MESSICO ON THE ROAD COSA VEDERE
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Messico on the road….un vero on the road.…sulle strade messicane, piene di topes…posti di controllo, in mezzo alla natura, siti archeologici, città coloniali fino ad arrivare alla capitale….ma solo dopo migliaia di km.…
Questo viaggio di due settimane è cominciato nella Baja California….dove in una settimana abbiamo già percorso oltre 3000 km….
Riprende quindi questo itinerario…con un volo da Tijuana, che ci ha portati dapprima a Città del Messico in circa tre ore….
Tirato avanti l’orologio di due ore, abbiamo preso la coincidenza per Cancún raggiunta ormai a mezzanotte, dopo altre due ore e mezza di viaggio… considerando anche un’altra ora in avanti.…sempre rispetto alla costa pacifica….
Stravolti, con un taxi siamo andati nel centro di Cancún, non quindi quella hotelera e turistica…
YUCATÁN MESSICO
Questa seconda parte del viaggio ha preso inizio nella Penisola dello Yucatán, che si estende fra il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi. Comprende gli stati messicani del Quintana Roo, Campeche e Yucatán, ma anche parte del Belize e del Guatemala...
Spiagge bianche e mare dalle mille sfumature caratterizzano la costa, mentre l’entroterra è ricoperta da una fitta foresta punteggiata da cenote più o meno grandi…
Si tratta di grandi pozze d’acqua, che si sono formate con il crollo della roccia calcarea del suolo. Questo ha prodotto delle enormi cavità o caverne…dove nella parte superficiale scorre solitamente acqua dolce mentre nelle profondità quella salata del mare….
Alcuni cenotes sono aperti ai visitatori, ed è possibile nuotare all’interno, fare immersioni di gruppo o solo snorkeling….in ogni caso di tratta di ambienti unici…nel nostro caso ne abbiamo raggiunti un paio….
Non mancano naturalmente decine di siti archeologici Maya, uno più bello dell’altro, e ognuno con la sua storia e architettura.
PRIMO GIORNO MESSICO ON THE ROAD 385 KM
TULUM SITO ARCHEOLOGICO MESSICANO
Il mattino successivo eravamo entrambi leggermente stravolti sia per il viaggio in Baja California, che per i voli e i fusi orari, senza contare le temperature tropicali, che ci hanno accolto.

Dopo una sostanziosa colazione in un bel locale, siamo andati a ritirare l’auto a noleggio prenotata dall’Italia, ma stavolta era nella zona hotelera…
Sbrigate velocemente le formalità, il nostro on the road ha preso il via in direzione Tulum, uno dei siti archeologici più affascinanti della riviera messicana….
Dopo circa due ore di rettilineo in mezzo alla vegetazione, ma anche lungo la costa oltrepassando famose località balneari, come Playa del Carmen, siamo arrivati alla meta.
Parcheggiato l’auto, attraverso una strada asfaltata di circa un km, siamo arrivati alle rovine archeologiche.
Tulum è delimitata da una spessa muraglia in pietra, ed è disseminata di costruzioni, fra cui la più imponente el Castillo, che è proprio a strapiombo della costa rocciosa.
Al di sotto si estende una striscia di sabbia candida, dove è possibile fare il bagno nel Mare dei Caraibi dalle sfumature turchesi e smeraldo, cosa che non ci siamo fatti scappare….anche per rinfrescarci e riprendere fiato.
Nel sito si incontrano facilmente le iguane, questi “simpatici” rettili completamente immobili e spesso ben mimetizzati, per cui occorre prestare attenzione a dove si mettono i piedi....anche se sono lunghi diverse decine di cm…
RISERVA BIOSFERA SIAN KA’AN
La strada costiera prosegue per altri cinquanta km lungo una stretta lingua di sabbia, da un lato esposta verso il Mare caraibico e dall’altro verso lagune interne, che fanno parte della Riserva della Biosfera Siàn Ka’an.
Questo ampio territorio naturale, il cui nome significa ” dove comincia il cielo“, è ricco di spiagge e mangrovie e fa parte del Patrimonio Unesco.
