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TREVISO COSA VEDERE UN GIORNO

TREVISO COSA VEDERE UN GIORNO

Treviso cosa vedere in un giorno….informazioni e curiosità di questa bella città veneta, cinta da mura e attraversata da scenografici corsi d’acqua.

STORIA DI TREVISO

Il nome di Treviso deriva probabilmente dalla presenza di tre colli, che corrispondono alle attuali Piazza Duomo, Piazza dei Signori e Piazza Sant’Andrea, ma altre potrebbero essere le spiegazioni…

Sorta in età romana come luogo di transito per i commerci, la città vide il passaggio degli imperi ostrogoti, bizantini, longobardi e della Serenissima…Evidenti sono ancora ora le tracce e le influenze urbanistiche che hanno plasmato Treviso.

Questa città si è sviluppata anche per la presenza di vari corsi d’acqua, primo fra tutti il Sile. Questa area geografica è ricca di risorgive, dove il Botteniga attraversa il centro storico e si divide in diversi rami chiamati “cagnani”. Ci sono quindi il Cagnan Grande, il Buranelli e la Roggia.

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Vista panoramica sul Sile

CINTA MURARIA DI TREVISO

Ciò che salta agli occhi è soprattutto la sua imponente cinta muraria, che i Romani edificarono per primi.

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Cinta muraria di Treviso

Sostituite nel corso del Medioevo da mura merlate, dapprima le ampliarono e successivamente le trasformarono in terrapieni.

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Passeggiata sulle mura di Treviso

Comprendono torrioni e lunette, numerose decorazioni, prime fra tutte quelle con il Leone di San Marco. A due terzi di altezza un cordolo in pietra d’Istria bianca le percorre, inoltre, per tutta la loro lunghezza.

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Cinta muraria di Treviso

Fu il corso del Botteniga deviato a colmare il fossato, regolato da chiuse, visibili sotto il Ponte de Pria. Queste ultime servirono anche per allagare la pianura circostante nei momenti di pericolo.

Delle antiche 12 porte che punteggiavano le mura, lunghe tuttora quasi 5 km, sono rimaste solo tre. Ampi varchi li aprirono poi per collegare il centro storico alla città moderna, ampliatasi nel corso del tempo…

Durante l’Ottocento le mura costituirono anche una barriera daziaria per merci e percone. In seguito, il terrapieno delle mura divenne un pascolo e luogo di coltivazioni, mentre il camminamento alberato costituisce ora un’area di svago con parchi e vie ciclabili.

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Mura di Treviso e Giardini di Giuseppe Mazzotti

PORTE DELLE MURA DI TREVISO

Una bella passeggiata attorno alle mura di Treviso permette di ammirare la loro forma e soprattutto le tre porte rimaste.

La Porta Altinia, di epoca medievale, deve probabilmente il suo nome all’omonima cittadina bruciata dagli Unni di Attila. In passato, costituiva l’accesso per chi arrivava da Venezia, città con la quale gli scambi commerciali via fiume erano molto frequenti.

Porta di San Tomaso a nord, prende il nome dall’arcivescovo di Canterbury San Tomaso Becket. Sulla cupola in rame troneggia tuttavia la statua di San Paolo, che richiama il nome del podestà Paolo Nani, che la edificò.

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Porta San Tomaso

Sulla facciata in pietra bianca d’Istria, verso l’esterno delle mura, risalta anche il bassorilievo del Leone di Venezia, e i tre portali di ingresso, due pedonali minori ai lati e uno centrale per i veicoli.

Porta Santi Quaranta a ovest, era il passaggio per chi arrivava indicativamente da Vicenza e Padova, e deve il suo nome alla vicina chiesa di Sant’Agnese.

La realizzò il podestà veneziano Andrea Vendramin, che la chiamò inizialmente “Porta Vendramina”, con grande irritazione dei dogi di Venezia…

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Porta Santi Quaranta a Treviso

Le tre fessure all’esterno di questa ricordano la presenza di un precedente ponte levatoio, poi sostituito dall’attuale ponte in pietra. La facciata in pietra bianca presenta anch’essa il Leone alato veneziano, rifatto dopo le distruzioni operate da Napoleone.

