GIBILTERRA LA ROCCA COSA VEDERE
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Gibilterra la rocca, cosa vedere, cosa fare, dove andare, visita e itinerario per scoprire questo territorio d’oltremare inglese…
Terminata la visita al centro storico e ai giardini botanici Alameda gardens, ci siamo diretti al piazzale con la funivia per la Rocca di Gibilterra.
Abbiamo deciso di fare i biglietti cumulativi validi sia per l’andata che per il ritorno, e per i vari luoghi da visitare in cima alla montagna.
FUNIVIA DI GIBILTERRA
Con la funivia, in sei minuti si arriva alla stazione superiore, mentre nei mesi estivi è aperta anche una stazione intermedia, dalla quale è possibile salire o scendere.
Visto il minor flusso di turisti del periodo, non abbiamo trovato coda e lo spazio era sufficiente per sbizzarrirci con le fotografie e i filmati.

La velocità era tale, che ci siamo ritrovati immediatamente ad ammirare la città dall’alto.
La salita era molto ripida ed era impressionante essere sospesi a quell’altezza con una sensazione di leggerezza accompagnata da un moto oscillatorio.
STAZIONE SUPERIORE DELLA FUNIVIA DELLA ROCCA
Arrivati alla stazione superiore, ci siamo ritrovati sulle terrazze panoramiche, dove è possibile mangiare e bere, grazie alla presenza di un ristorante e un bar.
La vista è veramente spettacolare. Per chi arriva fin lì solo per ammirare il paesaggio, può reputarsi già soddisfatto, senza neppure la necessità di visitare le altre attrazioni o fare lunghe camminate.

Da quel punto è possibile ammirare entrambi i lati della rocca, la città di Gibilterra, il porto, la grande baia con la città di Algeciras, e naturalmente l’aeroporto, con la sua lunga pista ben delineata.

La grande differenza di habitat e di sviluppo fra i due lati della rocca è sbalorditiva. Uno è completamente abitato e edificato, l’altro è ancora abbastanza naturale, a parte alcune case a schiera affacciate sulle spiaggette.

Anche la vegetazione si diversifica, da un lato brulla e rada e dall’altra presenta boschi e cespugli.
PERCORSI E SENTIERI DELLA ROCCA DI GIBILTERRA
Abbiamo iniziato la nostra lunga passeggiata sulla rocca, con la cartina in mano, seguendo le indicazioni per raggiungere i vari punti di osservazione, cercando di non saltare niente.

Vari sono i percorsi tematici, che si possono seguire a seconda dei propri gusti. Camminare tranquillamente in mezzo alla natura, o compiere percorsi più impegnativi, storici o da brivido. In ogni caso sono tutti ben segnalati sia sulla strada, che sui pannelli informativi.
Noi abbiamo cercato di fare un po’ di tutto, infatti abbiamo impiegato quattro ore per scendere a piedi, sebbene avessimo anche il biglietto di ritorno con la funivia.
Non avevamo neppure iniziato a camminare che… ci siamo bloccati per ammirare i veri abitanti della rocca…
BERTUCCE O MACACHI A GIBILTERRA
Le bertucce o macachi...delle graziose scimmiette…dalle quali è meglio stare alla larga…prima per la propria sicurezza, ed evitare di essere scippati, aggrediti, graffiati o morsicati e poi per la loro…

Questi animali non si devono, infatti, abituare al contatto con l’uomo e devono rimanere il più possibile autosufficienti.
La loro presenza sulla rocca risale dai tempi antichi, prima ancora dell’arrivo degli arabi o persino dei romani….attualmente si contano circa 200 esemplari e costituiscono uno dei must di Gibilterra.

Questi esemplari sono censiti con dei microchip e curati da veterinari; inoltre vengono rifocillati giornalmente con verdura, frutta e acqua, per il resto, si devono arrangiare.
Restano tuttavia in attesa costante di ricevere qualche regalino da parte dei turisti….ai quali è vietato farlo, pena una bella multa salata..…
In ogni caso, occorre veramente stare attenti a dove si cammina, perchè si raggruppano in determinati luoghi, in attesa di fare degli agguati. Ci siamo divertiti un sacco ad ammirare queste bertucce, che con i loro comportamenti “umani”, incantavano e ci osservavano a loro volta….