Racchiude un insieme di habitat, con molte specie botaniche e di animali, come coccodrilli, tapiri, scimmie urlatrici, tartarughe e pesci. Vi si trovano anche un centro visitatori, sentieri e una torre panoramica.
La strada sterrata di questa penisola termina all’altezza di Punta Allen, un tranquillo villaggio pescatori, molto vicino alla barriera corallina dove fare snorkling.
LAGO BACALAR MESSICO
Nel nostro caso, ci siamo diretti invece nell‘entroterra, ricoperta di foresta sub-tropicale. Ogni tanto abbiamo incontrato qualche sperduto villaggio, anticipato dalle fatidiche topes, ossia dossi molto pronunciati e molto pericolosi, specie per la carrozzeria e le ruote dell’auto….
Molto frequenti sono i posti di blocco della polizia fra gli stati messicani e non solo, che fanno aprire il bagagliaio e controllano i veicoli…in ogni caso le operazioni sono molto sbrigative.
Non hanno niente a che fare quelli di altro genere, effettuati magari nelle città, come è successo a noi, il cui unico scopo è quello di arrotondare lo stipendio dei poliziotti.…
La meta finale della giornata è stata Bacalar, una località che ha dato il nome anche all’omonimo lago, considerato il secondo per grandezza del Messico. Ha una forma allungata, misura infatti 60 km di lunghezza e una larghezza massima di 2 km.
Al fine di preservare l’habitat costiero, se così si può dire, pochi sono i luoghi di accesso pubblico al lago, in quanto la maggior parte appartengono a strutture turistiche. In ogni caso ce ne sono anche di liberi e gratuiti.
Uno di questo è il Muelle 36, presso il Muelle Ecológico, un’area molto tranquilla e rilassante, circondata da una natura rigogliosa, costituita da palme, mangrovie e canneti.
FORTE SAN FELIPE BACALAR
Altri moli si estendono anche nei pressi del Fuerte de San Felipe, che fu eretto nel 1733 dai colonizzatori spagnoli, contro gli attacchi pirateschi.
Un secolo dopo, tuttavia, gli indigeni spodestarono gli Yucatecos, ossia i discendenti degli Europei che li stavano governando.
Questa struttura difensiva fa parte del Patrimonio Nazionale e ospita un piccolo museo sulla storia locale.
Vale la pena visitarlo soprattutto per ammirare dall’alto delle sua mura la laguna, i cui colori diventano più intensi man mano che si raggiunge il centro.
Il lago Bacalar è collegato al mare tramite corsi d’acqua sotterranei, ed è alimentato da sorgenti cristalline…che danno luogo ai cenotes.
Non a caso, lungo le sue sponde, ce ne sono diversi, come il Cenote Negro, il Cenote Esmeralda, Cenotes Cocalitos, e quello Azul.
Le sue splendide sfumature gli hanno dato l’appellativo di “Lago dei sette colori“, molto brillanti anche per il fondale di arenaria bianca.
Sulle passerelle sono presenti le palapas, strutture in legno con tetto, che ombreggiano le panchine.
Nella parte finale, il lago Bacalar si restringe e dà luogo a “Los rapidos“, una corrente d’acqua dove è piacevole farsi trasportare con la canoa o a nuoto.
Si possono osservare, inoltre, la vegetazione del basso fondale e le particolari strutture in calcare, denominate stromatoliti...realizzate da microorganismi….
CHETUMAL
Purtroppo quando siamo arrivati era ormai sera, per cui ben poco abbiamo visto, per cui abbiamo proseguito verso la città costiera di Chetumal, capitale del Quintana Roo.
Trovato un motel, abbiamo passeggiato per il centro dove era in corso una sfilata di carri di carnevale, e le vie erano piene di chioschi di tipico street food.…
SECONDO GIORNO MESSICO ON THE ROAD YUCATAN 502 KM
KOHUNLICH SITO MAYA
Il mattino successivo, di buon’ora, ci siamo diretti a una sessantina di km nell’entroterra della penisola dello Yucatán, e precisamente nello stato del Quintana Roo, a poca distanza dal Belize.