Al livello superiore, oltre la volta interna a crociera, è presente l’antica sala d’armi che ospita mostre e eventi.

PONTE DI DANTE A TREVISO

Il seguente itinerario di visita conduce nei punti principali di Treviso, una città ricca di fascino con luoghi scenografici unici, ponti e canali che ricordano Venezia.

La visita inizia dal Ponte di Dante, in mattoni e pietra con l’obelisco, che commemora i 600 anni dalla nascita del Sommo Poeta, che lo menzionò proprio nel suo IX canto del Paradiso.

Realizzato nel 1865, alla confluenza dei due fiumi di risorgiva, il Sile e il Cagnan, lo soprannominarono inizialmente il Ponte dell’impossibile, a causa delle piene, che distrussero i precedenti ponti di legno.

QUARTIERE LATINO A TREVISO

Poco più avanti, il Ponte d’Università in legno di acero con quattro obelischi alle estremità, collega la riviera Garibaldi, un tempo distretto militare, alla riviera di Santa Margherita.

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Ponte Dante e Ponte dell’Università

Si tratta di una copia realizzata nel 2001 da Paolo Portoghesi, un architetto postmodernista, che ha preso ispirazione da un precedente ponte settecentesco.

Su entrambi le sponde del fiume Sile sono presenti sedi staccate delle facoltà universitarie Ca’ Foscari di Venezia e quella di Padova.

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Lungo il Sile di Treviso

In particolare, nel Quartiere Latino, molto bella è la piazza dell’Università, pavimentata con disegni a mosaico in pietra bianca e rossa.

Le varie facoltà universitarie occupano l’ex ospedale di San Leonardo, che fu anche dogana, che presenta, verso il fiume Sile, una facciata neoclassica.

L’antica cappella di Santa Croce, ora sconsacrata, ospita invece l’auditorium, e si affaccia sull’irregolare e acciottolata Piazza del Quartiere Latino.

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Quartiere Latino di Treviso

La particolare Fontana dell’Ospedale di Santa Maria dei Battuti è decorata con mascheroni e formata da sette vasche, cinque delle quali in rame, sostenute da foglie dello stesso materiale.

MUSEI CIVICI DI TREVISO

Superata un’arcata con l’orologio, si giunge alla Piazza di Santa Maria dei Battuti e Piazza San Leonardo, dove è situata un’altra fontana circolare.

In fondo a Via Santa Caterina, è possibile visitare il complesso di Santa Caterina dei Servi di Maria, una delle sedi dei Musei Civici di Treviso.

Il convento si sviluppò sul luogo del precedente Palazzo da Camino, signori di Treviso della fine del 1200, che ospitò fra l’altro anche Dante Alighieri.

Particolari sono anche alcuni comignoli a cono rovesciato di questo complesso che si sviluppa attorno a due chiostri. In questa parte sono presenti le sezioni di archeologia, arte medievale, rinascimentale e moderna del musei civici.

Nella ex chiesa di Santa Caterina sono visibili alcuni affreschi, fra cui il ciclo delle storie di Sant’Orsola.

I palazzi Ca’ da Noal, Casa Robega e Casa Karwath sul lato opposto del centro storico di Treviso, e precisamente in via Antonio Canova, ospitano invece mostre temporanee.

Il Museo Bailo, nel Borgo Camillo Benso conte di Cavour, è presente invece la Galleria del Novecento, che si sviluppa in un insieme di edifici, in parte ristrutturati con un’architettura moderna.

SILE E FIUMI DI RISORGIVA DI TREVISO

Il nucleo storico di Treviso è circondato e attraversato da corsi d’acqua. Il fiume Sile, che con i suoi  94 km, costituisce il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, collega la città di Treviso con Venezia.

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Il Sile a Treviso

Fin dal passato, particolari imbarcazioni, i burci, venivano trainate con funi da buoi e cavalli, e trasportavano merci e persone.