Abbiamo assistito a scene di attacchi ad altre persone, peccato che poi una scimmietta è saltata addosso anche a noi, graffiandoci…non intenzionalmente…
Occorre prestare attenzione…anche alle borse e agli oggetti…perchè sono abbastanza veloci….
Le bertucce non si trovano ovunque sulla rocca, hanno dei luoghi preferiti, specialmente in posizioni spericolate, direttamente sui precipizi e burroni….probabilmente sono abituate e non soffrono di vertigini….
A malincuore, abbiamo proseguito la nostra scoperta della rocca, che aveva ancora molte cose da mostrarci…Abbiamo camminato tantissimo, e sempre con la mappa in modo da raggiungere i vari punti di interesse.
SKYWALK DI GIBILTERRA
Siamo giunti, percorrendo una stretta strada asfaltata, al punto chiamato SkyWalk, mostrando il biglietti che avevamo fatto.
Da questa trasparente piattaforma panoramica si ha veramente la sensazione di essere sospesi nel vuoto grazie alle sue vetrate.

Le vedute con la spiaggia sottostante erano mozzafiato, cosa che apprezzavano anche le bertucce comodamente sdraiate a terra a dormire e a spulciarsi.
Spesso erano adagiate anche sugli scalini e scavalcarle era piuttosto complicato, soprattutto perchè facevano degli scatti improvvisi…
Abbiamo ripreso il ripido sentiero del crinale, con torri di vedetta e bunker, costruiti prima della seconda guerra mondiale.

In vari punti sono piazzati anche cannoni e batterie anti-aerei e i tunnel sotterranei hanno una lunghezza complessiva di 70 km!!! anche se solo in parte sono visitabili dai turisti.
MEDITERRANEAN STEPS
Salendo, si incontra il sentiero Mediterranean Steps composto da scalini scavati nella roccia calcarea, che scendono fino al cimiterro ebraico.
Sono molto ripidi e pericolosi da percorrere, specie durante l’estate, e non sono adatti a tutti. Il percorso è lungo circa due km e scende per 250 metri, quindi non fino alla pianura.
O’HARA’S BATTERY GIBILTERRA
Nel nostro caso, abbiamo proseguito fino alla O’Hara’s Battery, una postazione militare con ambienti che illustrano il funzionamento dei cannoni, con l’ausilio di filmati e manichini, che ricreano le scene.

Un lungo tunnel obliquo conduce a un’altra postazione, dalla quale si osserva il panorama sullo stretto di Gibilterra.
Era triste immaginarsi come era diverso il luogo durante i bombardamenti e come era dura la vita dei militari, costantemente sotto tiro. Tutt’altra atmosfera dei giorni nostri, quando si viene in questi luoghi per rilassarsi e godere della natura….
AFRICA E STRETTO DI GIBILTERRA
Da quella postazione è possibile scorgere la costa africana, a una ventina di km circa. Gibilterra fronteggia infatti la città di Ceuta, e il vicino monte Jebel Musa costituiva l’altra colonna d’Ercole.
Sotto la rocca di Gibilterra, si distende una zona pianeggiante protesa verso il mare e l’oceano. Non è tuttavia il punto più vicino all’Africa che è invece Tarifa, situata fra l’altro nella posizione più meridionale della Spagna.
EUROPA POINT GIBILTERRA
Su questa zona pianeggiante chiamata Europa Point, si trovano Trinity House Lighthouse, un bellissimo faro bianco e rosso con un fascio di luce molto potente soprannominato anche La Farola.
Accanto si trova il Sikorski Memorial un memoriale di guerra dedicato a un generale polacco per la sua resistenza contro i nazisti, morto in un incidente aereo a Gibilterra.
La moschea di Ibrahim al Ibrahim costruita nel 1997 con donazioni dell’Arabia Saudita. Accanto si trova il Nun’s well, un antica cisterna araba, il cui soffitto era sostenuto a suo tempo da 22 pilastri.
Il Santuario di Nostra Signora d’Europa, fu costruita invece nel 1462 dagli Spagnoli sui resti di una antica moschea.
Le grotte di Gorham, sono delle caverne dichiarate patrimonio dell’umanità, che si sviluppano dal livello del mare verso la vetta della rocca.
Sono importanti perchè custodiscono i resti degli uomini di Neanderthal e permettono di studiare la loro evoluzione e la loro cultura. Per accedere a queste grotte ci sono dei tour organizzati specifici.
ST.MICHAEL’S CAVE GIBILTERRA LA ROCCA
Con un’altra bella camminata in discesa, su strada asfaltata, ma con il sole che cominciava veramente a scaldare, siamo arrivati alla St. Michael’ Cave.

