MUSEO SARTORIO COSA VEDERE TRIESTE
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Museo Sartorio è uno storico palazzo che vale la pena visitare quando si arriva a Trieste. Oltre ai più famosi musei come il Museo Revoltella e i castelli di San Giusto e di Miramare, questa residenza è sicuramente una bella scoperta.

STORIA DEL MUSEO SARTORIO
Durante il periodo medievale, il luogo sul quale si trova ora il Museo Sartorio, era occupato da edifici religiosi, e per questo motivo era noto come “Dei Santi Martiri”.
Il palazzo, che si formò su una costruzione già esistente, acquisì lo stile palladiano, ed era circondato da campi coltivati e vigne, poichè situato ancora fuori le mura cittadine.
PIETRO SARTORIO
La realizzazione della villa si deve a Carlo d’Ottavio Fontana, che la lasciò in eredità alla figlia Giuseppina Fontana, moglie di Pietro Sartorio. Quest’ultimo fu un ricco uomo d’affari e importante personaggio pubblico triestino.
Di origini sanremesi, Pietro Sartorio iniziò la sua attività imprenditoriale nel settore delle granaglie assieme al fratello Giovanni Guglielmo, commerciando addirittura in Ucraina a Odessa.
Quando, nel 1831, Pietro Sartorio sposò Giuseppina Fontana, decise di ristrutturare e ampliare il suo palazzo che divenne Villa Sartorio. Affidò i lavori a Nicolò Pertsch, noto architetto di quel periodo.
Nel 1840 partecipò alla fondazione delle Assicurazioni Generali, e fu dapprima consigliere municipale e poi console del Portogallo. L’imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo, infine, lo nominò barone nel 1869.
Villa Sartorio, nel corso della sua storia, venne requisita dai tedeschi nel 1943, e successivamente occupata dagli Alleati, fintanto che rimasero a Trieste.
L’ultima discendente di casa Sartorio, Anna, che morì nel 1947, donò la villa con i suoi arredi e le opere d’arte alla città, che la trasformò in Museo nel 1954.
VILLA SARTORIO COME E’ FATTA
Visitare il Museo Sartorio significa immergersi in uno spaccato della vita borghese triestina dell’Ottocento. Le sue splendide sale riportano indietro nel tempo, grazie al valore artistico dei suppellettili e mobili, che le arredano.
L’edificio in stile neoclassico e si dispone su tre piani, culminando con la soffitta. Le facciate sono semplici e lineari, ma su due lati presentano porticati con tre arcate anteriori e due laterali.
Uno di questi è sormontato dalla terrazza, che si affaccia verso il parco, mentre l’altro costituisce l’accesso al museo.
LIVELLI DEL MUSEO SARTORIO
Ogni livello si caratterizza da un grande salone centrale, sul quale si affacciano quasi tutte le altre stanze, comunicanti fra loro. La scala lignea art decò ha sostituito la precedente in pietra, molto più pesante.

Nel piano terra si trovano gli ambienti della servitù e le cucine, ma anche la biblioteca, che in precedenza era al primo piano.
Tre sono le stanze che la formano, e contengono ben 6000 libri, che riguardano la geografia, i viaggi, la botanica, l’agricoltura, il giardinaggio, la storia, religione, biografie…e molto altro. Ci sono poi alcune sale espositive con capolari artistici provenienti dall’Istria.

Si sale poi al primo piano, passando dall’atrio, si entra nel Salone delle feste,attorno al quale si dispongono la sala della musica, il salotto rosa, la stanza da letto, il salottino di Paolina, la sala degli antenati e la sala da pranzo in stile Biedermeier.
Si possono ammirare anche la sala con il Trittico di Santa Chiara e le tre sale con le collezioni Rusconi-Opuich con gioielli, ceramiche, stampe, disegni, sculture.