Un altro fiume è il Botteniga, che nasce in corrispondenza del Ponte di Pria, vicino alle mura settentrionali, dove si suddivide a sua volta in Cagnan Grande, Canale dei Buranelli e Cagna della Roggia o Siletto.

Il Cagnan Grande si allarga attorno all’isola artificiale della pescheria, passa sotto a ponticelli e confluisce nel Sile in prossimità del Ponte di Dante.

ISOLA DELLA PESCHERIA DI TREVISO

Come si comprende dal nome, l’isola della pescheria ospita il mercato del pesce, ma questo solo dalla metà dell’Ottocento, quando la spostarono da Piazza dei Signori a questa zona.

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Cagnan Grande a Treviso

Il forte odore del pesce e le condizioni igienico sanitarie costrinsero, infatti, il trasferimento dei banchi del pesce in un’area più adatta e con l’acqua corrente.

In origine, si trattava di tre isolotti, che poi unirono proprio per questo scopo. Oltre al mercato vi si svolgono anche altri eventi, mentre tutto attorno sono presenti storici edifici.

Uno di questi è la Casa dei Carraresi, che mentre in passato ospitava viandanti e commercianti, provenienti soprattutto dalla Germania, attualmente è luogo di importanti esposizioni artistiche e eventi culturali.

Molto particolare è il molinetto della pescheria, un’antica ruota di mulino, una delle sessanta, che costellavano la città verso la fine dell’Ottocento. Un bel ponte in ghisa con sculture di pesci, collega l’isola della pescheria con l’altra sponda.

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Mulino della Pescheria di Treviso

In mezzo al fiume è collocata inoltre la scultura della sirenetta, opera dell’artista Luigi Simionato.

Dal vicino sottoportico si accede alla Piazzetta di San Parisio dove si tiene il mercato ortofrutticolo ed eventi. In passato, questo spazio allungato costituiva il chiostro del  Convento delle Monache Camaldolesi di Santa Cristina e San Parisio. Verso il fondo, è segnato anche il percorso di una meridiana.

La Chiesa e Convento di San Francesco, con un bel soffitto ligneo, ospita la tomba di Pietro Alighieri, il primo figlio di Dante Alighieri e della figlia di Francesco Petrarca. All’esterno è visibile la statua bronzea di San Francesco d’Assisi.

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Statua di San Francesco

PONTE DE PRIA A TREVISO

Si giunge, quindi, al camminamento rialzato delle mura di Treviso, oltre le quali si trova la Penisola del Paradiso, una piccola oasi faunistica, che ospita il monumento Ai paracadutisti.

Sotto questo tratto delle mura, si trova inoltre il Ponte de Pria, ossia ponte di pietra, dove scorre il fiume Botteniga, che si divide in vari rami. Si tratta di un ponte a schiena d’asino con sette arcate basse, dalle quali si dipanano il Cagnan Grande, il Buranelli e la Roggia o Siletto.

CANALE DEI BURANELLI

Il Canale di Buranelli vanta belle vedute, specie se si percorre il sottoportico acciottolato, dove un tempo le lavandaie lavavano i panni.

Il torrente prende il nome da un edificio abitato in passato da commercianti provenienti da Burano, l’isola veneziana. Verso la parte finale, è posizionata l‘abitazione del poeta e scrittore trevigiano Giovanni Comisso.

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Casa dello scrittore trevigiano Giovanni Comisso

Si riconosce dall’opera artistica sul muro, realizzata con rete metallica, che raffigura un pescatore e dalla lapide con le parole di Eugenio Montale.

Nei pressi del Ponte della Malvasia si possono vedere anche gli antichi lavatoi sospesi con catenelle, i lamponi. Nei pressi di uno di questi, è posizionata la scultura bronzea della “Tuffatrice”.

LOGGIA DEI CAVALIERI TREVISO

Molto bella è la Loggia dei Cavalieri, in stile romanico bizantino, con arcate a sesto e affreschi. La utilizzarono gli aristocratici in epoca medievale, quando Treviso fu un libero comune, come luogo di incontro e svago, ospita ora mercatini e manifestazioni.