La prima meta è stato il sito maya di Kohunlich, il cui nome significa “segheria“. Furono gli Spagnoli a darglielo quando lo scoprirono.
Si tratta di un sito molto antico, sorto prima del 200 a.C, sebbene le strutture in pietra tuttora visibili risalgano al periodo compreso fra il 250 e 600 d.C.
Molti resti archeologici giaciono ancora sotto la vegetazione, anche se nel corso dei secoli, è stato varie volte saccheggiato.
Molto interessanti sono i canali per la raccolta delle acque, ma soprattutto la piramide con la scalinata. La fiancheggiano otto mascheroni alti ognuno oltre 1.50 metri, che sono riparati da tettoie.
Differiscono l’uno dall’altro e rappresentano probabilmente il dio Sole. All’interno la piramide conservava antiche sepolture.
Al nostro arrivo, il sito era ancora chiuso, ma si poteva accedere ugualmente, così ce lo siamo goduti in totale solitudine. Eravamo circondati dai rumori della foresta, specie quello dei picchi, tutti indaffarati a produrre buchi sui tronchi.
Maestosi erano gli alberi della Ceiba, con fusti alti e radici esposte molto spesse. I Maya consideravano questa pianta “l’albero della vita“, che collegava la Terra al Cielo.
BECÁN SITO MAYA
Dopo altri settanta km di rettilineo in mezzo alla foresta, superando piccoli villaggi, ci siamo fermati anche nel sito maya di Becán. Questo fu in passato un importante centro religioso, politico e commerciale.
Prende questo nome per il fatto di essere circondato da profondi fossati, realizzati anche per scopi difensivi. Questi elementi hanno contribuito a preservare il sito, ma furono utilizzati anche per il passaggio delle strade maya.
Le architetture riprendono lo stile Rio Bec, caratterizzato da imponenti piramidi-tempio, che raggiungono anche i 32 metri di altezza. Sulla sommità si trovano costruzioni molto ripide, che si sviluppano su vari livelli.
In questo sito è stato riscoperto un fregio in stucco, in origine dipinto di vari colori, che rappresentava un personaggio storico e vari simboli che lo riguardavano.
PALENQUE IN CHIAPAS
La meta finale della giornata è stato il sito maya di Palenque, raggiunto dopo oltre trecento km….ma siamo riusciti a visitarlo ugualmente con tutta la calma e tranquillità.
Anche questo sito è molto suggestivo e circondato dalla foresta, presenta alte piramidi sormontate da ulteriori costruzioni di pietra, sulle quali siamo anche saliti…ma alcune di esse ora non sono più accessibili…
La serata l’abbiamo trascorsa nella vicina cittadina di Palenque, disseminata di tutte le necessarie strutture turistiche. La piazza principale e le strade sono sempre gremite di gente, di bancarelle e di suonatori.…
TERZO GIORNO MESSICO ON THE ROAD CHIAPAS 285 KM
AGUA AZUL CASCATE CHIAPAS
Il mattino successivo, dopo solo venti km abbiamo raggiunto le cascate di Misol-Ha, a quell’ora praticamente deserte.
Abbiamo percorso il sentiero che circonda lo specchio d’acqua, dove cade la cascata di oltre 30 metri. Si passa anche sotto la parete rocciosa, dalla quale precipita la cascata, per cui il fragore dell’acqua è molto forte….

Soddisfatti, ci siamo diretti alle più famose cascate di Agua Azul, che compiono diversi salti ma sono più basse. La loro particolarità è il colore azzurro dell’acqua, che risalta anche per le sottostanti rocce bianche….
Un sentiero le costeggia e raggiunge i vari punti di osservazione. Questo luogo è molto turistico, come attestano le numerose bancarelle di cibo e souvenir, attività gestite dalla gente locale.
Si ha modo, quindi, di assaggiare tacos e burritos tradizionali...oltre a pannocchie arrostite….e altre verdure….
Purtroppo il tempo era tiranno e siamo ripartiti in fretta, per arrivare alla prossima meta della giornata.
SAN CRISTÓBAL DE LAS CASA MESSICO
Questa località coloniale è una delle più famose del Chiapas, caratterizzata da stradine acciottolate e a scacchiera, edifici bassi colorati, e una certa quantità di chiese.
