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UXMAL SITO MAYA YUCATÁN COSA VEDERE MESSICO

UXMAL SITO MAYA YUCATÁN COSA VEDERE MESSICO

Uxmal è un sito maya posizionato a meno di 100 km a sud di Merida, la capitale dello stato dello Yucatán, che ha dato il nome anche all’omonima penisola messicana.

Si tratta di uno dei siti più belli anche per il suo stato di conservazione, e la sua posizione in mezzo a una vegetazione lussureggiante, oltre ad essere ancora fuori dalle rotte turistiche di massa.

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Vista sul sito maya

STORIA DI UXMAL

Il suo nome si pronuncia “oosh-mahl”, che significa “costruita tre volte“. In realtà gli studi hanno evidenziato negli edifici almeno cinque strati costruttivi.

Furono realizzati uno sull’altro sempre più imponenti, in quanto ogni regnate voleva lasciare la sua “impronta” sulla città.

Quello che si vede ora evidenzia bene lo stile Puuc, e risale a un periodo compreso fra l’850 e il 925 d.C., le cui costruzioni presentano pareti lisce alla base e decorazioni complesse nei livelli superiori.

Gli studi sui resti archeologici hanno rilevato che la potenza dell’antica città di Uxmal fu possibile grazie alla terra fertile e alle piogge abbondanti di questa area geografica.

I raccolti abbondanti riuscirono a sfamare per lungo tempo una popolazione che arrivava a contare fino a 25.000 persone.

In caso di necessità, era utilizzata anche l’acqua raccolta nelle numerose cisterne sotterranee.

Verso l’XI secolo, tuttavia, una prolungata siccità portò in parte all’abbandono di Uxmal.  Questo permise l’arrivo dei Toltechi provenienti dal Messico centrale, vicino all’attuale Città del Messico.

I regnanti si coalizzarono allora con altre civiltà come quella di Chichen Itzá, riuscendo in tal modo a contrastare i nemici, fino però al XIV secolo, quando sbarcarono i conquistadores spagnoli.

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Edificio Uxmal con fregio decorazione pali di capanna

SCOPERTA DEL SITO DI UXMAL

L’antica città di Uxmal, scomparsa ormai sotto la vegetazione, la riscoprì nel 1830 un esploratore francese Jean Frederick Waldeck.

A rendere famosi i suoi resti archeologici furono i racconti dello scrittore americano John Lloyd Stephens e i disegni del cartografo Frederick Catherwood.

La buona conservazione del sito e la sua ricchezza architettonica hanno portato all’inserimento di Uxmal nella lista del Patrimonio Unesco.

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Piramide dell’indovino Uxmal

ITINERARIO DI VISITA DI UXMAL

Il percorso di visita del sito di Uxmal inizia con un sentiero in mezzo alla foresta, che conduce direttamente nella parte retrostante della Piramide dell’Indovino.

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Uxmal Piramide dell’Indovino

PIRAMIDE DELL’INDOVINO

Questo lato si presenta molto più semplice e lineare rispetto a quella principale, ma denota comunque l’imponenza della costruzione.

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Vista sulla Piramide dell’Indovino

Il nome deriva, probabilmente, da varie leggende. Secondo una di queste, a erigerla in una notte fu un nano, aiutato dalle magie della madre.

Questa spettacolare costruzione dalla base ellittica è in realtà formata da cinque templi sovrapposti nel corso del tempo, e raggiunge all’incirca trentacinque metri di altezza.

La Porta che appare in alto rappresentava la bocca di Chaac, il dio della pioggia, uno dei più importanti fra le divinità maya.

Durante i riti religiosi e le celebrazioni, i sacerdoti uscivano da questa apertura con i loro abiti piumati, al fine di intimidire la popolazione con i loro discorsi e le loro “sceneggiate”.

Sulla sommità, sulla quale non è più possibile salire, si svolgevano i sacrifici, che coinvolgevano perlopiù prigionieri di guerra, ai quali assisteva il popolo dal piazzale inferiore.

QUADRILATERO DEGLI UCCELLI

Di fronte alla Piramide dell’Indovino, è posizionato invece il Quadrilatero degli Uccelli, così chiamato per le dettagliate decorazioni in pietra all’interno del fregio, che li rappresenta.

Questi animali furono molto importanti per gli antichi Maya, poichè costituivano una fonte di cibo e piume, ma erano anche simboli religiosi ed erano impiegati nei riti.