Conserva tratti pittorici relativi a cicli di romanzi cavallereschi, raccontati in quel tempo dai trovatori e giullari, fra cui il “Roman de Troie”.

Il portico poggia su uno zoccolo con gradone, mentre al centro una singola colonna portante sostiene il soffitto ligneo coperto da tegole.

Nel Quattrocento, trasformarono la loggia in un magazzino chiuso con porte e murature, per cui rischiò la demolizione, anche in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

DECORAZIONI DELLE FACCIATE “A TAPPEZZERIA”

Le decorazioni che interessano, almeno in parte, molte facciate degli antichi palazzi di Treviso sono dette “a tappezzeria”, perchè riproducono disegni, che si ripetono, e decoravano le abitazioni delle famiglie più in vista.

Interessavano anche importanti edifici pubblici, come il Palazzo della Ragione e la relativa Torre civica, distrutti anch’essi durante la guerra. Questo tipo di affreschi gotici e rinascimentali si incentravano spesso su temi religiosi, ma proponevano anche argomenti campestri o riproducevano stemmi nobiliari.

Molti sono visibili anche sotto i portici di Calmaggiore, la via che collega il duomo con Piazza dei Signori, che un tempo costituiva il cardo romano, ossia l’asse viaria principale, ora disseminata di attività commerciali.

PIAZZA DEI SIGNORI DI TREVISO

La piazza principale di Treviso è Piazza dei Signori, così chiamata per la presenza degli storici edifici governativi, e sorta su quello che in passato costituiva il foro romano.

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Piazza dei Signori a Treviso

Rappresenta un punto vitale per la città, poichè si svolgono qui i principali eventi e manifestazioni pubbliche, ma anche luogo di shopping, che prosegue nelle vie adiacenti, soprattutto su Calmaggiore.

Il Palazzo del Podestà o Pretorio fu la sede del governo prima e tribunale poi, attualmente ospita la Prefettura. Presenta uno stile finto gotico, mentre alle spalle la Torre Civica ospita la “Marangona”, una campana che suona dal 1329.

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Torre dell’orologio di Treviso

PALAZZO DEI TRECENTO DI TREVISO

Il Palazzo dei Trecento risale al 1200, è detto anche della Ragione, ospitò l’antica sede del Maggior Consiglio della Serenissima. Presenta una grande loggia alla base, chiamata Loggia dei Soffioni.

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Salone dei Trecento

Una scalinata laterale verso Piazza Indipendenza conduce al Salone dei Trecento o Sala della Ragione, luogo di riunione per i 300 membri dell’assemblea cittadina.

Ospita attualmente il Consiglio Comunale ed eventi culturali, che costituiscono un’ottima occasione per ammirare le capriate lignee, affreschi, stemmi e figure allegoriche.

Con la ristrutturazione, operata anche per i bombardamenti che hanno ridotto l’edificio in macerie, i merli del tetto sono cambiati, da ghibellini a guelfi, per cui si presentano squadrati e non più a doppia punta.

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Scalone del Palazzo dei Trecento

Alle spalle del Palazzo dei Trecento, si trova la la piazzetta acciottolata del Monte di Pietà, e più avanti Piazza di San Vito, in passato detta delle Prigioni.

L’omonima fontana del 1930, la vollero i commercianti del vicino mercato ortofrutticolo. Vi si affaccia un bel palazzo neoromanico con torrette e un porticato, che ricorda un castello.

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Palazzo neoromanico

FONTANA DEI TRE VISI DI TREVISO

L’adiacente palazzo, ospita il Municipio di Treviso, la cui facciata principale è rivolta verso Via Luigi Bailo. Su di essa è sistemata l’iconica Fontana dei Tre Visi, il cui nome ricorda quello della città.

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Fontana dei Tre Visi

Una leggenda narra, che a fondare Treviso fu un nobile profugo della guerra di Troia. Costruì, infatti, una torre di confine, culminante con una scultura a forma di fanciulla con tre teste.

Il nome della città potrebbe avere anche origini celtiche dalla parola “Tarvos” ossia “Toro”, oppure gallica da “Trev” che significa “villaggio di legno”.