Il nostro giro è iniziato nel cuore storico, con lo Zócalo e la Plaza de 31 de Marzo. La vicina cattedrale non passa inosservata con il suo colore giallo ocra, così come la chiesa di Santo Domingo con la facciata in pietra tutta decorata.
Abbiamo girovagato in mezzo alle bancarelle dei mercati di artigianato, che sono davvero pittoreschi, soprattutto perchè gestiti da donne con bambini di etnie locali.
Siamo saliti sulle due principali collinette, i cerros, con le rispettive chiese, dalle quali abbiamo avuto una visione d’insieme sulla cittadina coloniale.
Dopo una pausa pranzo, abbiamo ripreso la strada in mezzo alle montagne fino a scendere nuovamente in pianura a Tuxtla Gutierrez.
Tale città alla fine dell’Ottocento è diventata la capitale del Chiapas al posto di San Cristóbal de las Casas. In serata abbiamo avuto la fortuna di assistere a una grande sfilata di carnevale.
QUARTO GIORNO MESSICO CON THE ROAD CHIAPAS – OAXACA 505 KM
CAÑON DEL SUMIDERO
Il mattino successivo, sempre molto preso, ci siamo avviati sulle montagne che delimitano il Canyon del Sumidero. Lo abbiamo ammirato dall’alto invece che dal fiume, come avviene solitamente partecipando a escursioni sulle lance.
Seguendo la strada, ci siamo affacciati sui vari punti panoramici…purtroppo però a quell’ora c’era un po’ di foschia. Ci siamo fatti perlomeno un’idea del posto e abbiamo fatto delle camminate in mezzo alla boscaglia….
Prima di lasciare Tuxtla Gutierrez, ho voluto visitare anche zoo degli animali endemici del Messico. Alcuni sono molto difficili da vedere in natura…o perlomeno è meglio non rischiare di imbattersi…, come giaguari, puma, coccodrilli. C’era anche il quetzal, il mitico uccello dal lungo piumaggio colorato e tapiri, scimmie e rettili.
STATO DI OAXACA MESSICO
Ripartiti, abbiamo trascorso il resto della giornata in macchina, perchè la destinazione era a cinquecento km di distanza….e siamo arrivati infatti che era ormai notte….
QUINTO GIORNO MESSICO ON THE ROAD – OAXACA – PUEBLA 410 KM
MITLA OAXACA
Il mattino seguente, ci siamo diretti al sito archeologico di Mitla, che purtroppo a quell’ora ancora chiuso…per cui lo abbiamo solo intravisto….
Si tratta di un sito zapoteca considerato Patrimonio Unesco, e fu il fulcro della vita religiosa di questa civiltà del mesoamerica. Il potere più importante lo deteneva invece Monte Albàn, situato a una cinquantina di km.
Mitla significa infatti “terra dei morti o di riposo“, ed è molto importante per la varietà di mosaici e decorazioni in pietra dalle forme geometriche.
In particolare il Grupos de las Columnas e il Patio de las Grecas riuniscono un insieme di disegni, che pare rappresentino in maniera stilizzata l’Universo e gli dei.
Queste decorazioni rivestono i muri e creano delle cornici, che stanno assieme senza l’utilizzo della malta, ma solo incastrando le pietre fra loro…
L’insediamento zapoteca si formò verso il 100, tuttavia nel 900, arrivarono i Mixtechi e poi gli Aztechi, che lo occuparono fino all’arrivo degli Spagnoli nel 1521.
I nuovi colonizzatori saccheggiarono i templi e vi costruirono sopra i loro luoghi di culto, come si vede ora con la chiesa di San Pablo, dalla vistosa cupola rossa.
MEZCAL DI OAXACA
Nello stato di Oaxaca, sono presenti vaste coltivazioni di agavi, di varie specie. Vengono impiegate per produrre il mezcal, un distillato simile alla tequila.
In questo caso, però, si utilizza solo la parte centrale, l’espadin, e viene aromatizzato con una larva di insetto…
A seconda dei tempi di riposo nelle botti, si distinguono il “blanco” che ha meno di due mesi, il “reposado” dai due mesi a un anno, e “l‘anejo” che ha oltre un anno.