La rocca di Gibilterra è costellata di grotte, ben 150, poichè è composta da rocce calcaree.
L’infiltrazione di acqua piovana, durata milioni di anni, ha contribuito oltre alla formazione di queste grandi cavità anche a quelle di concrezioni calcaree, come stalagtiti e stalagmiti veramente impressionanti.
E’ questo il caso della spettacolare St. Michael’s cave, molto vasta e suggestiva. Nei secoli è stata utilizzata per vari scopi.

Attualmente è dotata di un sistema di illuminazione colorata, che la rendono un po’ artificiale ma fanno capire le sue dimensioni, con le impressionanti colonne che la fanno somigliare a una cattedrale.
Vista la sua grandiosità e la facilità di accesso, è stata utilizzata fin dal 1800 come luogo di svago, matrimoni, duelli e attualmente vi si tengono concerti, balletti, spettacoli, e per questo sono visibili pedane con sedie fisse.
Quando si entra, si viene accolti da una musica e da luci colorate, che accentuano le sue peculiarità. Diversi percorsi conducono nei vari punti visitabili.
Si può vedere, ad esempio, una grande stalagmite caduta a causa del peso, che con il tempo si è consolidata al pavimento. Molto interessante è vedere i suoi anelli di formazione come se fosse un albero.
Il livello inferiore della St.Michael’s cave, scoperto soltanto nel 1942 accidentalmente, è ancora più spettacolare. All’interno un lago lungo ben 40 metri con milioni di litri di acqua, rendono la grotta unica. Qui però l’accesso avviene solo con visite guidate.
SUSPENSION BRIDGE ROCCA DI GIBILTERRA
Usciti dalla grotta, ci siamo diretti al Suspension Bridge. Seguendo prima la strada asfaltata, e poi un sentierino in discesa in mezzo alla vegetazione, costeggiando la rocca, ci siamo trovati questo ponte sospeso con cavi, lungo 70 metri sopra un pauroso precipizio.

Anche qui la sensazione provata nell’attraversarlo, con tutte le sue oscillazioni e il baratro sotto ai piedi, era davvero imperdibile.
Chi non se la sente, in caso di vertigini, può percorrere un sentierino, che costeggia la montagna e ammirare il ponte sospeso tutto intero.
APE’S DEN
Risaliti sulla strada principale, siamo passati alla tana delle bertucce, Ape’s Den. purtroppo al nostro arrivo non ce n’era neppure una di scimmia…. Per fortuna le avevamo già ammirate altrove, altrimenti sarebbe stato un peccato perderci questo incontro…
CHARLES V WALL,LA MURAGLIA DI GIBILTERRA
Abbiamo oltrepassato il Charles V Wall, una muraglia “cinese” che parte dalla cima della rocca e scende zigzagando fino alla costa.
Questa fortificazione è stata costruita nel 1500 dagli Spagnoli, per proteggersi dagli attacchi dei pirati e, successivamente, con varie modifiche, furono utilizzate dagli Inglesi.
Attualmente è una delle postazioni preferite dalle bertucce, inoltre è possibile salirci sopra e percorerre la muraglia stando ben attenti a non cadere, tenendosi sulle ringhiere molto saldamente….
Cominciavamo veramente ad essere stanchi e accaldati… eravamo combattutti se prendere il sentiero che portava in città o proseguire…abbiamo deciso di continuare fino al Princess Caroline’s Battery.
PRINCESS CAROLINE’S BATTERY
Anche questa batteria di cannoni la realizzarono gli Inglesi, durante il Grande Assedio di Gibilterra del 1732.
La Spagna, sconfitta dagli inglesi, con il trattato di Utrecht, dovette cedere questo territorio, ma non se ne fece mai una ragione.
Non si lasciò quindi scappare l’occasione di riprenderne possesso, aiutata anche dai francesi, durante il periodo della Rivoluzione americana.
Allora, infatti, la Gran Bretagna aveva ben altre gatte da pelare, per cui con il cosiddetto Grande Assedio si designa proprio questo importante avvenimento per Gibilterra.