Probabilmente, più realistica è l’origine latina di “Ter Visus”, come le “tre colline”, che corrispondo alle piazze principali della città.

In ogni caso, la fontana mostra tre visi barbuti di uomo ma un unico busto. Si tratta,  inoltre, di una copia di una fontana ottocentesca, posizionata inizialmente sulla scalinata del Palazzo dei Trecento. L’acqua sgorga da quattro teste leonine, a rappresentare la forza di tale elemento naturale.

In questa area è presente anche il complesso del Monte di Pietà con due chiese. La chiesa di San Vito costituisce una delle più antiche di Treviso, con porticato anteriore. La vicina Chiesa di Santa Lucia, dal soffitto basso e a volte, ricorda invece una cripta.

FONTANA DELLE TETTE DI TREVISO

Vista l’abbondanza di corsi d’acqua, a Treviso sono presenti oltre trenta fontane di epoche, dimensioni, e stili differenti…

La fontana più famosa di Treviso è sicuramente la Fontana delle tette, situata in un vicolo alle spalle del Palazzo Pretorio. Si tratta anche qui della copia di una fontana cinquecentesca, voluta dal Podestà di Treviso sotto la Serenissima, in seguito che una forte siccità interessò la regione.

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Fontana delle Tette di Treviso

Inizialmente era posta in una nicchia alla base del Palazzo del Pretorio, e in occasione delle elezioni dei vari podestà, dai seni della statua sgorgava vino rosso da una parte e vino bianco dall’altro, offerto gratuitamente ai cittadini per tre giorni.

Nel 1797, in seguito alla caduta della Serenissima, le truppe napoleoniche la presero a fucilate e sparì dalla circolazione. Dopo il suo ritrovamento, è ora sistemata in una teca sotto la loggia del Palazzo dei Trecento.

La nuova copia della Fontana delle Tette, realizzata in pietra d’Istria nel 1989, è un’opera dello scultore peruviano Miguel Miranda Quinores. La compongono una vasca a forma di conchiglia e un busto di donna, che regge il seno con entrambe le mani.

La storia della statua originale è descritta sulla lapide posta sul muro alle sue spalle. L’opera originale veniva alimentata dal corso del Cagnan. Pare si tratti di un luogo portafuortuna, infatti, se si mettono le mani sul seno i desideri pare diventino realtà…

CATTEDRALE SAN PIETRO APOSTOLO TREVISO

Chiamata anche duomo, questa chiesa sorge su un’antica area romana occupata a quel tempo dalle terme, dal teatro e da un antico tempio.

La prima chiesa paleocristiana del VI secolo, nel corso del tempo ha cambiato aspetto e dimensioni e da romanica, nel 1759, è diventata neoclassica.

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Cattedrale di San Pietro Apostolo

La sette cupole sovrastano il tetto, cinque delle quali sono in corrispondenza della navata centrale mentre le due minori sulle cappelle laterali.

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Cupole del Duomo

Il pronao della facciata principale mostra sei colonne ioniche e una grande scalinata. Ai lati della quale sono posizionati due leoni stilofori in marmo rosso, che in precedenza sostenevano il protiro, l’antico portale romano sporgente.

All’interno, la Cappella del Malchiostro, che risale al 1520, presenta dipinti del Pordenone e di Tiziano, di quest’ultimo è la Pala dell’Annunziata.

CRIPTA DELLA CATTEDRALE

La cripta, posta sotto l’abside, conserva le spoglie di martiri cristiani e santi fra cui San Liberale patrono di Treviso. Costui fu inizialmente un soldato romano, che convertitosi al cristianesimo, divenne poi un eremita.

Treviso cosa vedere un giorno Cripta del Duomo
Cripta del Duomo di Trieste

Sostengono la cripta 68 colonne dai diversi capitelli e quattro pilastri in muratura, mentre la pavimentazione in maiolica policroma mostra decori vegetali mentre sul soffitto si possono vedere resti di affreschi colorati.

