HomeItalia postFriuli Venezia Giulia postGORIZIA E NOVA GORICA COSA VEDERE

GORIZIA E NOVA GORICA COSA VEDERE

GORIZIA E NOVA GORICA COSA VEDERE

Gorizia e Nova Gorica due città in una….da sempre crocevia di civiltà, popoli e culture, che hanno plasmato la sua storia e il suo carattere, tanto da essere elette Capitali Europee 2025.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Vista panoramica su Gorizia

STORIA DI GORIZIA

Le terre goriziane furono abitate fin dal neolitico, ma il primo nucleo sorse in epoca romana a Salcano, ora sobborgo di Nova Gorica. Qui passava la Via Gemina, che univa Aquileia all’odierna Lubiana e controllava anche il fiume Isonzo.

Arrivarono poi altri popoli, fra cui i Longobadi e Franchi, tuttavia il nome di Gorizia apparve per la prima volta in un documento del 1001.

Questo accadde quando l’imperatore romano Ottone III donò metà del castello e il territorio di Salcano al Patriarca Giovanni II, mentre l’altra metà andò ai conti del Friuli.

L’ultimo erede di questo casato fu Leonardo, ma non avendo successori tutto passò agli Asburgo. Tale rimase, nonostante i conflitti con la Serenissima e Napoleone, fino al 1918.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Vista panoramica dalle mura del castello

EPOCA ASBURGICA E LE GUERRE

Gorizia subì una grande trasformazione in particolare nel periodo della regina Maria Teresa, quando prese il nomignolo di “Nizza austriaca“.

Risalgono a questo periodo i grandi palazzi signorili, sopravvissuti alle guerre e restaurati, che donano alla città la sua atmosfera mitteleuropea.

La lingua predominante divenne però il tedesco, così cominciarono a manifestarsi problemi di identità nazionali italiane e slovene. Nacquero movimenti irredentisti per la creazione dell’unità territoriale.

Nel 1866 venne tracciato il confine del Regno d’Italia proprio nella città di Gorizia. Ci furono restrizioni alle libertà e nei settori economici e sociali, in mano alla popolazione slovena.

Allo scopo di annettere tutte le terre abitate dalle etnie italiane, ma ancora sotto il controllo degli Asburgo, nel 1915 scoppiò la guerra. Gorizia si trovò proprio al centro del fronte, per cui venne bombardata e rasa al suolo.

L’ascesa del Fascismo bandì la lingua slovena e le associazioni politiche, culturali ed economiche slovene, così molti abitanti emigrarono. Le leggi razziali colpirono però gli ebrei e anche i partigiani, che vennero mandati nei campi di sterminio.

CONFINE A GORIZIA

Nel 1947, con la fine della seconda guerra mondiale, il confine fra Italia e Slovenia venne segnato con la linea Morgan. Un lungo muro in cemento con una ringhiera separò intere famiglie.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Confine Italia Slovenia

Nel 2004, l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea lo ha simbolicamente rimosso, per far posto alla Piazza Transalpina. In ogni caso, solamente con l‘entrata nell’area Schengen, avvenuta il 21 dicembre del 2007, il confine è stato definitivamente abbattuto.

NOVA GORICA

La separazione dei territori italiani da quelli sloveni, che a quel tempo erano Jugoslavi, ha significato anche la divisione della città di Gorizia.

I suoi quartieri più orientali, posti dopo la linea ferroviaria Transalpina, si ritrovarono senza un punto di riferimento e un centro amministrativo.

Il governo comunista di Tito edificò immediatamente enormi costruzioni in cemento, tipiche dell’architettura sovietica, in netta contrapposizione con quelle italiane, marcatamente capitaliste.

In totale contraddizione con la politica dello stato e quasi un decennio prima della dissoluzione della Jugoslavia, che portò alla nascita della Slovenia nel 1991, a Nova Gorica aprirono però i primi casinò…

Attualmente queste “case da gioco” rappresentanto una delle principali “attrattive” di Nova Gorica, con giocatori che arrivano dall’Austria e dall’Italia.

Un paio di musei testimoniano ancora le difficoltà di vita degli abitanti di questa parte del territorio.