ARBOL DEL TULE OAXACA
Successivamente, ci siamo fermati sulla piazza principale della località di Santa Maria del Tule, a pochi km dalla città di Oaxaca. Volevamo ammirare da vicino l’arbol del Tule, un albero monumentale dalla circonferenza che si aggira sui 42 metri.
Questa meraviglia della natura è seconda per longevità solo alle due sequoie giganti del Sequoia National Park in California. La sua età è stimata sui 1500 anni, ma alcuni sostengono ne he abbia oltre 2000.
Nonostante la protezione di una ringhiera, sembra che sia in fase morente, e ciò a causa dell’inquinamento e del traffico veicolare tutto attorno.
Secondo una leggenda, a impiantarlo fu un capo azteco….quando ci fu una spartizione territoriale…
OAXACA
Una decina di km, e siamo giunti anche nella capitale dello stato, Oaxaca, ricca di chiese e mercati, con grandi piazze e colline scenografiche.

Molto pittoreschi sono anche i suoi quartieri più decentrati, noti soprattutto per le celebrazioni dei Dias de los Muertos.…
Dopo una buona colazione, abbiamo girovagato per il centro storico, attraversato lo Zócalo, ossia la piazza principale con il gazebo centrale, visitato varie chiese e la cattedrale.
Verso mezzogiorno ci siamo spostati nel grande sito archeologio di Monte Albàn, che come dice il nome si trova in cima alla montagna….davvero molto suggestivo con le sue piramidi a gradoni e i grandi spazi aperti…
Ripresa l’autostrada, dopo 350 km siamo arrivati alla destinazione finale di questa giornata….
PUEBLA
Trovata una sistemazione per la notte, siamo partiti alla scoperta di questa bellissima città, a cominciare dalla maestosa cattedrale adiacente allo Zócalo….
Un’infinità di chiese e musei costellano Puebla, dalle tipiche vie acciottolate, costeggiate da colorati murales, localini….senza dimenticare che è considerata anche la capitale gastronomica messicana, con piatti simbolo della cucina nazionale…..
Anche l’artigianato non è da meno, a cominciare dalle Talavera…le caratteristiche ceramiche con il tipico colore blu….
SESTO GIORNO MESSICO ON THE ROAD – PUEBLA – CITTA’ DEL MESSICO 200 KM
TEOTIHUACÁN MESSICO
Alzataccia come sempre, primo motivo per guadagnare tempo e secondo per evitare il traffico.
Non abbiamo combinato nè l’uno e l’altro…a causa della mancanza di una cartina stradale dettagliata e i poliziotti, che hanno cercato un paio di volte di affibbiarci multe con pretesti campati per aria.
Ci siamo ritrovati continuamente sperduti nei quartieri decentrati, senza capire poi come uscirne velocemente.

Alla fine ce l’abbiamo fatta e siamo arrivati all’immenso sito di Teotihuacán. La popolazione precolombiana azteca che fondò questa città, dominò ampi territori e sviluppò importanti scambi commerciali oltre ad essere un grande religioso.
Il sito archeologico è per questa ragione molto vasto da esplorare, e soprattutto la scalata alle due piramidi del Sole e della Luna è stata abbastanza impegnativa….
SETTIMO GIORNO MESSICO ON THE ROAD – CITTA’ DEL MESSICO
CITTA’ DEL MESSICO
L’obiettivo successivo sarebbe stato raggiungere anche il magnifico sito di Tula a una settantina di km, che fu la capitale dei Toltechi.
Nonostante i vari tentativi, è stato impossibile arrivarci, perchè ci siamo nuovamente ritrovati dispersi….e così è stato anche quando dovevamo dirigerci a Città del Messico, in cerca di una sistemazione notturna.
A un certo punto, stavamo per desistere, perchè abbiamo girato a vuoto senza un punto di riferimento…..Fortunatamente all’ultimo momento abbiamo addocchiatto un hotel lungo la strada, e così esausti, ci siamo fiondati subito con un certo sollievo…
Fatto il check in e il punto della situazione, abbiamo constatato che il centro di Città del Messico non era lontano da raggiungere in metro. Abbiamo però preferito arrivarci con un taxi ufficiale, e non uno improvvisato…questo per evitare ulteriori grane….
