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TEATRI ACROPOLI ATENE COSA VEDERE

TEATRI ACROPOLI ATENE COSA VEDERE

Visita ai teatri acropoli, cosa vedere, dove andare, viaggio on the road in Grecia...

Itinerario di viaggio in Grecia!!

Acropoli di Atene!!

Gallery Grecia!!

Dopo la visita vera e propria all’Acropoli, seguendo il peripatos, il sentiero che scende lungo la collina, si costeggiano altri siti archeologici.

Il percorso è fattibile anche all’inverso, poichè due sono le entrate. La prima si trova praticamente in direzione dei propilei dell’acropoli mentre la seconda è in prossimità del Museo dell’Acropoli.

L’itinerario qui descritto termina proprio in quest’ultimo punto della zona archeologica.

ODEION IL TEATRO DI ERODE ATTICO

Terminata quindi la visita dell’Acropoli, fra i vari teatri, il Teatro di Erode Attico è il primo a farsi notare, vista la sua posizione scenografica.

Non è un teatro greco, ma lo edificò un console greco-romano, nel 161 d.C., in memoria di sua moglie, uccisa probabilmente proprio su suo ordine.

L’odeion è possibile visitarlo solo quando si assiste agli spettacoli e concerti di musica, magari in occasione del Festival di Atene, tra maggio e ottobre. Non è tuttavia difficile ammirarlo sia dall’alto, che dai cancelli di entrata posti in basso.

L’anfiteatro di Erode Attico, chiamato anche Odeion, aveva una capienza di 5000 persone, che si disponevano sulle sue 32 gradinate. In passato aveva una copertura in cedro, mentre la facciata si strutturava su tre ordini di arcate, il primo dei quali costituiva l’accesso.

FONDERIE DI BRONZO

Scendendo lungo l’antica strada, il peripatos, che si sviluppa tutta attorno all’Acropoli, si possono osservare molte cose, come due cisterne bizantine e i resti della fonderia di bronzo.

In questo luogo, fra il nel 4° e 5° secolo a.C scavarono i fossi nella roccia morbida, che per fondere il bronzo.

All’interno di uno di essi è ancora possibile vedere il canale dove scorrevano i metalli fusi. Secondo gli studiosi, molte statue dell’acropolis, fra cui la colossare Atena Promachos, le fusero proprio qui.

ASKLEPIEION

Asklepieion dell'acropoli di Atene
Asklepieion dell’acropoli di Atene

Le tre colonne bianche, che si notano dopo le fonderie, facevano parte del santuario eretto in onore al dio della medicina Asclepio e della figlia Igieia, dea della salute.

Il santuario era formato da due corti, alle quali si accedeva da una monumentale entrata, il propylon. La corte orientale includeva il tempio e l’altare al dio Asclepio, e due corridoi porticati, le stoà.

La Doric Stoà accoglieva i visitatori malati, che durante la notte il dio Asclepio guariva miracolosamente, quando appariva loro nel sonno.

Questa stoà, decorata con 17 colonne doriche, ospitava la sacra sorgente e il pozzo sacro, utilizzato per i sacrifici. Di questo gruppo di colonne facevano parte le tre superstiti ancora visibili.

La più piccola Roman Stoà ospitava invece i pellegrini che arrivavano al santuario. Accanto c’era il tempio di Asclepio, con quattro colonne sulla facciata, una piccola cella, che ospitava la statua del dio.

TEATRI ACROPOLI STOA’ DI EUMENES

Scendendo ancora, si trovano i pochi resti della stoà di Eumenes, edificato da questo re di Pergamo quando governò Atene.

Stoà Eumenes acropoli Atene
Stoà Eumenes acropoli Atene

L’edificio fungeva da passaggio e collegava il teatro di Dioniso all’Odeion, ed era lungo ben 163 metri e largo 18 metri, e si sviluppava su due piani.

Al piano terra c’erano 64 colonne doriche verso l’esterno, e 32 ioniche verso l’interno. Nel livello superiore, il colonnato era ionico e doppio e aveva i capitelli delle colonne interne nello stile di Pergamo.

Di tutta questra struttura è rimasto solamente un muro con delle arcate sovrastanti, che serviva da rinforzo per la collina, dalla quale scendeva il peripatos, il sentiero attorno all’acropoli.

TEATRO DI DIONISO

Un altro dei teatri dell’acropoli è il teatro di Dioniso fu il più grande monumento costruito sui fianchi dell’Acropolis, sebbene al giorno d’oggi sia rimasta solo una parte.