Il Museo del Lasciapassare è organizzato nella ex dogana del valico Rafut in territorio italiano. Racconta con testimonianze video e oggetti la vita di chi si è trovato in territorio yugoslavo.

Il Museo sul confine di Nova Gorica o del contrabbando raccoglie una serie di oggetti proibiti in Yugoslavia al tempo di Tito. Gli abitanti importavano di nascosto bibite, medicine, testi di letterature, jeans e caffè….gli italiano a loro volta importavano grappa, sigarette e carne.

STAZIONE FERROVIARIA TRANSALPINA

Dal lato culturale, invece, molto interessante è la Stazione ferroviaria Transalpina, inaugurata nel 1906 da Francesco Ferdinando per collegare Trieste con l’Europa centrale. In particolare con l’attuale Repubblica Ceca, a quel tempo parte dell’impero austro-ungarico.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Stazione Transalpina Nova Gorica

In una sala della stazione, che ha mantenuto la sua atmosfera retrò, è presente un piccolo museo. Oltre a cimeli, medaglie, manifesti vi è esposta anche la grande stella rossa, appesa sulla facciata della stazione al tempo di Tito.

Decora la piazza un mosaico pavimentale, che rappresenta due cerchi concentrici formati da materiali differenti.

Il circolo maggiore composto di tozzetti di marmo formano fasce alternate e includono inserti in acciaio, che costituivano il precedente confine. Il disco minore di ciottoli contiene la placca metallica, che regala l’ebrezza di mettere un piede in Italia e l’altro in Slovenia.

Il percorso pedonale costeggia i binari e prosegue con installazioni artistiche e una storica locomotiva.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Confine italo-sloveno

COLLE DELLA CASTAGNEVIZZA

In territorio sloveno non mancano le grandi aree verdi, come ad esempio il Bosco Panovec, disseminato di sentieri immersi nella natura.

Il colle panoramico della Castagnevizza ospita invece un bel monastero francescano, che comprende un’antica biblioteca, con volumi e manoscritti preziosi, e un bel giardino di rose bourbon. Nella cripta sono situati anche i sarcofagi di pietra degli ultimi Borboni di Francia.

In seguito alla Rivoluzione francese del 1830, il sovrano Carlo X e i suoi familiari scelsero infatti di esiliarsi all’estero. L’ultimo periodo lo trascorsero proprio a Gorizia, ospiti nel palazzo del conte Coronini.

PARCO RAFUT E VILLA LASCIAC

Un’altra area verde di Nova Gorica è il Parco Rafut nel quale è presente anche la villa in stile neo-orientale dell’architetto Anton Lascak o Antonio Lasciac. Nato a Gorizia alla fine dell’Ottocento, studiò architettura e lavorò a lungo al Palazzo Reale del Cairo in Egitto.

Al suo rientro in Italia, nel 1907 acquistò una parte del parco Rafut e costruì la sua villa liberty dalle influenze arabeggianti. La caratterizza in particolar modo la torretta, alta 28 metri, che richiama le forme di un “minareto“.

Il parco si sviluppa ai piedi dell’omonimo colle, il cui nome in tedesco significa probabilmente “rami secchi“. In passato i Goriziani erano soliti procurarsi la legna per scaldarsi. Numerose sono le specie esotiche, impiantate alla fine dell’Ottocento, fra cui cedri, querce e cipressi.

Sentieri, scalinate, punti panoramici, angoli suggestivi sono stati  arricchiti con percorsi che regalano esperienze immersive appositamente create in occasione di GO!2025.

PONTE DI SALCANO

Il Ponte ferroviario di Salcano, che scavalca il fiume Isonzo, fu costruito inizialmente nel 1906 per la linea ferroviaria Transalpina. Distrutto durante la prima guerra mondiale, quello oggi visibile risale al 1927, che è considerato il ponte in pietra ad arco più grande del mondo.

A breve distanza si trovano anche una passerella per ciclisti e pedoni e un ponte stradale, dal quale si pratica il bungee jumping, ma nel fiume anche il kajak.

