PARC GÜELL COSA VEDERE BARCELLONA
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Il Parc Güell si trova su un’area collinare di Barcellona, immersa nel verde, che riserva molte sorprese architettoniche e paesaggistiche, tutte nate dalla mente fantasiosa dell’architetto catalano Antoni Gaudì.

STORIA DEL PARC GÜELL
L’idea di realizzare il Parc Güell di Barcellona fu del magnate dell’industria tessile, Eusebi Güell, dal quale prende il nome.
Influenzato dalle città giardino in Inghilterra, viste nel corso di un viaggio, Eusebi Güell immaginò un progetto simile a Barcellona. Ideò assieme a Antoni Gaudì, conosciuto all’Esposizione Universale di Parigi del 1878, un’area residenziale per l’alta borghesia, ma in una zona decentrata.
Secondo la loro idea, doveva svilupparsi in mezzo al verde, ma comunque connessa al tessuto urbano. Il progetto prevedeva la costruzione di sessanta unità complete di giardino privato.
Il progetto iniziato nel 1900, si è concluso solamente con un paio di palazzine, poichè scoppiò la guerra civile. A ciò si aggiunse anche la mancanza di acquirenti, più interessati ad accapparrarsi un’abitazione nel quartiere modernista de l’Eixample, a quel tempo in piena espansione.
Abbandonati i propositi nel 1914, il Parc Güell cominciò a farsi conoscere come luogo di svago. Vi organizzavano infatti spettacoli di danze, eventi culturali e sportivi.
Gli eredi lasciarono la proprietà al Comune di Barcellona nel 1922, e gli abitanti apprezzarono molto questo parco, tanto che nel 1984 è entrato a far parte dell’Unesco.

OPERE DI GAUDI COMMISSIONATE DA GÜELL
Prima di commissionare a Gaudì il progetto del Parc Güell, il magnate si fece costruire altre opere. Una di queste era il Palau Güell, la sua bella dimora nel quartiere del Raval, adiacente alla Rambla.

Completato nel 1890, tale edificio già a quel tempo disponeva di ogni comodità e non passava inosservato, vista la sua architettura eclettica.
La vistosa facciata in pietra è completata da elaborate decorazioni in ferro battuto e dettagli in ceramica.
Le due grandi arcate catenarie, inglobano le due porte in ferro battuto rifinite da elementi vegetali, animali e simbolici.
Nei timpani di tali entrate appaiono inoltre le iniziali del committente, Eusebi Güell. Lo scudo in ferro sormonta invece la finestrella centrale della portineria. Su di esso è riprodotta la bandiera catalana, composta da sezioni lisce e rete in ferro.
Si individuano anche un “elmo”, simbolo della virtù cardinale della fortezza, e la “fenice” allegoria della rinascita economica e culturale della società catalana.
Costituscono il bovindo allungato del secondo piano una serie di finestre dalle diverse decorazioni. Come tutte le costruzioni di Gaudì, anche in questo edificio spiccano sul tetto i colorati camini rivestiti di piastrelle.
L’opulento interno è costituito da architetture variopinte, con le stanze che si sviluppano attorno a a un vestibolo centrale. Questo spazio culmina all’altezza del tetto con una cupola traforata, dalla quale filtra la luce.
Il palazzo, che venne confiscato durante la guerra civile e trasformato in stazione di polizia e prigione, è attualmente una casa-museo.
PROGETTI PER EUSEBI GÜELL
Gaudì progettò per l’industriale anche due padiglioni della Finca Güell, una tenuta nota per il cancello del drago alato.
Nel Quartiere Güell, secondo i progetti doveva costituire una colonia, con le abitazioni degli operai tessili disposte attorno a una chiesa. Di tale proposito Gaudì realizzò solo la “cripta”, poichè il committente morì prima.
Questa costruzione dalle forme organiche, nonostante il nome, non si trova sottoterra, ma all’esterno. Gaudì se ne servì per sperimentare nuove architetture, che applicò poi nel suo capolavoro più famoso, la Sagrada Familia.
ARCHITETTURA DEL PARC GÜELL
Il luogo dove Eusebi Güell realizzò il suo parco, era già di sua proprietà, e comprendeva una sua dimora, Casa Larrard.

