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DEADWOOD COSA VEDERE

DEADWOOD COSA VEDERE

Deadwood la cittadina simbolo della corsa all’oro nelle Black Hills del South Dakota, ricca di leggende e edifici in legno….

 

Stati Uniti occidentali on the road!!

DEADWOOD COSA VEDERE

La fama di Deadwood è legata alla corsa all’oro avvenuta durante il 1800. Terminato questo periodo, il suo destino sembrava ormai segnato, diventando in breve tempo una ghost town, cittĂ  fantasma, come molte altre localitĂ  del genere.

Deadwood via centrale
Deadwood via centrale

 

Verso il 1920, con i tempi che stavano cambiando, e la crisi che avanzava, la convertirono al turismo di massa, permettendole così di avere una seconda vita.

La cittĂ  di Deadwood è quindi la quintessenza del turismo, con spettacoli di cowboy, finte sparatorie per le strade, che ricordano il clima che si respirava nel suo glorioso passato. Visitare Deadwood quindi vuol dire catapultarsi ai tempi dei cacciatori d’oro, dei pistoleri, dei saloon…e della perdizione….

DEADWOOD LA STORIA

Nel 1874, nel corso della spedizione del generale Custer nelle Black Hills, che era in cerca di un luogo adatto per la costruzione di un forte militare, scoprirono casualmente l’oro. Questo episodio, e numerosi altri rinvenimenti di giacimenti d’oro, diede il via alla famosa “gold rush” corsa all’oro, che ha cambiato il destino di queste terre solitarie…

Il prezioso minerale venne trovato soprattutto in una zona, nella quale si trovavano molti alberi abbattuti. I minatori si insediarono proprio lì,e fondarono quella che è oggi Deadwood.

Con la crescita della cittĂ , sorsero anche bordelli, case da gioco e saloon. La ferrovia, costruita per trasportare gente alle miniere, permise anche l’arrivo di molti giocatori d’azzardo, pistoleri e delinquenti.

WILD BILL HICKOK A DEADWOOD

Uno dei loschi personaggi giunti con la ferrovia, fu Wild Bill Hickok, che perĂ² ebbe vita breve a Deadwood…Ci visse solamente due mesi, poichè venne ucciso, a tradimento, mentre giocava a poker, da Jack McCall, un infame omicida.

Nel mondo del gioco d’azzardo, Wild Bill Hickok viene ricordato per “la mano del morto“. Si tratta di una particolare combinazione di carte formata da una doppia coppia nera, con due assi e due otto di fiori e picche.

Quando Wild Bill Hickok morì, cadde a terra, tenendo proprio fermamente nelle mani queste carte, che contribuirono alla sua notorietĂ …La quinta carta, era ancora coperta, e varie sono le ipotesi su quale potesse essere stata; nelle varie ricostruzioni, infatti, questa carta è ogni volta diversa…

Secondo un’altra leggenda, invece, non esisteva proprio la quinta carta, perchè al momento della morte stava facendo un cambio di carta….

Il momento esatto della morte di Hickok è accuratamente riprodotto anche al museo di Deadwood. Nonostante Hickok fosse stato un poco di buono, a Deadwood sono molti i busti che lo raffigurano…per la gioia dei turisti..

CALAMITY JANE

Un altro personaggio passato alla storia di Deadwood fu Calamity Jane, la prima donna pistolera, che amava vestirsi con abiti maschili, cavalcare cavalli, fumare e bere nei saloon…

Fra le sue avventure, una racconta la probabile origine del suo soprannome  “Calamity”. Accade, infatti, che partecipĂ² al salvataggio di un capitano dell’esercito, rimasto ferito. In seguito a scontri armati la pistolera perĂ² non fu mai colpita. Per questo motivo, il capitano ne fu meravigliato, e volle chiamarla “calamitĂ “.

MOUNT MORIAH CEMETERY

Dal centro di Deadwood, una ripida strada raggiunge il Mount Moriah Cemetery, famoso per essere il luogo di sepoltura di Wild Bill Hickok, “Calamity Jane e altri personaggi storici.

La tomba di Wild Bill Hickok è caratterizzata dal busto in bronzo su un piedistallo. I suoi ammiratori e appassionati delle storie western, lasciano spesso monete accompagnate dalla combinazione di carte, che Hickok teneva in mano al momento della morte, forse come segno di portafortuna.

La vicina tomba di Calamity, invece, è un po’ piĂ¹ trascurata. Forse, fu proprio lei a volere essere sepolta accanto a Wild Bill, del quale era innamorata, ma non corrisposta.

Dall’alto di questo colle, è possibile vedere una vista panoramica sul centro di Deadwood, e godere di un momento di tranquillitĂ  in mezzo alla natura.

PROSTITUZIONE E GIOCO D’AZZARDO

Ai tempi della Gold Rush, arrivarono molti minatori, ma molti treni trasportarono anche giocatori d’azzardo e prostitute. La cittĂ  era quindi un vero e proprio covo del peccato, e lo è stato fino al 1980 quando l’ultimo bordello chiuse i battenti, nonostante le proteste di una piccola parte della comunitĂ .

Il gioco d’azzardo è invece tuttora in vigore, e costituisce uno dei pilastri dell’economia di Deadwood. In ogni angolo della cittĂ  si trovano slot machines, compresi gli alberghi.

Decine di sale gioco e casinĂ² sparsi soprattutto lungo la Main Street, ognuno con una propria ambientazione, attraggono giocatori con spettacoli e attrazioni di vario genere.

Questi luoghi sono aperti sette giorni su sette e 24 ore al giorno. Molti resort organizzano concerti e dispongono di grandi shopping mall, ristoranti e locali per tutti i gusti.