CENTRO STORICO DI GORIZIA

La città di Gorizia è nota soprattutto per il castello medievale sul colle, ben visibile a 360° gradi. Fu il primo nucleo cittadino, che fra le sue mura comprendeva infatti anche un borgo.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Vista su Piazza Vittoria e il Castello di Gorizia

PIAZZA VITTORIA GORIZIA

Il centro storico di Gorizia non è molto esteso ed è raccolto sotto la collina, dalla quale scende Via Rastello.

Questa stretta via pedonale leggermente tortuosa costituisce è una delle più suggestive del centro storico. Prende il nome dal “cancello” che delimitava un tempo l’area del castello dalla campagna circostante.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Via Rastello Gorizia

Gli edifici storici che la fiancheggiano sono anche molto antichi, e lo dimostrano le vecchie insegne delle botteghe artigiane, chiuse ormai da tempo.

Via Rastello termina sull’ampia Piazza Vittoria, dalla forma triangolare. In sloveno prende il nome di “Travnik” ossia “prato“. Fino al Settecento infatti si trattava di un’area verde, sulla quale si affacciavano ancora pochi palazzi e negozi, contrariamente a oggi.

CHIESA SANT’IGNAZIO DEI GESUITI

La costruzione della Chiesa di Sant’Ignazio, portò alla pavimentazione della piazza. Venne abbellita poi con la Fontana del Nettuno, che costituì una delle prime fonti di acqua potabile per gli abitanti. Questa fontana, inoltre, voleva simboleggiare i tre fiumi del goriziano, Isonzo, Corno e Vipacco.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Chiesa di Sant’Ignazio

Consacrata nel 1767, la chiesa presenta uno stile barocco dalle influenze italo-austriache. Ciò è ben evidente nelle due torri campanarie, che culminano con cupole a cipolla rivestite di rame.

La volta a botte della navata centrale è decorata con bellissimi affreschi, e molto scenografica è anche la pavimentazione a scacchi bianchi e marroni chiari. Le cripte nei sotterranei ospitano sepolture di Gesuiti e di famiglie benestanti dell’epoca.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Interno della Chiesa di Sant’Ignazio

Sulla piazza, oltre ad essere presente la Colonna di Sant’Ignazio, è situata la cinquecentesca Casa Torriana, attuale sede della Prefettura.

Nel Settecento, qui soggiornò anche Giacomo Casanova, lo fece in occasione del suo viaggio in queste terre, ricordato anche nelle sue “Memorie“.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Piazza Vittoria Fontana del Nettuno

GALLERIA BOMBI GORIZIA

Dalla Piazza Vittoria si accede anche alla Galleria Bombi, un tunnel lungo 300 metri, scavato proprio sotto la collina del castello.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Galleria Bombi a Gorizia

La prima volta che pensarono alla sua realizzazione fu nella seconda metà dell’Ottocento. Lo scopo era raggiungere il mercato degli animali presso il colle Rafut.

Gli scavi iniziati nel 1943 terminarono solamente nel 1950, a causa della guerra, ma fortunatamente in questo periodo servì come rifugio antiaereo. La galleria prende il nome da Giorgio Bombi, che fu prima podestà e poi sindaco di Gorizia e poi anche senatore nel 1920.

In occasione dell’elezione di Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025, è stato allestito all’interno della galleria la DAG, Digital Art Gallery. Si tratta di un’installazione dell’artista turco Refik Anadol, noto a livello internazionale per aver esposto anche al MOMA di New York e al Sphere di Las Vegas.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
DAG Digital Art Gallery

L’esperienza immersiva con luci LED e suoni, si sviluppa su un percorso di 100 metri. Forme fluide realizzate dall’Intelligenza Artificiale, basate su modelli oceanici, botanici e atmosferici regalano ai visitatori emozioni e suggestioni.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Installazione artistica Galleria Bombi

GHETTO EBRAICO DI GORIZIA

Come molte città europee, anche Gorizia ha avuto un ghetto ebraico, concentrato nell’area dell’attuale Via Ascoli, in passato Contrada San Giovanni, per la presenza di una chiesa.