Teatro di Dioniso Acropoli
Teatro di Dioniso Acropoli

Licurgo lo eresse nel 330 a.C., al fine di ospitare sulle 78 gradinate della cavea fino a 15.000 persone.

Aveva una forma irregolare poichè attorno erano presenti già altri edifici e strutture, come la peripatos, la strada che circondava l’acropoli. In questo caso divise l’auditorium tra la parte inferiore e quella superiore.

L’anfiteatro era suddiviso in sezioni separate da 14 scalinate. Le gradinate le intagliarono nei blocchi di calcare provenienti dal Pireo. I sedili della prima fila erano invece in marmo e costituivano delle vere opere d’arte, con i nomi dei dignitari incisi.

Sedili del teatro di Dioniso acropoli
Sedili del teatro di Dioniso acropoli

In mezzo era sistemato il trono in marmo del sacerdote di Dioniso, ben visibile.

I romani utilizzarono questo teatro per spettacoli con gladiatori e restò in funzione per quasi mille anni, per scomparire poi sotto i detriti durante il medioevo.

La pavimentazione a losanghe, tuttora visibile, risale proprio all’epoca romana. Attorno ad essa si trovava un corridoio di protezione per salvaguardare gli spettatori durante i combattimenti.

Appoggiati a terra, si ammirano i resti del proscenio realizzati sotto Nerone, dove si nota fra l’altro la nascita di Dioniso.

Teatro di Dioniso acropoli Atene
Teatro di Dioniso acropoli Atene

Il Teatro di Dioniso fu importante soprattutto per le celebrazioni delle Grandi Dionisiache in onore di Dioniso. Qui venivano rappresentate le tragedie e le commedie di Eschilo, Euripide e Sofocle, arrivate fino ai nostri giorni.

STORIA DEL TEATRO GRECO

Il teatro nell’antica Grecia costituiva un importante luogo di aggregazione e aveva un ruolo educativo per i cittadini delle poleis.

Le tragedie e le commedie rappresentavano sentimenti e passioni di personaggi mitici, e rispecchiavano quelle della gente comune.

Feste religiose in onore di Dioniso e festival teatrali erano le principali occasioni nei quali erano in funzione questi teatri.

I festival teatrali, ad esempio, costituivano delle vere e proprie gare tra gli autori che presentavano le loro tragedie, drammi e commedie, ed erano poi giudicati dal pubblico, con applausi e fischi, oltre che da giudici.

Il teatro greco era strutturato principalmente in tre elementi.

  • La cavea era il luogo dove si sedeva il pubblico, perlopiù gradinate scavate nella roccia. Aveva una forma a semicerchio, era addossata a un pendio e sostenuta da muri laterali. Le varie aree erano poi suddivisise da corridoi e scale, formando degli spicchi chiamati cunei.
  • L’orchestra era la zona dove si disponeva il coro e gli attori, mentre ai bordi si siedevano le autorità e il sacerdote.
  • La scena poteva variare a seconda dei teatri, era più o meno decorata e rialzata. Le scenografie potevano avere elementi con effetti ottici tipo trompe-l’oeil e effetti prospettici. I fondali riproducevano ambientazioni adatte a ogni opera rappresentata. Per le commedie, ad esempio, c’era una scena borghese, mentre per drammi i fondali riproducevano scene campestri con caverne e montagne.

ODEION DI PERICLE

L’Odeion di Pericle, per il poco spazio e le granzi proporzioni, poggiava in parte su un lato sul teatro di Dioniso.

Lo edificarono soprattutto per i concorsi musicali delle Panatenee. Doveva essere un luogo alternativo per le esibizioni, specialmente in caso di maltempo.

Diversamente dagli altri teatri, l’odeion di Pericle era quadrato. La sua copertura era in legno, e pare, che lo avessero realizzato con il legname ricavato dalle navi persiane catturate.

Per il fatto di essere talmente massiccia, occorsero ben 90 pilastri per sostenerla. Questo non fu certamente un aspetto positivo, in quanto la visuale risultava compromessa.

MONUMENTO COREGICO DI NIKIAS

Il monumento coregico di Nicia, fra il teatro di Dioniso e la stoà di Eumenes, conteneva il tripode, un trofeo di bronzo dato in dono al vincitore delle gare teatrali, il corego.

Dopo la distruzione di questo edificio, alcune parti le reimpiegarono i romani per la costruzione della porta Beulè.

Il corego era l’organizzatore degli spettacoli finanziati dalle famiglie più potenti. Questa figura si occupava di tutto ciò che riguardava l’allestimento dello spettacolo e delle persone che ci lavoravano.

