LA VENTA SITO OLMECO COSA VEDERE MESSICO
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La Venta è un parco archeologico olmeco, situato a Villahermosa, nello stato messicano del Tabasco, Penisola dello Yucatán.
STORIA DEL PARCO DI LA VENTA
Il parco di La Venta è sorto nel 1958 su iniziativa del poeta Carlos Pellicer, originario di Villahermosa, che fu anche un senatore dello Stato del Tabasco. Decise di raccogliere in un unico sito i maggiori manufatti della cultura olmeca, che rischiavano di scomparire per sempre.
Il nome del parco deriva, infatti, dal principale luogo di provenienza di queste opere, ossia la Venta, situata a circa 125 km a ovest, vicino al confine con lo stato di Veracruz.
Lo spostamento venne fatto, poichè, negli anni Cinquanta scoprirono in quell’area giacimenti petroliferi, ma anche per facilitare la conoscenza di questa antica civiltà precolombiana.
Il parco di La Venta annovera una trentina di monumenti, altari, stele, teste colossali e monoliti realizzati fra il 1300 e il 200 a.C. e comprende anche uno zoo dedicato agli animali autoctoni di questa area tropicale.
Il percorso si snoda in un ambiente, che ricorda quello originale dove scoprirono queste sculture, per cui sono poste in mezzo alla folta vegetazione.
Si tratta di un parco molto suggestivo, anche perchè si affaccia sulla Laguna de las Ilusiones, sul quale si trova anche il Mirador de las Aguilas. Si tratta di un torre moderna dalla quale si osserva il paesaggio naturale e la città di Villahermosa.
COSA VEDERE NEL PARQUE LA VENTA
Superata l’area zoologica, abitata fra l’altro da giaguari, scimmie urlatrici e coccodrilli, il sentiero conduce ai vari manufatti. La loro collocazione non segue un ordine cronologico, ma si sviluppa in base al loro ritrovamento.
TESTE COLOSSALI OLMECHE
Le opere pià famose sono le tre teste colossali degli olmechi, di epoche differenti, alcune non terminate o molto erose dal tempo. Permettono, tuttavia, di intuire quale fosse l’aspetto di questo antico popolo, le loro usanze e i loro credi.
Stupefacenti sono i lineamenti, che per alcuni studiosi ricordano quelli di popoli africani e asiatici. Queste teste forse indossano un casco miltare, cerimoniale utilizzato anche per il gioco della pelota, o un copricapo reale.
La testa più grande e rifinita è alta oltre 2.40 metri per due metri di profondità e due metri di larghezza.
Vari sono anche gli altari, come quello con l’uomo giaguaro che offre un neonato….e quello con un sacerdote seduto dentro una caverna, con una corda alla base tenuta fra le mani.
Questi manufatti costituivano, con molta probabilità, sia dei troni che degli altari per cerimonie e rituali.
Numerose sono le colonne basaltiche, provenienti direttamente dalle montagne del Chiapas, ossia da oltre 100 km di distanza, poichè la civiltà di La Venta si era insediata in una regione costiera, perlopiù paludosa.
Queste pietre lunghe e levigate direttamente da madre natura servivano a proteggere luoghi sacri o le sepolture.
Molto bello è il mosaico in pietra serpentina, che riproduce le scaglie del dio serpente, riferito anche al dio dell’acqua e della terra.
SITO ORIGINALE DELLA CITTÀ OLMECA
Il luogo di provenienza di tutti i manufatti trasferiti a Villahermosa lo scoprirono per la prima volta nel 1925, dove poi si susseguirono altre esplorazioni.
L’area umida ha favorito nel corso delle ere alla formazione del petrolio, conosciuto anche dagli Olmechi. Loro lo trovavano a galleggiare sugli specchi d’acqua oppure ammassato sulle sponde.
Era impiegato come materiale da costruzione, come collante e rivestimento. Proprio per la sua presenza, negli anni Cinquaranta aprirono in questa area varie raffinerie di petrolio, che hanno messo in pericolo il sito, soggetto però anche a saccheggi.
CHI ERANO GLI OLMECHI
L’antica civiltà olmeca fu una delle prime a svilupparsi nel Mesoamerica, prima ancora degli Zapotechi, Maya, Toltechi e Aztechi.
Resti di mais, manioca e semi di cotone e girasole hanno una datazione addirittura del 5000 a.C. Una vera e propria comunità si sviluppò verso il 1500 a.C.