Era ormai tardi per cui siamo arrivati solo fino allo Zócalo tanto per farci un’idea, poi siamo tornati nel quartiere dell’hotel per una cena veloce e un meritato riposo…
Il mattino successivo alle otto eravamo di nuovo sullo Zócalo, dove abbiamo visitato la Cattedrale Metropolitana e il sito archeologico del Templo Mayor.
Siamo andati a vedere i murales di Diego Rivera e di altri muralisti messicani nel Collegio Ildefonso, e siamo saliti sul primo grattacielo di Città del Messico, la Torre Latinoamericana.

Girovagato per il parco Alameda Central con il vicino Palacio de Bellas Artes, siamo giunti al lungo Paseo de la Reforma, che abbiamo percorso per tre km fino al Parco di Chapultepec.
In questa grande area verde ci sono laghetti, monumenti, il castello e molti musei. Siamo riusciti a visitare sia lo zoo che il Museo Nazionale di Antropologia….inutile dire che eravamo di nuovo esausti….
OTTAVO GIORNO – CITTA’ DEL MESSICO- VILLAHERMOSA 750 KM
TABASCO VILLAHERMOSA
Il mattino seguente abbiamo lasciato Città del Messico molto presto, ma in autostrada ci siamo ritrovati in un ingorgo pazzesco di macchine e camion, che sorpassavano anche in terza corsia rallentando il traffico….
Un lungo tratto era in mezzo alle montagne, in parchi naturali in prossimità del Monte Tlaloc e del vulcano Popocatepetl, dove abbiamo trovato anche la neve…..che ha contribuito a creare i rallentamenti.
Abbiamo attraversato poi gli stati di Puebla, Veracruz e il Tabasco, questi ultimi ormai nella penisola dello Yucatán, per cui il panorama era pianeggiante, con piantagioni di frutta e canna da zucchero, e zone acquitrinose con il clima tropicale….
Ci siamo fermati quando era ormai sera a Villahermosa, una città situata nell’entroterra dello Yucatán. La attraversa il fiume Grijalva, lo stesso che ha scavato il Cañon del Sumidero, vicino a Tuxtla Gutierrez….visitato in precedenza…
NONO GIORNO MESSICO ON THE ROAD – VILLAHERMOSA – CAMPECHE 450 KM
PARQUE LA VENTA DI VILLAHERMOSA MESSICO
La città di Villahermosa è caratterizzata anche dalla presenza della Laguna de las Ilusiones, un’area ricca di biodiversità. Vi si affacciano aree verdi come il Parco Museo di La Venta, dedicato alla civiltà olmeca.
Si possono vedere in questo luogo le teste colossali olmeche, altari e stele in pietra sistemate in mezzo alla vegetazione. All’interno è presente anche uno zoo con animali tropicali molto interessante.
Terminata la visita abbiamo fatto un giro anche per il centro storico di Villahermosa e siamo ripartiti subito per la prossima destinazione della giornata.
Lungo la strada siamo capitati allo stesso incrocio della cittadina di Escarcega, incontrato nei primi giorni di questa avventura, quando eravamo diretti in Chiapas…
CAMPECHE
Nonostante i km percorsi, siamo giunti abbastanza presto nella città di Campeche, capitale dell’omonimo stato e affacciata sul Golfo del Messico.
Al nostro arrivo le strade erano deserte, perchè la maggior parte della gente era a una funzione religiosa che si svolgeva in un campo sportivo.
Sistemati in un “hotel” affacciato proprio sullo Zócalo, abbiamo girovagato per il centro storico che man mano si è affollato e riempito di bancarelle.
La città è molto interessante, circondata in passata di mura difensive, e con un bel lungomare fiancheggiato di palme.