Nel caso di successo dell’opera teatrale, il corego era tenuto a edificare un piccolo monumento dedicato a Dioniso, nel quale riponeva un tripode di bronzo o di marmo.
I monumenti coregici si trovavano tutti attorno al santuario di Dioniso e lungo la via dei tripodi.

TEATRI ACROPOLI SANTUARIO DI DIONISO

Il santuario di Dioniso, di fronte al teatro di Dioniso, edificato in un secondo momento, confinava con una lunga stoà, sul quale in seguito si appoggiò proprio la parte scenica del teatro.

Era dedicato al dio del vino e della natura, Dioniso, e a un primo tempio se ne aggiunse in seguito un secondo.

Negli spazi antistanti erano solito svolgersi danze con uomini mascherati da caproni e il copioso uso di grandi quantità di vino era una delle loro caratteristiche.

VIA DEL TRIPODE

Sulla strada dei tripodi erano disposte anche le statue di famosi poeti greci come Sofocle, Euripide e Eschilo.

Statua commediografo greco di Menandro nell'acropoli
Statua commediografo greco Menandro nell’acropoli

Attualmente è ben visibile una copia della statua del commediografo Menandro, che non affrontava temi politici bensì argomenti di vita privata e personali.

FONTE SACRA E CAVERNE DELL’ACROPOLI

Aguzzando la vista, sui fianchi della collina dell’acropoli, sono visibili numerose cavità che in passato furono luoghi di culto delle varie divinità.

L’acropoli è da sempre un sito ricco di acqua, non a caso fin dall’antichità la abitarono numerosi popoli.

La caverna di Clepsydra, era così chiamata poichè vi sgorgava, e tuttora lo fa, una fonte di acqua con un getto non sempre costante, ma fu tuttavia considerata sacra.

Questa fonte sacra pare avesse proprietà taumaturgiche, tanto che nelle vicinanze fu eretto l’asklepieion, il tempio del dio della medicina.

Con il tempo, varie frane ostruirono il passaggio alla caverna della fonte, ma altri vennero creati, sembra addirittura in prossimità dei propilei.

Un’altra caverna è quella di Zeus, che era utilizzata dai partecipanti ai giochi pitici di Delfi. Si riunivano qui prima della partenza, in attesa di un segnale dal dio Zeus sotto forma di lampo.

La caverna di Apollo era la preferita dei nuovi magistrati ateniesi, che lasciavano delle piastre di marmo scolpite come segno di devozione.

La grotta di Aglauro, con il tempietto, era dedicato alla figlia di Cetrope, il mitico re di Atene metà uomo e metà serpente. Da questa caverna una scalinata saliva fino all’Eretteo sull’acropoli.

La grotta di Pan, divinità della natura, era a lui dedicata perchè aveva protetto gli ateniesi che combatterono contro i persiani a Maratona.

MONUMENTO COREGICO DI TRASILLO

Il monumento coregico di Trasillo, risalente al 330 a.C., lo scavarono nella roccia dell’acropoli, in corrispondenza di una grotta.

Mura ciclopiche e monumento coregico di Trasillo
Mura ciclopiche e monumento coregico di Trasillo

Il tripode in bronzo, il trofeo dato al corego vincitore, ossia l’organizzatore della gara teatrale, era posto in cima.

Successivamente, il figlio, anche lui vincitore di due gare, aggiunse i suoi tripodi e una statua di Dioniso. Quest’ultima la portò via Lord Elgin e si trova ancora al British Museum di Londra.

Sopra il monumento si trovavano anche altre tre colonne coregiche con i tripodi, delle quali solamente due sono state restaurate.

Con l’avvento del Cristianesimo, convertirono il tempio coregico in chiesa, ma bombardamenti da parte degli ottomani lo distrussero nel 1827.

Dirigendosi verso l’uscita meridionale, nelle vicinanze del Museo dell’acropoli, si scorge la chiesetta di Saint Georges Alexandrinos e sotto delle tettoie varie statue e steli rinvenute nell’acropoli.

MURA DELL’ACROPOLI

Prima di uscire dal sito è l’occasione giusta per osservare meglio le imponenti mura dell’acropoli, che risalgono a periodi diversi.

Un primo muro ciclopico lo edificarono all’incirca nel 1200 a.C. durante l’epoca micenea. Nel 480 a.C tuttavia i persiani con le loro devastazioni lo danneggiarono pesantemente.

Una prima ricostruzione la fece Temistocle, vhr utilizzò fra l’altro anche materiali di recupero dei monumenti distrutti. In seguito, un ulteriore rafforzamento lo fece Cimone, che ne approfittò per ampliare anche l’acropoli.

continua il viaggio nell’agorà atene!!

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