Le prime testimonianze dell’esistenza di una comunità ebraica a Gorizia risalgono al XIII secolo. Le loro attività di “prestito”, spinsero man mano le autorità ad attuare restrizioni e divieti.

Nel 1692 fu l’imperatore Leopoldo I che istituì il ghetto, chiuso la sera con cancelli. La situazione rimase tale fino all’arrivo delle truppe napoleoniche nel 1812, quando fu abolito.

Le condizioni di vita degli ebrei non migliorarono molto, in quanto le loro libertà ebbero periodi alterni. L’arrivo del nazismo, fra il 1943 e 1944, significò per loro la deportazione nei campi di concentramento.

Dove un tempo erano presenti le abitazioni, le botteghe e i laboratori ebraici, soprattutto tessili, poco è rimasto. L’antica strada del ghetto è ora dedicata a Graziadio Isaia Ascoli, che fu linguista e anche senatore del Regno d’Italia.

In un giardino nei pressi della sinagoga viene ricordato anche il piccolo Bruno Farber, un neonato di tre mesi e 19 giorni, che testimonia ancora una volta la ferocia e le atrocità di quel regime.

SINAGOGA DI GORIZIA

L’edificio ebraico più rappresentativo di Gorizia non può che essere la sinagoga. Edificata in origine nel 1756, venne distrutta durante le guerre mondiali, per poi essere ristrutturata nel corso del tempo.

In passato risultava nascosta in mezzo ai palazzi, man mano demoliti, per cui è ora ben evidente dalla strada.

La facciata è caratterizzata da due ingressi ad arco, un rosone con la rappresentazione interna della stella di Davide. Piccoli archi ciechi decorano la parte superiore in corrispondenza del tetto a capanna, che culmina con la scultura delle Tavole della Legge.

Nel cortile, una lapide ricorda i nomi di tutti gli ebrei deportati nei campi di sterminio. Il primo ambiente in cui si entra è quello dove in passato si svolgevano le funzioni del sabato, ma usato anche come scuola, ma è ora un museo.

MUSEO DELLA GERUSALEMME SULL’ISONZO

La sala con volte a crociera e quattro colonne, ospita ora il Museo della Gerusalemme sull’Isonzo, incentrato sulla storia del ghetto di Gorizia.

Lo spazio adiacente è dedicato al filosofo, pittore e caricaturista di fine Ottocento, Carlo Michelstaedter, morto in giovane età dopo essersi suicidato. Gorizia lo ricorda con la sua statua bronzea posta alla fine di Via Rastello, verso la salita al castello.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Statua di Carlo Michelstaedter

La visita alla sinagoga procede con il corridoio dove sono collocati due lavabi per le abluzioni. Una bella scalinata conduce al matroneo della sala di culto principale, sulla quale pendono due lampadari in ferro battuto.

La sottostante sala principale presenta ampie finestre, un bel pavimento dai riquadri di marmo bianco e nero, i banchi sui lati. Alle due estremità si trovano il tabernacolo delle sacre scritture, con balaustra in ferro battuto e il pulpito in legno.

Nel giardino dedicato al piccolo Bruno Farber è posizionato ancora il cancello settecentesco di ferro, che chiudeva il ghetto. Un altro luogo toccante è il cimitero ebraico di Valdirose, questo però in territorio sloveno, a pochi passi dal confine.

Il quartiere ebraico è segnato da oltre 25 “pietre d’inciampo”, che ricordano gli ebrei goriziani deportati nei lager.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Campanile del Duomo

PIAZZA SANT’ANTONIO GORIZIA

A poca distanza dal Duomo di Gorizia, Piazza di Sant’Antonio ricorda l’antica chiesa, della quale è rimasta solo un lato del porticato dell’antico chiostro.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Porticato di Piazza Sant’Antonio

Sotto le arcate trovano posto ora locali e ristoranti, ma anche la Cappella di Sant’Antonio. Oltre all’antico pozzo, attorno sono situati anche il Palazzo dei conti di Strassoldo, trasformato in albergo, e il Palazzo dei Baroni Lantieri.