Questa area si sviluppa su diversi livelli del fianco meridionale del Monte Carmelo, soprannominato Montanya Pelada, per la sua aridità.
L’intervento di Gaudì ha reso la vegetazione florida, con l’introduzione di specie botaniche mediterranee resistenti, che ben armonizzavano con le sue architetture ondulate.
La biodiversità vegetale ha attirato nel tempo anche una certa varietà di uccelli, insetti e piccoli animali che rendono ancora più gradevole la visita.

Gaudì si è avvalso soprattutto della pietra e di ceramica multicolore, per creare le sue forme organiche, che si adattano alla conformazione irregolare del terreno.
La sua architettura è un insieme di stili, rivisitati secondo la sua visione naturalistica, tipica anche del modernismo catalano.
La tecnica trencadìs, o frammentata, è ampiamente utilizzata come rivestimento di tetti, pareti, panchine. Si basa su ceramiche variopinte, appositamente frantumate, e ricomposte così da formare un mosaico.

Lungo i viali e i saliscendi si incontrano passaggi sopraelevati, ponticelli, spazi seminterrati, e viadotti totalmente mimetizzati con l’ambiente circostante. In origine, avrebbero dovuto collegare le varie costruzioni del progetto.
Di fondamentale importanza sono stati gli studi di Gaudì, che fece per prevenire l’erosione del terreno e la raccolta delle acque piovane.
Numerosi sono i punti panoramici sulla città di Barcellona e le colline retrostanti, come quella del Tibidabo, sulla quale svetta la Chiesa del Sacro Cuore e il luna park.

VISITA DEL PARC GÜELL
Gli accessi del parco sono indicativamente due. Quello principale si trova in corrispondenza della scalinata monumentale, in Carrer d’Olot, e i secondo sul Carreter del Carmel, davanti a un grande parcheggio.

Inizialmente si poteva entrare nel parco gratuitamente, ma da oltre dieci anni è necessaria una prenotazione, specie nei periodi di maggiore afflusso turistico. Una sezione è però ancora libera…ma si tratta di una semplice area verde, non quella più famosa ovviamente…
L’ingresso monumentale è segnalato da due padiglioni dalle forme fantasiose, con le facciate in pietra, decori in ferro battuto. Completano il tutto pinnacoli e torrette sui tetti, rivestiti di ceramiche dai motivi a scacchi bicolore.
Il muro di cinta segue la conformazione del terreno ed è sormontato da una fascia decorativa in maioliche con colori alternati e tondi a mosaico.
Una delle due costruzioni dell’entrata costituiva in passato la casa del guardiano, l’altra invece forniva servizi e assistenza ai visitatori.
SCALINATA DEL PARC GÜELL
La maestosa scalinata a doppia rampa ingloba al centro una serie di fontane dalle varie forme e simbologie.
Nella prima appaiono elementi, che ricordano tronchi mimetizzati nella vegetazione. La seconda fontana è costituita da un tondo decorato con la bandiera catalana, dal quale sporge la testa del drago, che richiama la leggenda di San Giorgio.

La fontana più nota è quella con la salamandra in ceramica policroma, simbolo di resistenza al fuoco e di prosperità.
Le pareti che fiancheggiano la scalinata sono rivestite di ceramiche a mosaico, ricostituite in base alla tecnica trencadìs.

SALA IPOSTILA DI PARC GÜELL
Spettacolare è la sala ipostila del parco, così chiamata perchè sostenuta da 86 colonne doriche, dove quelle sul perimetro ondulato sono in posizione inclinata verso l’interno.

Le colonne risultano cave all’interno, per permettere il deflusso delle acque piovane dalla terrazza superiore. Recuperata, l’acqua viene convogliata in un cisterna e poi utilizzata per alimentare le fontane della scalinata.