DECIMO GIORNO MESSICO ON THE ROAD – CAMPECHE – MÉRIDA 290 KM
Il mattino seguente siamo ripartiti presto per visitare in totale solitudine il vicino sito maya di Edznà. Abbiamo raggiunto poi quello più famoso di Uxmal, che fortunatamente non era ancora affollato.
Percorso centinaia di km,siamo giunti nello stato dello Yucatán, che dà il nome alla penisola messicana. Dopo un’interessante visita all’antica hacienda di Yaxcopoil, nel tardo pomeriggio siamo arrivati alla destinazione finale della giornata.
MÉRIDA STATO DELLO YUCATAN
Giunti a Mérida prima abbiamo provveduto a cercarci una sistemazione per la notte, poi abbiamo gironzolato per il centro storico davvero pittoresco e ben curato.
La sera si è riempito di gente e di musica, con balli folcloristici. Ci siamo dedicati allo shopping nelle botteghe artigianali, acquistando anche un paio di amache.
UNDICESIMO GIORNO MESSICO ON THE ROAD – MÉRIDA – CHICHÉN ITZÁ 122 KM
CHICHÉN ITZÁ SITO MAYA
Dopo una buona colazione a Mérida siamo partiti alla volta di Chichén Itzá, dove siamo arrivati abbastanza presto. Per prima cosa abbiamo cercato un posto per la notte, visto che dovevamo restare tutto il giorno.
In seguito, ci siamo diretti al famoso sito archeologico di Chichén Itzá, affollato di gente e di venditori….

Mentre eravamo in fila per fare i biglietti si è avvicinato un ragazzo italiano per chiederci se volevamo prendere assieme a lui una guida per girare nel sito…
Inizialmente non era nostra intenzione farlo, ma alla fine abbiamo accettato….anche per provare e vedere la differenza fra le spiegazioni di una persona e di una guida cartacea….
Il tour è durato quasi due ore ed è stato molto interessante….nel frattempo abbiamo approfondito la conoscenza anche con il ragazzo italiano, che a quanto pareva faceva il pilota per una compagnia aerea…
GRUTAS BALANKANCHÉ
Finito il giro ci siamo salutati e siamo andati a visitare le Grotte di Balankanché, a quattro km da Chichén Irzá.
Il loro nome significa “Trono del sacro giaguaro” riferito però ai governanti, in quanto questo fu un luogo cerimoniale per i Maya.
Le caverne sono lunghe due km e per visitarle si scende a dieci metri di profondità, in mezzo alla foresta.
In passato questo luogo fu una risorsa d’acqua dove praticavano il culto al dio Chaac. Quando gli esploratori le scoprirono negli anni Trenta del Novecento trovarono un santuario e l’altare del giaguaro realizzati verso il 842 d.C.
Tutto attorno erano disposti manufatti, gioielli e utensili, e tuttora si possono vedere ceramiche e vasi dalle forme differenti, incensieri e figure di Chaac. Sulle pareti della grotta sono evidenti anche impronte di mani, come fossero pitture murali.
Questo sistema di grotte è formato da corridori, anfratti e culmina con una grande sala, in mezzo alla quale troneggia una massiccia colonna calcarea.
Si tratta di una fusione fra una stalagtite e una stalagmite e anche il soffitto è costellato di micro concrezioni calcaree scintillanti.
I Maya considerarono questo grande pilastro come la loro Sacra Ceiba, per questo disposero tutto attorno le loro offerte e vi praticavano i rituali.
Oltre alle grotte, all’esterno è situato un giardino botanico e un piccolo museo con le fotografie relative agli scavi archeologici.
Nel corso della visita delle grotte si è accompagnati da musiche e voci ancestrali, che narrano la storia dei Maya in questo luogo.
CENOTE IK KIL MESSICO
Soddisfatti anche di questa visita, abbiamo deciso di raggiungere il cenote Ik Kil, il cui nome significa “Luogo dei Venti“.
Si tratta di una grande voragine nel terreno, con un lago sotterraneo. Una scalinata scende fino al livello dell’acqua, nella quale è possibile immergersi e fare un bagno.
Lunghe liane penzolano dalla superficie mentre piante cresciute all’interno di questo cenote si protendono verso l’alto….il tutto con un forte rumore di uccelli tutto attorno.