PALAZZO LANTIERI GORIZIA

Le origini del Palazzo Lantieri risalgono al 1200, quando fu inizialmente una torre di guardia con il ponte levatoio, che proteggeva le mura medievali della parte orientale della città.

Ampliato successivamente, divenne una foresteria per gli ospiti del conte di Gorizia, che partecipavano alle battute di caccia e a tornei cavallereschi. Verso il 1500 passò in mano alla famiglia Lantieri, che ospitò personaggi illustri, sovrani, intellettuali e artisti di ogni epoca.

GORIZIA LA NIZZA ASBURGICA

La città è disseminata di storici palazzi di epoche diverse, soprattutto dell’Ottocento e del primo Novecento.

Fu in questo periodo che la città si fece conoscere con l’appellativo di “Nizza asburgica” e divenne un luogo di villeggiatura, anche per il clima salubre e temperato, i giardini e il contesto mitteleuropeo.

Realizzarono ville, alberghi e aree verdi, che nonostante le guerre, tuttora abbelliscono il centro storico goriziano.

PALAZZO ATTEMS PETZENSTEIN

Uno degli edifici più grandiosi è Palazzo Attems Petzenstein, voluto dalla nobile famiglia Attems a metà Settecento.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Museo nel Palazzo Attems-Petzenstein

La parte centrale della facciata neoclassica si sviluppa su tre piani, con un balcone e lo stemma di famiglia in corrispondenza del portone di ingresso.

Una balaustra con statue decora la sommità piatta, anche delle due ali laterali, che racchiudono un giardino all’italiana.

Decorato con aiuole, piante, elementi lapidei, il giardino comprende anche la Fontana dell’Ercole, che in origine si trovava davanti al palazzo. Gli spazi interni mostrano stucchi e affreschi ai soffitti, e una bella scalinata che sale al piano nobile.

Risalta lo stile rococò ,con affreschi come la Stanza delle Metamorfosi di Ovidio e il Salone d’onore con gli Dei dell’Olimpo.

A partire dal 1900, l’edificio è divento la sede della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia. Le sale del piano terra espongono opere di artisti regionali cronologicamente, dalla metà del Settecento alla metà del Novecento.

Sono rappresentate correnti astrattiste, futuriste e della secessione viennese, caricaturisti e ritratti, fra cui quelli del goriziano Giuseppe Tominz.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Palazzo Attems-Petzenstein dipinto futurista

Nel piano nobile vengono organizzate invece esposizioni temporanee, che ottengono sempre molto successo di pubblico. Una di queste è la mostra “Back to Peace”,dedicata alle fotografie dei fotografi dell’agenzia Magnum, fondata da Robert Capa nel 1947.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Mostra al Palazzo Attems-Petzenstein

MUSEO DI SANTA CHIARA

Un altro luogo di cultura goriziano è il Museo di Santa Chiara, che ha preso il posto nell’ex convento delle clarisse. Questa struttura religiosa venne eretta nel Settecento per le figlie dei nobili avviate alla vita monastica.

Trasformato nel tempo anche in caserma e magazzino militare, venne distrutto durante la guerra. Ristruttato ospita in parte la sede universitaria ma soprattutto interessanti mostre temporanee.

A pochi passi è possibile raggiungere la Biblioteca Statale Isontina posta all’interno dello storico Palazzo Werdenberg.

In questa costruzione settecentesca è presente un loggiato su due livelli su un porticato alla base, con pilastri in pietra.

Molto bello è anche lo scalone con balaustra in legno, sovrastata da un soffitto decorato con stucchi. L’edificio ospita spesso eventi e mostre temporanee.

PALAZZO CORONINI CRONBERG

Risale al 1500 il Palazzo Coronini Cronberg. Quando venne edificato nel periodo asburgico consisteva più che altro in una casa-fortezza, che a quel tempo era in un’area isolata, chiamata Grafenberg.

La struttura venne modificata successivamente dai conti di Strassoldo, che le diedero l’attuale impostazione, aggiungendo anche la chiesetta.

Nel 1820 il conte Michele Coronini Cronberg acquistò la proprietà e la ingrandì con un altro fabbricato. Nel palazzo soggiornarono varie personalità di spicco, fra cui il re borbone Carlo X.