Il panorama, anche da questo lato della Rocca, era impressionante. Si vedeva bene la pista di atterraggio e l’entroterra spagnola.
Ho provato a raggiungere da sola i Great Sieges Tunnels, che erano indicati a pochi metri…in realtà prima ho sbagliato percorso e poi mi sono resa conto che sarebbe stata una scalata immane…e ormai non ne avevo più le forze…

Quando ho realizzato dove si trovavano…in cima a una ripida salita ho girato i tacchi…anche per non far aspettare troppo il resto della famiglia….se vogliamo dire così…
GREAT SIEGES TUNNELS
I Great Sieges Tunnels sono infatti delle postazioni di cannoni, piazzati all’interno della montagna, che hanno permesso la vittoria inglese sulle truppe franco-spagnole.
Durante la seconda guerra mondiale, furono scavati oltre 50 km di tunnel all’interno della rocca di Gibilterra…che andarono ad aggiungersi a quelli già esistenti…
CITY UNDER SIEGE
Abbiamo deciso di intraprendere la via di ritorno verso la città. Siamo passati a vedere il City Under Siege.
In questo caso si tratta dei resti dei primi edifici costruiti dagli inglesi, ancora in parte ben tenuti.
All’interno di questi spazi scoperti sono ricreate delle ambientazioni, che fanno capire come fosse difficile vivere durante il periodo del grande assedio, sia da parte dei militari che della popolazione.
Vengono spiegate le punizioni inflitte ai trasgressori e disertori, le malattie del tempo per la scarsità di cibo e mostrati i graffiti originali fatti dai militari per combattere la noia, e non rischiare di addormentasi ed essere puniti.
WORLD WAR II TUNNELS
Proseguendo oltre si incontrano altri tunnel di guerra, che non sono compresi nel biglietto base.
I World War II Tunnels sono gallerie scavate durante la seconda guerra mondiale per far fronte agli attacchi nazisti e poter stoccare viveri, munizioni e fornire riparo a migliaia di militari.
All’interno vennero costruiti un ospedale di guerra, una centrale elettrica e tutto ciò che serviva per viverci per mesi. I tunnel raggiunsero dimensioni eccezionali, scavando la rocca per tutta la sua lunghezza.
MOORISH CASTLE
L’ultima visita, l’abbiamo fatta al Moorish Castle, castello moresco, praticamente una delle prime costruzioni sulla Rocca di Gibilterra, anche se più volte rimaneggiata.
La grande torre quadrata presenta i vari ambienti disposti su diversi piani. Dalla terrazza panoramica si ha una bella vista tutto attorno.
PIZZA HUT
Sfiniti, siamo scesi sempre più rapidamente verso il centro città, ripercorrendo tratti già fatti il mattino. Siamo giunti a Casemate square dove abbiamo addocchiato uno dei nostri fast food preferiti...un Pizza Hut.

Nonostante fossero solo le quattro del pomeriggio, ci siamo fatti ugualmente una bella scorpacciata di pizza, dopo tutti i km percorsi ce la meritavamo veramente….
Riprese le forze, ci siamo avviati al confine per riprendere la macchina e dirigerci verso Marbella…
Continua il viaggio a Marbella!!