DAYS OF ’76 MUSEUM

Il museo che forse rappresenta meglio la storia di Deadwood è il Days of ’76 Museum. L’origine del museo si deve al una manifestazione che si chiama appunto “The days of ’76 celebration“, una rievocazione storica in costume, che celebra i personaggi e le persone comuni, che hanno permesso la resurrezione di  Deadwood.

Questa parata è un evento, che si tiene a luglio di ogni anno, e richiama migliaia di persone da tutto il mondo.

Gli oggetti e i costumi utilizzati in ogni rievocazione, sono stati raccolti in un deposito che si è trasformato in questo variegato museo. All’interno quindi è possibile vedere mostre con decine di carri, vagoni e veicoli di ogni genere, riproduzioni di edifici, fotografie storiche della cittĂ . Pannelli informativi e interattivi coinvolgono i visitatori e rendono ancor piĂ¹ interessante la visita.

TOUR GUIDATI A DEADWOOD

Interessanti tour guidati permettono di conoscere ancor meglio Deadwood. Ce ne sono di ogni genere, a piedi, con i bus, a tema e così via. Fra i principali:

  • il Broken Boot Gold Mine conduce i visitatori nei tunnel di una miniera localizzata sopra Deadwood.
  • Deadwood Historic Tours per un giro turistico a Deadwood e i suoi dintorni e scoprire la sua storia.
  • Historic Adams House costruita nel 1892 da due pionieri in stile Queen-Anne, è stata spesso utilizzata per pranzi d’affare di personalitĂ  facoltose del tempo della corsa all’oro.
  • Historic Street Shows & Stage spettacoli sulla Main Street, che raccontano episodi storici.

TATANKA LA STORIA DEI BISONTI

Uscendo da Deadwood, a un km e mezzo verso nord, si trova il monumento di Tatanka: la storia del bisonte, voluto da Kevin Kostner, che proprio in queste terre girĂ² il famoso film “Balla coi lupi“.

Il sito riproduce 14 bisonti in bronzo di dimensioni reali, attaccati da tre indiani, inoltre vi si trova un piccolo museo dove vedere un filmato con Kevin Kostner, che spiega il motivo per cui ha voluto questa scultura.

I BISONTI AMERICANI

Secondo gli indiani Lakota, il tatanka era il bisonte, la grande bestia, per loro sacra. Su questo animale basavano infatti la loro intera esistenza. Dai bisonti ricavavano il cibo per vivere, le pelli per i vestiario e le tende, gli strumenti per la caccia. Erano anche una fonte di ispirazione per le credenze indiane… e vivevano quindi in simbiosi con questi bestioni…

I “buffalo” come vengono chiamati in America, derivano dagli antichi bisonti che si sono evoluti dagli animali preistorici, giunti in queste grandi pianure durante le varie ere geologiche, per cui è piĂ¹ giusto chiamarli bisonti…

ESTINZIONE DEI BISONTI

Prima dell’arrivo dei bianchi, alcune stime dicono che su queste grandi pianure americane vivessero 60/70 milioni di bisonti. Gli anni dal 1830 al 1860 furono interessati da una caccia forsennata a questi animali, che li portĂ² quasi all‘estinzione. Ne rimasero forse un migliaio, e grazie a gente lungimirante, molti sono stati salvati e protetti.

I bisonti furono cacciati principalmente per le pellicce e la carne, ma soprattutto per liberare le terre e permettere l’espansione coloniale verso l’ovest, con il passaggio della ferrovia.

Attualmente il numero dei bisonti è risalito a 400 mila unitĂ , e si trovano soprattutto nei parchi, nelle riserve e nei ranch…è proibito cacciarli liberamente, ma vengono comunque abbattutti dai proprietari terrieri che li allevano.

La carne dei bisonti somiglia a quella di manzo, con un colore rosso scuro e senza  marezzatura. E’ inoltre ricca di proteine ed è povera di grassi…

STURGIS

Un località molto famosa nelle Black Hills, soprattutto per gli appassionati delle due ruote, è sicuramente la cittadina di Sturgis, a circa 25 km a est di Deadwood.

Lo Sturgis Motorcycle Rally si tiene ogni anno in agosto e dura dieci giorni, durante i quali arrivano oltre mezzo milione di appassionati con le loro due ruote. Spettacoli, corse, eventi animano le strade di Sturgis in ogni momento.

BEAR BUTTE

Tuttavia, non sono state poche le proteste da parte degli indiani Lakota e Sioux, che hanno visto minacciata la loro montagna sacra. Bear Butte, a pochi km da Sturges, è stata spesso teatro di episodi poco rispettosi a causa dell’alto consumo di alcool da parte dei centauri.

Per gli indiani invece è il luogo di pellegrinaggio per eccellenza, fin dai tempi antichi. Qui vi si sono recati anche Nuvola Rossa, Cavallo Pazzo e Toro Seduto, e lungo il percorso vengono lasciati oggetti in dono per gli dei indiani.

La collina, dalla particolare conformazione, si è creata con il sollevamento del terreno causato da infiltrazioni si materie magmatiche provenienti dagli strati inferiori, lo stesso pocedimento che ha interessato Devil’s Tower…

DEADWOOD AL CINEMA

Il cinema americano non si è certo fatto scappare l’occasione per ambientare e creare film e serie televisive in questa storica cittĂ , senza neppure pensarci troppo su come intitolarle….

“Deadwood” si chiamano infatti sia le pellicole cinematografiche che i serial televisivi usciti in questi anni. Le trame si basano sui personaggi e i fatti storici, magari un po’ romanzati, di questa cittĂ , che giĂ  dal nome è tutto un programma….

 

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