L’acqua è veramente gelida, ma è sicuramente una bella esperienza da fare per i più coraggiosi e i meno impressionabili…..
Ci siamo poi rilassati un paio di ore in piscina dell’hotel, per poi raggiugere nuovamente il sito archeologico di Chichén Itzá, per assistere allo spettacolo notturno di suoni e immagini.
Si tratta di una proiezione sui monumenti del sito, principalmente sulla Piramide di Kukulkán, che cambiano colore in base alla narrazione che viene fatta inerente la storia dei Maya.
DODICESIMO GIORNO CHICHÉN ITZÁ – PLAYA DEL CARMEN 170 KM
VALLADOLID
Il mattino successivo, dopo aver percorso una quarantina di km, siamo arrivati a Valladolid. Nel nostro caso è stata solo una tappa intermedia molto frettolosa, ma merita sicuramente una visita più accurata.
Presenta i classici aspetti delle città messicane, con un centro storico molto pittoresco, case colorate, strade a scacchiera a la piazza principale al centro.
La Cattedrale di San Servacio realizzata su quella originale del 1545, presenta una bianca facciata e si affaccia sul cuore della città vecchia, il Parque Francisco Cantón Rosado.
Animato a tutte le ore, questo parco è caratterizzato da panchine in ferro battuto dipinte di bianco così come pure i doppi sedili, presenti anche a Mérida.
Molto pittoresca è la diagonale Calle 41A, ossia Calle de Los Frailes, sia per le case colorate che per la strada costellata di botteghe artigianali e ristorantini.
A termine di questa via è posizionato l’Ex Convento di San Bernardino de Siena datato 1552, che in precedenza fu anche una specie di fortezza. Molto belli la sera i giochi di luce e suoni proiettati sulla sua facciata.
A pochi isolati di distanza dalla piazza centrale di Valladolid si trova il Cenote Zaci, nel quale è possibile fare il bagno.
Fuori città, molto suggestivi sono il Cenote Xkeken e il Cenote Samula, posti all’interno di una caverna con stalagtiti e stalagmiti.
Molto affollato per la sua atmosfera è il Cenote Suytun, con piattaforma in centro illuminata dalla luce del sole che entra da un foro in alto.
Noi invece ci siamo diretti nel sito archeologico di Cobá, situato a una cinquantina di km e nascosto nella foresta tropicale. Questo è un sito molto vasto, ma noi ce lo siamo fatto a piedi in circa tre ore, poichè le varie costruzioni sono sparse in giro.
PLAYA DEL CARMEN
Questo è stato l’ultimo sito archeologico del Messico che abbiamo visitato, per cui ci siamo diretti nuovamenti sulla Costa Maya, all’altezza di Tulum.

Da lì siamo risaliti fino a Playa del Carmen per goderci finalmente le mille sfumature del mare caraibico e la spiaggia bianca.
La sera è stata un po’ caotica in quanto Playa del Carmen assieme a Cancùn rappresenta il centro del divertimento dei turisti che qui trovano hotel, resort, shopping center e locali di ogni genere. I prezzi sono molto elevati rispetto allo standard di altri luoghi messicani.
TREDICESIMO GIORNO PLAYA DEL CARMEN – CANCÙN
CANCÙN
L’ultimo giorno lo abbiamo passato invece a Cancún, dove siamo arrivati in mattinata. Fatto il check in nell’hotel nel quale abbiamo soggiornato al nostro arrivo, ci siamo poi spostati nella zona hotelera di fronte alla lunga spiaggia bianca.
La giornata è trascorsa alternando bagni e passeggiate…..che hanno concluso così questa meravigliosa avventura messicana…..
CONCLUSIONI
Un viaggio in Messico necessita di molto tempo per scoprire le sue varie sfaccettature….e avere la possibilità di comprendere le tradizioni e la cucina locale….
E’ un paese molto vasto che regala molte emozioni ed esperienze diverse….un posto sicuramente dove ritornare….anche perchè questo viaggio è stato fatto quando non c’era ancora la connessione internet a portata di mano….
Città del Messico cosa vedere!!














