TULA SITO ARCHEOLOGICO MESSICO COSA VEDERE
Tula è il sito archeologico conosciuto soprattutto per i suoi “Atlanti”, ossia le colonne dalla forma di guerrieri, poste in cima alla Piramide del Serpente Arcobaleno.
Situato a Tula de Allende, nello stato di Hidalgo, questo sito dista circa ottanta km a nord ovest di Città del Messico.

STORIA DI TULA
Posizionata su un altopiano di 2000 metri del Messico centrale, Tula fu la capitale dei Toltechi. Si impose al momento del declino di Teotihuacàn, il sito più vasto e conosciuto di Città del Messico.
Il massimo splendore lo raggiunse però poco prima della nascita di Tenochtitlàn, divenuta poi l’attuale capitale messicana.
Il nome di questo sito deriva da quello della tifa, una pianta delle zone palustri, ma prese il significato di “centro urbano“, mentre i suoi abitanti si chiamarono Toltechi.
I primi insediamenti sorsero a Tula verso il 400 a.C. con l’arrivo di varie popolazioni, che a quel tempo erano sotto il dominio di Teotihuacan.
La ricchezza di depositi di calcare rese possibile la realizzazione di grandi costruzioni. Si trattava allora ancora della Tula Chico, la piccola Tula, che fu abbandonata verso il 900 d.C.

Si ripopolò in seguito alla caduta di Teotihuacan, diventando la Tula Grande, importante via commerciale, soprattutto di ceramiche e ossidiana.
Non solo i suoi manufatti raggiunsero luoghi lontani come il Guatemala, ma il suo stile architettonico influenzò per certi aspetti pure Chichén Itzá.
Le costruzioni di Tula Grande avevano un orientamento che si basava sull’osservazione delle stelle. Strade e piazze erano acciottolate e disposte a scacchiera su un terreno livellato.
Grandi piattaforme costituivano la base di palazzi, templi e altari, come quello dei Teschi.

Questo impero ebbe tuttavia vita breve poichè già nel 1150 cominciò ad essere abbandonata, soprattutto a causa di problemi idrici e di aridità del suolo.
Nonostante tutto lasciò un segno negli imperi aztechi. Il Serpente Arcobaleno, Quetzacoatl, adorato dai Toltechi lo adottarono in tutto il Mesoamerica, fino all’arrivo degli Spagnoli nel 1521.

VISITA AL SITO ARCHEOLOGICO DI TULA
Il sito di Tula è compreso in un’area naturalistica protetta, e si estende su una grande superficie. I resti archeologici sono tuttavia molto vicini fra loro.

All’entrata, il Museo de Tula Jorge R. Acosta illustra la storia del sito grazie a manufatti e resti archeologici ritrovati sul posto.
Una bella passeggiata in mezzo alla flora autoctona, con varie specie di cactus e piante tipiche, conduce all’antico centro cerimoniale.

Si incontra dapprima il campo del gioco della pelota minore, si costeggia poi il Muro del Serpente Arcobaleno, che circonda la base della piramide principale, quella di Quetzalcoatle.

La guerra e i sacrifici erano i temi più rappresentati, assieme a guerrieri, giaguari, aquile e teschi umani.
PIRAMIDE DEGLI ATLANTI
La struttura più spettacolare è la Piramide B, che si sviluppa su cinque livelli e culmina con colonne in basalto alte 4 metri. Sostenevano in origine il tetto del tempio superiore, per cui non erano visibili dall’esterno.

Le quattro colonne intermedie raffigurano i guerrieri toltechi, con copricapi piumati, piastre decorative, sul petto a forma di farfalla e a forma di disco solare sul dorso.
Oltre agli Atlanti, all’entrata si trovavano due colonne con il serpente arcobaleno o piumato. I pilastri sul fondo mostrano invece i ritratti dei governanti con le scritte dei loro nomi.

Il grande vestibolo alla base della piramide con le colonne rotte, connetteva con gli edifici circostanti.

PALACIO QUEMADO TULA
La costruzione formata da tre grandi corti è disseminate da decine e decine di grosse colonne circolari e quadrangolari.

Lungo tutte le pareti sono disposte panchine in pietra, alcune mostrano ancora rilievi di guerrieri in processione e il sovrano con le sembianze del dio della pioggia, Tlatloc.

Questa struttura era riservata alle elite imperiali, ma è conosciuta anche con il nome di “Palacio quemado” ossia palazzo bruciato, come mostrano i segni su alcune colonne.

Sull’enorme piazza quadrangolare sono disposte altre strutture. La Piramide C era forse quella dedicata alle divinità più importanti. La sua composizione architettonica riprende gli stili di precedenti civiltà, come quella di Teotihuacan.

Su un altare frontale era collocata probabilmente la scultura di Chac Mool il dio dei sacrifici.
Il campo da gioco più grande rispetto a quello all’entrata, si trova sul lato opposto rispetto alla Piramide C. Lo affianca una lunga piattaforma chiamata Tzompantli, sulla quale erano collocati i teschi delle persone sacrificate.
Al gioco della palla erano associate le costellazioni e la guerra, e le pareti con i due anelli in pietra erano coperte di sculture. Questo campo della pelota ricorda quello di Chichén Itzá.
Messico on the road cosa vedere!!














