otto del mattino, con colazione in caffetteria e salita sul Montjuic.

In attesa della visita al Museo di Arte della Catalogna, che apriva alle dieci, ho girovagato per i numerosi giardini panoramici della collina, uno più bello dell’altro, tutti deserti a quell’ora.

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Montjuic parchi e giardini

Sono passata quindi per i giardini del teatro greco, scavato nella roccia, i Jardins de Laribal fino ad arrivare all’affaccio panoramico su Barcellona.

Il Museo di Arte della Catalogna è incentrato su collezioni di arte romanica, gotica, rinascimentale e barocca, e molto belle sono quelle moderniste.

Il grandioso palazzo neoclassico vanta un’enorme sala ellittica con copertura di inizio Novecento e una cupola decorata altissima.

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Sala Ovala del Palau Nacional

Completa il tutto la scenografica vista dalle terrazze panoramiche, che abbraccia parchi e le fontane del Montjuïc.

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Vista dal Palau Nacional

MOCO MUSEU BARCELLONA

Completato il giro nel museo, durato tre ore, ho lasciato Montjuic per dirigermi nel Barrio di El Born. Per strada ho fatto un salto al grande Mercat de San Antoni, altrettanto pittoresco di quello della Boqueria.

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Mercato di Sant’Antonio Barcellona

Raggiunta la rambla, ho trovato un bel locale per una pausa pranzo con tanto di sangria davvero esplosiva….rimettermi in piedi è stata duretta….ma dovevo raggiungere il Moco Museu per la visita programmata.

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Sangria e tapas

In questo caso si è trattato di opere contemporanee e installazioni artistiche immersive coinvolgenti.…di iconici artisti come Banksy.

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Moco Museu installazione artistica

BARRIO GOTICO E EL BORN

Libera da impegni, mi sono dedicata alla parte storica di Barcellona con la visita della Basilica di Santa Maria del Mar. Questa chiesa ha ispirato lo scrittore catalano Ildefonso Falcones che ha scritto il suo celebre romanzo “La cattedrale del mar”.

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Chiesa di Santa Maria del Mar Barcellona

La visita a pagamento comprende anche un percorso sul tetto, dal quale è possibile ammirare il panorama sul Barrio Gotico. Lo stesso è stato per la Cattedrale di Barcellona, particolare soprattutto per il suo chiostro abitato dalle belle oche bianche.

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Cattedrale di Barcellona le oche del chiostro

Le stradine del centro mi hanno condotta fino alla Plaça Reial, delimitata da edifici porticati, costellati di ristoranti e locali. Nel centro oltre a una bella fontana, svettano altissime palme.

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Plaça Reial Barcellona

TORRE GLÒRIES BARCELLONA

Con molto coraggio….viste le distanze, ho deciso di raggiungere sempre a piedi il moderno grattacielo di Torre Glòries, un progetto del 2005 di Jean Nouvel.

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Panorama dalla Torre Glories

Sono arrivata giusto in tempo, prima della chiusura del Mirador a pagamento, e soprattutto del tramonto. Volevo ammirare dall’alto Barcellona e rendermi conto veramente di quanta strada avevo percorso…

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Torre Glories

Da lassù la vista si estendeva dalla Sagrada Familia, alla collina del Parc Guell, il Montjuic e Barceloneta…..dove poi mi sono diretta una volta scesa….

Come il giorno di arrivo, anche se erano quasi le dieci di sera, la passeggiata sul lungomare era ancora animata di gente. La giornata si è conclusa quindi con un totale di 25 km percorsi a piedi….

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Barceloneta by night

TERZA GIORNATA BARCELLONA

CASA BATLLO’ BARCELLONA

La visita che tenevo veramente a fare era alla Casa Batllò realizzata sempre da Antoni Gaudì.

Superato nuvovamente la Rambla e Plaça de Catalunya, ho percorso il viale centrale del moderno quartiere de l’Eixample, il Passeig de Gracia, disseminato di boutique e negozi ricercati.

In anticipo sulla tabella di marcia, sono andata a dare un’occhiata alla Pedrera, un altro edificio, che porta la firma di Gaudì, già segnato sulla mia lista dei desideri per la prossima occasione…

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La Pedrera Barcellona

Tornata a Casa Batllò, ho trovato lunghe file di visitatori in attesa di entrare, fortunatamente suddivisi in base all’orario di prenotazione.

Casa Batlò con i vicini palazzi, sempre di stampo modernista catalano, hanno dato il via all’appellativo di “Manzana della Discordia“. Questo accadde all’epoca della loro costruzione, a causa delle differenti interpretazioni dello stile da parte vari progettisti.

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Facciata centrale di Casa Batllò

La visita di Casa Batllò avviene in vari step, a seconda del tipo di biglietto acquistato. Io ho incluso tutto il possibile, per cui oltre agli interni della costruzione, ho ammirato le stanze private, i soffitti e la terrazza panoramica con i tipici cammini. Ho visto inoltre installazioni artistiche e la sala immersiva con effetti speciali.

PALAU DE LA MUSICA DI BARCELLONA

Fatto il pieno di bellezza, mi sono diretta all’ultima visita di questa breve escursione a Barcellona.

Nuovamente nella parte storica di Barcellona, mi sono presentata con un po’ di anticipo al Palau de la Música Catalana.

Anche in questo caso, si tratta di un monumento del modernismo catalano. Progettato da Lluis Domenech i Montaner, questo grandioso teatro contiene una spettacolare sala ellittica sormontata da una incredibile copertura di vetro colorato.

Il palazzo stesso è una gioia per gli occhi, pieno di dettagli floreali tipici dello stile. Al momento della mia visita erano in corso delle prove di canto e ballo stile flamenco.

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Palco dell’auditorio

Questo ha reso ancora più suggestiva la visita e ha definitivamente concluso la mia esplorazione di Barcellona….

Tornata in hotel a prendere lo zaino, con le stesse linee metropolitane dell’arrivo, ho raggiunto l’aeroporto… così anche in questa giornata ho percorso 10 km….

CONSIDERAZIONI SU BARCELLONA

A distanza di tempo dalla mia prima visita a Barcellona, posso dire che tutto è rimasto uguale ma allo stesso tempo tutto è cambiato. Le storiche attrazioni sono rimaste ma il modo di visitarle permette ora di risparmiare tempo e di evitare code.

Ho riscontrato sicuramente cura e pulizia e soprattutto una maggiore sicurezza. Sono spariti gli scippatori per i quali la città era famosa…ovviamente non significa stare con la testa sulle nuvole...Posso però dire, di non essermi mai sentita in pericolo, anche nelle zone meno affollate.

L’overtourism è presente in tutto il mondo, e Barcellona non è da meno. Fino a poco tempo fa, i cittadini manifestavano il loro malcontento spruzzando con pistole ad acqua i turisti….scene alle quale non ho assistito e non sono stata oggetto….

Ovviamente nel mio caso sono passata quasi inosservata essendo sola, e ciò vale probabilmente per i gruppi organizzati ben visibili e ingombranti…

Il cibo non manca, e soprattutto la qualità e varietà…..così pure le bevande….la sangria che ho avuto modo di bere come pure i vini sono di qualità e d’effetto…..dipende ovviamente da posto a posto….

Consiglio di scoprire la città a piedi, soprattutto i quartieri meno battuti. I mezzi pubblici sono numerosi. Tessere prepagate permettono di utilizzare sia linee della metropolitana, bus e via dicendo.

Biciclette a noleggio, sia elettriche che normali si trovano in ogni angolo, qualora non si volesse camminare molto come nel mio caso….

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