Il soffitto della sala ipostila presenta decorazioni a cupola e tondi di varie dimensioni, alcune rivestite di ceramiche policrome. Scalinate laterali conduno al livello superiore del parco.
PLAZA DE LA NATURALEZA E LA PANCHINA ONDULATA
Lo spazio aperto in corrispondenza della sala ipostila, è chiamata Plaza de la Naturaleza. Si tratta di una grande piazza ovale, delimitata da una panchina ondulata rivestita di ceramiche. Con i suoi 110 metri di lunghezza è considerata una delle panchine più lunghe del mondo.

La panchina è rivestita da frammenti di ceramiche, provenienti da materiali di scarto di una fabbrica, che produceva tazzine e piatti.
La sua forma ergonomica agevola la socializzazione, ma funge anche da balaustra alla piazza. La splendida vista sulla scalinata sottostante abbraccia anche la città di Barcellona.
A concepire la panchina non fu tuttavia Antoni Gaudì, bensì il suo stretto collaboratore Josep Maria Jujol.

Il nome originale della piazza era Teatro Greco, in quanto qui si tenevano spettacoli e rappresentazioni teatrali.
Dalla piazza si possono imboccare sentieri, che salgono sui livelli superiori del parco, ma anche raggiungere il Portico della Lavandaia, rivestito di pietra con le colonne obliquie.
Incantevole è il sottostante giardino d’Austria in leggera pendenza, sorto dove in passato si trovava il vivaio del parco. Con le collezioni di alberi e piante donate dall’Austria nel 1977, si è trasformato in una bella oasi di pace, di mille colori e profumi.

Nel parco sono presenti anche altri impressionanti colonnati in pietra, affiancati alla collina, come a sostenerla. In realtà si tratta di viadotti, utilizzati in passato per le passeggiate in carrozza della borghesia.

CASA GAUDÌ NEL PARC GÜELL
Una delle poche residenze che Eusebi Güell riuscì a concretizzare, fu la Casa di Gaudì. In realtà, questa doveva essere una casa-modello, che doveva servire ad attrarre i potenziali acquirenti, che per vari motivi non arrivarono.
Gaudì decise allora di acquistarla per sé stesso, dove entrò ad abitare nel 1906 assieme al padre e alla nipote, morti entrambi però nel 1912. L’architetto vi rimase comunque da solo fino al 1925, quando preferì poi sporstarsi nel cantiere della Sagrada Familia.
Casa Gaudì è ora un museo, dove è possibile ammirare gli splendidi interni, tipici dello stile Gaudì e mobili da lui ideati anche per altri progetti.
L’edificio si sviluppa su quattro piani, ma aperti al pubblico sono l’entrata vetrata, le sale del pianterreno e il pianto superiore, con la camera da letto, il bagno e la stanza delle preghiere.
CASA TRÍAS
La seconda abitazione che realizzarono fu Casa Trías, acquistata dal ricco avvocato Martí Trías i Domènech, amico sia di Güell che di Gaudì.

Questo edificio, completato fra il 1903 e 1906, si trova in alto sulla collina, in posizione panoramica. Appartiene ancora ai discendenti dell’avvocato, ma è possibile visitare.
Gli interni presentano ricche decorazioni, con soffitti alti, pavimenti in ceramica, mobili d’epoca, fotografie.
COLLINA DELLE TRE CROCI
Il punto panoramico più elevato del Parc Güell è tuttavia la collina delle tre croci, che si raggiunge seguendo un percorso in salita. Il progetto iniziale stabiliva la costruzione di una cappella, alla fine realizzarono solamente un monumento al calvario.

L’opera è costituita da tre croci, di cui una a forma triangolare. Si tratta tuttavia di una ricostruzione in quanto l’originale andrò distrutta durante la guerra civile.
Casa Larrard di Eusebi Güell, appartenne inizialmente a un ricco possidente del posto, per cui era già presente nel parco. L’imprenditore ci visse per molti anni, e la rimodellò a suo piacimento. Costituisce ora la sede di un istituto scolastico.
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