Il secondo piano presenta al centro il salone degli specchi e attorno, la sala da pranzo della famiglia Sartori, il salottino di Anna, e sale espositive fra cui quelle del Tiepolo.
GIPSOTECA E QUADRERIE DEL MUSEO SARTORIO
Visitabili sono anche gli ambienti annessi alla villa, come la serra, utilizzata ora come sala per conferenze, il deposito delle carrozze, che ospita la gipsoteca e gliptoteca.
Si tratta di raccolte di calchi, bozzetti e riproduzioni in gesso di statue del XIX e XX secolo.
I pezzi più antichi sono quattro calchi di opere di Antonio Canova, che ritraggono l’artista stesso, Napoleone Bonaparte Giocchino Murat e Carolina Murat Bonaparte.
Bozzetti o opere in bronzo e marmo rifatti poi in pietra e bronzo per decorare palazzi tombe o per commemorare triestini eccellenti con busti posti ad esempio nel giardino pubblico. Negli ex magazzini e stalle si ammirano collezioni di quadri.
Nei sotterranei sono emersi resti archeologici romani del I secolo d.C., inoltre le sale espositive contengono circa 250 pezzi, donati da famiglie triestine, e realizzati dalle più importanti manifatture italiane e inglesi.
GIARDINO DEL MUSEO SARTORIO
Il museo Sartorio dispone di un giardino informale con tigli, ippocastani, platani, e un cedro del Libano. Si incontrano anche un pergolato con volta a botte e sette statue provenienti dalla villa estiva.
Si riconoscono quindi la Venere, Sileno appoggiato all’asino, Pallade, Apollo, Bacco, Jole con clava e pelle leonina, Pomona con tralcio di uva e puttino avvinghiato.
COSA VEDERE NEL MUSEO CIVICO SARTORIO
Le sale del Museo Sartorio possiedono arredi che vanno dallo stile Biedermeier, al Luigi XVI, e stile impero. Si possono vedere affreschi, pannelli decorati, mobili, oggetti e quadri, orologi in marmo e bronzo, porcellane.

PRIMO PIANO COSA VEDERE
Al piano terra, dopo il salone da caccia, si raggiunge la cucina con la grande cappa, decorata con formelle, e accanto il l’acquaio in pietra.
Si nota il calapranzi per le sale superiori, e unantico interfono per comunicare con le altre stanze.

Nel salotto degli antenati sono esposti i ritratti della famiglia Sartorio, fra cui quello di Giovanni Sartorio, realizzano nel 1998, per volere della moglie al fine di donarlo al museo.
Nel salottino di Paolina sono presenti pannelli ricamati, e vasi giapponesi, porcellane viennesi e napoletane.
Nella sala della musica si trova il pianoforte e stampe raffiguranti i proprietari al castello di Spessa di Cormons, di loro proprietà.

Trittico di Santa Chiara rappresenta la pittura veneziana della prima metà del Trecento. Eseguito a tempera su tavola centrale e due portelle laterali suddivise in riquadri su fondo oro, racconta episodi della vita di Cristo e la morte di Santa Chiara.
La collezione Rusconi-Opuich occupa tre sale, con oggetti d’arte che vanno fino al Novecento, fra cui dipinti, icone, sculture, disegni, stampe…

SECONDO PIANO COSA VEDERE
La Collezione del Tiepolo presso il Museo Civico Sartorio rappresenta una delle più prestigiose raccolte di Giambattista Tiepolo, con schizzi, studi, bozzetti, caricature. Opere di questo artista sono conservate anche al Victoria and Albert Museum di Londra e al Metropolitan Museum di New York.
VILLA SARTORIO SUL COLLE MONTEBELLO
La famiglia Sartorio possedeva anche una villa di campagna, oggi ormai in rovina sul Colle di Montebello, nei pressi dell’Ippodromo Comunale di Trieste. Ciò che rimane è il parco, che aveva l’aspetto di un giardino romantico all’inglese.
A quell’epoca costituiva un punto di incontro importante per artisti e letterati, ma vi giunsero anche illustri personalità come l’imperatore Ferdinando I d’Austria.
Durante le sere estive, la sua illuminazione creava una bella scenografia grazia anche alle statue le architetture presenti.
Attualmente, è diventato un parco pubblico, ma si possono ancora ammirare la gloriette ottagonale, con colonne doriche, nicchie, statue e il fregio con i putti. Una bella scala a chiocciola conduce alla terrazza sommitale con la balaustra in ferro.
Nel parco alberato si trovano anche alcune statue, una scacchiera in prossimità di una panchina, e una scalinata ornata con quattro cavalli con le zampe anteriori alzate.
Museo Revoltella cosa vedere Trieste!!
Castello San Giusto cosa vedere Trieste!!
Miramare il parco e il castello!!
Venezia cosa vedere in tre giorni!!
Udine cosa vedere centro storico!!