Quest’ultimo, tuttavia, ebbe un soggiorno molto breve, in quanto morì di colera nemmeno un mese dopo il suo arrivo. Le sue spoglie riposano ora presso il Monastero di Castagnevizza assieme a quelle dei suoi più stretti familiari.

Gli interni del palazzo le stanze hanno mantenuto gli arredi originali, tappetti, mobili, dipinti, porcellane, stampe e disegni e collezioni di famiglia.

Si possono ammirare anche le “teste di carattere” di Franz Xaver Messerschmidt, realizzate nel XVIII secolo. Lo scultore tedesco si rappresentò mentre faceva le smorfie, per scacciare i demoni che lo tormentavano.

Completa la visita anche il parco all’inglese, con suggestivi scorci paesaggistici, scalinate, terrazzamenti, elementi architettonici, statue e fontane.

Il Palazzo Coronini Cronberg, restaurato dopo le devastazioni delle guerre mondiali, quando lo occuparono truppe italiane, tedesche, soldati partigiani e gli Alleati, è gestito ora a una fondazione.

CASTELLO KROMBERK

Dei conti di Coronini fu anche il castello di Kromberk, un’elegante dimora rinascimentale, utilizzata come residenza estiva.

Situato ora in suolo sloveno e in posizione panoramica sulla vallata, il palazzo arredato ospita un museo con mostre permanenti e temporanee, incentrate sull’arte e le tradizioni.

Distrutto da incendi e bombardamenti, questo edificio con quattro torrioni quadrati agli angoli, è stato poi ricostruito. Giardini e vigneti lo circondano e donano ancora l’antica atmosfera di un tempo.

PALAZZO ATTEMS SANTA CROCE

Risale al 1740 Palazzo Attems Santa Croce, che dall’inizio del Novecento costituisce la sede del Municipio di Gorizia. Il suo aspetto neoclassico è il risultato di rimaneggiamenti operati nel corso del tempo.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Palazzo del Municipio di Gorizia

La facciata centrale, scandita da lesene con capitello ionico, è caratterizzata da un ampio timpano con al centro l’orologio.

Molto particolare è l’atrio, con ampie volte, dal quale si accede direttamente al parco. La facciata retrostante mostra invece una loggia settecentesca, chiusa successivamente da vetrate.

Il parco all’italiana settecentesco ha acquisito in seguito forme romantiche, decorato con elementi architettonici, sentieri, piante esotiche, boschetti.

Oltre al tempietto circolare posto in mezzo al prato, ma che in passato era posizionato su una collina artificiale, nel parco figurano anche la statua di Diana cacciatrice e della Lupa in bronzo.

Questo giardino si è notevolmente ridotto rispetto all’origine, questo per le successive costruzioni che si sono aggiunte tutte attorno.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Giardino Palazzo Attems-Santa Croce

PARCO DELLA RIMEMBRANZA DI GORIZIA

Sorto su un antico cimitero, il Parco della Rimembranza commemora principalmente i volontari goriziani, che si arruolarono nella Prima Guerra Mondiale.

Inaugurato nel 1929, questo monumento consisteva in un tempietto in pietra, che riprendeva le forme della Tomba di Lisicrate in Grecia. Nove colonne sostenevano la cupola, rivestita all’interno con mosaici che illustravano la storia di Gorizia. La circondava inoltre un fregio con allegorie della vita e della civiltà.

Nel 1944, tuttavia, i nazionalisti sloveni fecero saltare in aria il monumento, lasciando il cumulo di macerie, rimaste tale come ricordo dell’atto terroristico.

Il Parco della Rimembranza conserva anche altri monumenti, come quello dedicato agli Italiani deportati e uccisi dagli Yugoslavi di Tito, durante la seconda guerra mondiale.

GIARDINO PUBBLICO DI GORIZIA

Sorto nel 1863 su un terreno agricolo, a quel tempo molto più vasto, poi ridotto per motivi di viabilità, il Giardino Pubblico di Gorizia è un luogo molto amato dagli abitanti.