QUADRILATERO DELLE MONACHE

Un’altra costruzione simile è quella denominato dagli Spagnoli “Quadrilatero delle Monache” per la disposizione attorno a una corte. Le piccole stanze  a loro ricordavano, infatti, le celle di un convento, ma il vero utilizzo è rimasto ancora sconosciuto.

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Quadrilatero delle Monache

In questo caso lo stile Puuc è molto ben rappresentato, con muri spessi in mattoni ben itntalgliati, ma semplici e lineari al primo livell. Un lungo fregio superiore è composto invece da intricati disegni inseriti in riquadri di cemento.

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Uxmal Quadrilatero delle Monache

Tale tecnica comportò una riduzione dello spessore dei muri esterni e un maggiore spazio delle stanze interne.

Si possono osservare, inoltre, le maschere del dio Chaac sovrapposte sia agli angoli della costruzione che sopra i portali di ingresso.

Oltre a una certa quantità di uccelli è rappresentato anche un serpente, che scorre su tutta la decorazione con i sonagli sulla coda.

Tali mosaici li assemblarono quasi come fossero un enorme puzzle, con blocchi di pietra enormi, alcuni dei quali visibili anche a terra.

CAMPO DEL GIOCO DELLA PALLA UXMAL

Superato il Quadrilatero delle Monache, si incontra la struttura del “gioco della palla”, che fu piuttosto un centro cerimoniale.

Le sue caratteristiche architettoniche e le regole del “gioco” erano simili a quelle di Edznà. I canestri visibili attulamente non sono quelli originali, rendono tuttavia l’idea di come fossero in origine.

PALAZZO DEL GOVERNATORE UXMAL

Molto interessante e scenografico è il Palazzo del Governatore, edificato su precedenti costruzioni e formato da tre edifici collegati fra loro da passaggi con archi a sbalzo.

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Palazzo del Governatore

Il complesso poggia su un basamento alto 15 metri e conta ben 24 stanze, destinate probabilmente a usi amministrativi o forse come residenza reale.

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Fregio del Palazzo del Governatore

L’edificio è lungo quasi 100 metri, ma ciò che lo rende unico è il suo fregio, che raggiunge i 300 metri li lunghezza. Lo compongono oltre 20.000 pezzi, assemblati uno a uno del peso di circa 50 kg ciascuno e larghi un metro.

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Fregio Palazzo Governatore

L’allineamento di questo palazzo è stato realizzato in base a specifici eventi astronomici. Costituisce anche per questo motivo una meraviglia ingegneristica, tanto da essere considerato Patrimonio Unesco.

TRONO DEL GIAGUARO

Collocato sul piazzale antistante è il trono del giaguaro dalle due teste che guardano su opposte, utilizzato dai governanti nel corso delle cerimonie.

I Maya vedevano nel giaguaro la potenza della foresta, per cui il suo spirito rappresentò per loro un importante alleato.

La pietra cilindrica obliqua, a poca distanza, fu probabilmente una gogna, che i Maya utilizzarono per i prigionieri. Questo è ciò che dedussero gli Spagnoli quando la scoprirono.

Poggia su un basamento in pietra ma non presenta più le decorazioni originali, forse in  stucco colorati e geroglifici. Si suppone, però, che potesse essere anche la base dell’albero sacro, che supportava l’Universo Maya.

In disparte è visibile anche una costruzione minore chiamata Casa delle Tartarughe per le sue decorazioni.

GRANDE PIRAMIDE I UZMAL

Oltre il Palazzo del Governatore è situata la Grande Piramide, in realtà “tronca”, che raggiunge però i 30 metri con il suo piccolo tempio sulla sommità.

Nella parte posteriore è ancora in gran parte sepolta dalla vegetazione, e questo fattore permette di avere un’idea di come fosse il paesaggio prima dell’avvio degli scavi.

In questo caso, la ripida scalinata anteriore è percorribile, sebbene occorra prestare attenzione, poichè i gradini sono stretti e alti, per cui è consigliabile salire di fianco.

Un’ultima costruzione è la cosiddetta “casa dei piccioni”, nome che deriva dalle decine di piccole aperture della cresta, di ciò che rimane di un antico edificio ormai scomparso.

In giro per l’area archeologica sono presenti altri resti, come quello dell’Arco di Sachbè, il Quadrilatero del Cimitero, la Casa delle Iguane, e una curiosa raccolta di “parti maschili” di fianco a un sentiero…

Città del Messico cosa vedere!!

Baja California on the road!!

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