Gli Olmechi raggiunsero il loro massimo apogeo fra il 1000 a.C. e il 600 a.C. e si stanziarono soprattutto lungo la costa del Golfo del Messico.
Il nome della cittadina di La Venta deriva dalla vendita di legname, un’attività praticata alla fine del XIX secolo, per cui non si tratta di un nome olmeco.
MUSEO DI LA VENTA COSA VEDERE
Non solo il Parco Museo di Villahermosa conserva colossali manufatti olmechi, ma anche La Venta dispone un importante museo, collocato proprio vicino al sito olmeco.
Nei suoi edfici dai tetti di paglia e nel giardino circostante sono raccolte le opere più grandi, come le gigantesche teste, statue di divinità e sovrani.
Nelle teche, invece, sono visibili piccole offerte ritrovate nei luoghi di sepoltura. Le fotografie testimoniano inoltre i primi scavi e i momenti dei ritrovamenti.
SITO ARCHEOLOGICO DI LA VENTA
Il sito archeologico attuale occupa un’area non molta estesa in mezzo alla vegetazione. Spicca al centro la grande collina in gran parte artificiale, innalzata dagli olmechi con materiali naturali come l’argilla.
Si tratta di una specie di piramide ma dalla forma irregolare, dal diametro di 128 metri e alta all’incirca 32 metri. Presenta una decina di ingressi, tuttora non esplorati.
Non ci sono invece le rampe e scalinate originali, che salivano in cima, in quanto questo cumulo appare ora completamente ricoperto dalla vegetazione.
Un apposito percorso è stato realizzato per avere una veduta dall’alto, dove non è più presente alcuna piattaforma o costruzione olmeca.
PIRAMIDE DI LA VENTA
La piramide si distingue bene in mezzo alla pianura, e all’epoca era molto più vicina alla costa e circondata da aree lacustri.
Vista la posizione di questa antica città, non c’era molta disponibilità di pietre. Le trasportarono allora direttamente dalle montagne vicino a Tuxtla Gutierrez, per usarle negli spazi cerimoniali, monumenti e altari.
In origine la città era molto vasta, e si calcola che vi abitassero fino a 18.000 persone. Gli edifici principali erano disposto attorno a una piazza proprio davanti alla piramide.
Tale costruzione fu una delle più antiche del Mesoamerica e costituì il prototipo per tutte quelle civiltà che si svilupparono in seguito.
Le altre strutture del sito erano anch’esse rialzate, ma i tetti erano coperti di foglie di palma e le pareti erano realizzate con fango impastato con paglia e altri elementi.
Questo insediamento olmeco cominciò a spopolarsi verso il 400 a.C. per cause naturali, come ad esempio per il mutamento del letto del vicino fiume. Gli Olmechi si trasferirono altrove e si mescolarono con altri popoli ai quali tramandarono le loro conoscienze.
Gli Olmechi furono i primi a coltivare e gustare il cacao sotto forma di bevanda, che lo mescolavano nell’acqua con erbe e peperoncini.
VILLAHERMOSA MESSICO
Il Parque Museo di La Venta rappresenta la principale attrazione turistica della città tabasca di Villahermosa.
Questo grande centro abitato è attraversato dal fiume Grijalva, che scorre anche nello stato di Tuxtla Gutierrez, dove ha contribuito a scavare il famoso Cañon del Sumidero.
La città fu fondata nel 1564 e il suo nome glielo diede l’imperatore spagnolo Filippo II. Uno dei punti più caratteristici da visitare è Malecòn di Villahermosa.
Un ponte pedonale conduce a un torre panoramica moderna. Nei pressi è situata la storica Plaza de Armas, e un grande edificio governativo bianco.
A qualche isolato di distanza, si trova la Cattedrale del Signore di Tabasco, non molto grande e relativamente moderna, ma con i due altissimi campanili laterali.
Nel 1990 qui venne Papa Giovanni Paolo II, come ricorda la sua statua dorata posta all’esterno.
Molto suggestiva è anche la passeggiata sul bordo della Laguna de las Ilusiones, un’area protetta molto estesa, dove nidificano diverse specie di uccelli e con una ricca biodiversità.
Comprende anche il Parque Tomàs Garrido Canabal, con sentieri, un teatro all’aperto, centri per eventi, la Fonte dei Poeti e il viale delle Palme.
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