Nella bella stagione è il luogo ideale dove rilassarsi, ma anche a rinfrescarsi all‘ombra degli imponenti alberi. Nel parco sono presenti una bella fontana in ferro battuto, monumenti e una stazione meteorologica di fine Ottocento ancora funzionante.

Su un lato si raggiunge Piazza Cesare Battisti, ora parcheggio, ma che ricorda il bersagliere Enrico Toti. La statua lo ritrae senza una gamba e con in mano la stampella, che gettò contro gli Austriaci.

MERCATO CENTRALE DI GORIZIA

A pochi passi dal Parco pubblico si trova il mercato centrale di Gorizia, una struttura eclettica realizzata nel 1927. Venne eretto in sostituzione del precedente, distrutto durante la prima guerra mondiale, che si trovava però al posto dell’attuale Palazzo delle Poste.

La parte centrale del mercato in cemento armato, presenta una navata a volta con sezioni ribassate piane ai lati. Delimitano questa struttura edifici non simmetrici in mattoni a vista, con inserti in maiolica, che richiamano lo stile liberty.

Un tempo separati dal corpo centale, sono ora uniti con coperture trasparenti. Il mercato centrale è molto animato durante le ore di punta. Le bancarelle offrono una vasta scelta di prodotti locali, frutta, verdura, carne e pesce.

Particolare è la “rosa di Gorizia“, un radicchio che ricorda la forma di una rosa di colore rosso intenso, con striature gialle, e che risulta molto croccante. Attorno al mercato centrale sono presenti anche botteghe e altre attività commerciali.

CUCINA GORIZIANA

Per comprendere la storia della cucina goriziana basta ammirare il dipinto che Hugo Charlemont fece nel 1895 per il conte Coronini, allora presidente della Società Agraria Imperiale.

L’opera di questo artista molto rinomato all’epoca, è esposta nel Museo Provinciale di Palazzo Attems Petzenstein.

Il quadro raffigura la frutta tipica del goriziano, allora molto apprezzata in tutta Europa. Le varietà includevano susine, mele, pere, lamponi, pesche, limoni, noci, castagno, uva, zucche, ma anche cereali.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Dipinto con i frutti goriziani

Con i loro profumi, sapori e colori contribuirono alla fama di Gorizia. Particolarmente pregiata è la ciliegia del Collio goriziano, che si celebra anche con iniziative e feste locali.

Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Ciliegie goriziane

La cucina goriziana è il risultato di varie contaminazioni gastronomiche, culture che sono passate in questo territorio, da quelle slave, mitteleuropee, veneziane, ebraiche e anche dai paesi mediterranei, tramite i mercanti.

Fra i piatti più noti della regione ci sono:

  • Jota una minestra a base di fagioli rape inacidite.
  • Gnocchi agrodolci di semolino ripieni di susine e cosparsi di burro fuso e cannella.
  • Presnitz o gubana goriziana, un rotolo di pasta sfoglia a forma di chiocciola, con ripieno di cioccolato, spezie, frutta secca e rum.
  • Frittate con le erbe, con asparagi o germogli di luppolo selvatico.
  • Guslash accompagnato con gnocchi di pane.
  • Altri dolci sono le Palacinke ossia crepes dolci, e la Pasta Crema, una crema pasticcera compatta in mezzo a due sfoglie croccanti.
Gorizia Nova Gorica cosa vedere
Pasta Crema

PALAZZO DELLE POSTE DI GORIZIA

Situato di fronte al Museo di Santa Chiara, il Palazzo delle Poste mostra forme razionaliste tipiche degli anni Trenta del Novecento.

Realizzato in mattoni a vista e pietra per il colonnato e le finestre, si distingue anche per la squadrata torre dell’orologio.

Custodisce all’interno il grande mosaico raffigurante “San Cristoforo” di Matilde Festa, moglie del famoso architetto e urbanista Marcello Piacentini.

Molte altre sono le opere artistiche che decorano gli spazi interni, fra cui gli affreschi nella scalinata della torre.

VALLETTA DEL CORNO

Il Parco della Valletta del torrente Corno costituisce un’altra area verde di Gorizia. Fino al 1920, la sezione verso il torrente costituiva la parte inferiore del Giardino pubblico, posto in mezzo a prati e pascoli.

Costituisce un vero e proprio polmone verde cittadino vista la sua estesione. E’ il luogo ideale dove praticare sport, grazie a sentieri pedonali e ciclabili, ponticelli, aree attrezzate e quella per gli amanti dello skatebord.

La valletta prende questo nome per la sua origine alluvionale, dato che è stato proprio il torrente Corno a segnarla nel corso del tempo, con il trascinamento di pietre e massi. Nella zona è presente anche un ottimo e comodo camper service.

PARCO BASAGLIA

Gli edifici dell’ex ospedale psichiatrico di Gorizia vennero aperti nel 1911 sotto l’allora impero asburgico.

Già all’epoca fu un’opera architettonica rivoluzionaria, che contemplava una nuova concezione di cura dei malati. I padiglioni erano infatti separati gli uni dagli altri e circondati dalla vege,tazione, che contribuiva al benessere psichiatrico dei pazienti.

Distrutto dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, il manicomio fu riaperto nel 1933, ma nel 1961 arrivò a dirigerlo Franco Basaglia.

Fu lui ad attuare cure alternative più umane, eliminando l’elettroshock, fino ad allora utilizzato. Ispirò inoltre la norma che prende il suo nome, promulgata nel 1978, che portò alla definitiva chiusura dei manicomi.

I pazienti, che fino ad allora avevano vissuto come reclusi lontani dalla società, ebbero nuovamente i loro diritti come persone.

Le strutture ospitano ora ospedali, sedi universitarie, di associazioni di volontariato, orti comuni. Il parco è molto piacevole, disseminato di alberi e specie arboree.

DINTORNI DI GORIZIA

A pochi km dal centro di Gorizia si possono raggiungere ulteriori interessanti destinazioni sia di carattere storico che naturalistico.

GIARDINO VIATORI A PIUMA

Lasciata Gorizia e superato il ponte di Piuma sull’Isonzo, si raggiunge il Giardino Viatori, un parco creato da Luciano Viatore appassionato di botanica.

Alla sua scomparsa avvenuta nel 2014, il giardino è passato a una fondazione, che se ne prende cura e organizza le visite guidate.

Nel parco si trova anche Villa Viatori, che costituisce più che altro un punto informativo sul progetto di Viatori, il tutto attraverso installazioni multimediali.

Dalla bella veranda si ammira il prato antistante che costituisce anche un belvedere sulla città di Gorizia, il fiume Isonzo e le montagne circostanti.

Il parco si sviluppa sulla collina e si ispira ai giardini all’inglese ottocenteschi, con elementi naturali distribuiti su tre livelli, collegati da scalinate e passerelle.

Vi si possono amminare piante autoctone, collezioni di azalee, rododendri, rose, camelie, magnolie, che danno il loro meglio durante le fioriture.

Particolare è il laghetto artificiale con le ninfee, ricavato da un cratere scavato da un ordigno esploso durante la guerra.

SACRARIO DI OSLAVIA

Posizionato sul monte Calvario, il Sacrario di Oslavia venne inaugurato nel 1938 per commemorare i soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale nel territorio circostante.

Il monumento di epoca fascista è formato da una torre centrale collegata con corridoio sotterranei a altre tre minori, che formano un triangolo. Le cripte e i loculi conservano le spoglie di 57.000 soldati, la maggior parte dei quali ignoti.

La Campana Chiara donata da combattenti e soldati mutilati suona ogni sera all’ora del tramonto.

CONSIDERAZIONI FINALI

Gorizia è uno scrigno di tesori artistici e naturali, e con la sua storia millenaria costituisce una destinazione culturale che vale la pena approfondire.

Discreta e lontana dal turismo di massa, regala ai visitatori una splendida esperienza di viaggio in ogni stagione.

La sua tradiziona culinaria e gli svariati eventi che vi si tengono nel corso dell’anno rappresentano senz’altro un’ottima occasione per volerla visitare.

Please follow and like us:

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Chi sono

Cerca

Social

Tag

Instagram