Il campanile, che è separato dalla chiesa, risale al XIII secolo, ma risulta incompleto, e questo per volontà dei dogi della Serenissima, che volevano evitare che fosse più alto di quello della Basilica di San Marco. In origine, costituiva tuttavia la torre di un’abitazione benestante, che però crollò nel 1222.

Annesso, invece, è il Battistero romanico di San Giovanni Battista, con facciate in laterizio. Una scala e due rampe conduce al portale di ingresso rialzato.

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Battistero di San Giovanni Battista

Alle spalle della Cattedrale, si trovano inoltre le Canoniche Vecchie, ora Museo diocesano, che ospita arte sacra e il tesoro del duomo.

Le Canoniche vecchie, collegate alle precedenti da una passerella sopraelevata, affiancano alla Biblioteca Capitolare. All’interno conserva molti incunaboli, ossia antichi libri stampati con la tecnica dei caratteri mobili prima del 1501.

MOSAICO DELL’ANTICO BATTISTERO PALEOCRISTIANO

Gli scavi del 1967 per la sistemazione della piazzetta in via Canoniche, hanno portato alla luce i resti di un magnifico mosaico circolare di 10 metri di diametro, risalente al IV secolo d.C.

Copriva probabilmente una vasca in marmo e si componeva di fasce concentriche, dalle differenti decorazioni.

In base ai resti ritrovati, sulla fascia più esterna mostrava coppie di delfini con code intrecciate a un tridente e conchiglie. Quella centrale più ampia riproduceva tralci di vite con uccelli e amorini, che raccoglievano l’uva e una testa femminile, che rappresentava la stagione autunnale. Nella sezione interna c’erano invece pesci e conchiglie.

CHIESA DI SAN NICOLO’ A TREVISO

La chiesa più imponente è vasta di Treviso è quella dedicata a San Nicolò, sorta su una precedente cappella, dedicata sempre a questo santo, nel XVI secolo per volontà dei domenicani.

Il suo stile gotico-lombardo si denota soprattutto dalle murature esterne in laterizio. Nel giorno del solstizio d’inverno, la sua posizione e angolazione permettono ai raggi del sole di colpire sei medaglioni del lato nord della chiesa.

Treviso cosa vedere un giorno Chiesa di San Nicolò
Facciata della Chiesa di San Nicolò

All’interno, spiccano 12 massicce colonne che sostengono il tetto in legno a carena di nave rovesciata. Splendidi su di esse sono gli affreschi e le pitture di Tommaso da Modena, influenzato da Giotto, che ritrasse i santi in maniera realistica e naturale.

Si tratta dello stesso autore del ciclo di Sant’Orsola nella Chiesa di Santa Caterina, e dell’opera “La Madonna e i Santi” nella chiesa di San Francesco.

Questa chiesa, che ospita spesso concerti di musica classica, durante l’epoca napoleonica divenne un magazzino e nel corso delle guerre mondiali un deposito militare, per poi essere distrutta dai bombardamenti.

Superata la piazza con il Monumento ai Caduti di tutte le guerre, davanti al palazzo delle Poste, si raggiunge il Teatro Comunale Mario del Monaco.

Molto scenografici sono i Giardinetti di Sant’Andrea punteggiati di alberi fra cui salici, e l’omonima fontana che scende verso il Sile.

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Giardinetto sul Sile

TIRAMISU’ DI TREVISO

La visita a Treviso non può terminare senza un assaggio del Tiramisù, il dolce al cucchiaio più famoso del mondo.

Come rivela l’etimologia della parola Tiramisù, ossia “sollevami e rinforza il mio corpo”, ha proprio un’origine trevigiana “Tireme su”.

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Tiramisù a Treviso

Questo dessert nasce nell’area trevigiana nell’Ottocento come tradizione contadina, chiamata “Sbatudìn“, ed era composto da tuorlo d’uovo montato a spuma con lo zucchero.

Successivamente, questa crema cominciò ad essere personalizzata con altri ingredienti, che variavano in base al territorio e ai gusti personali. Poteva comprendere, quindi, il caffè, vino bianco, panna, cacao, biscotti, liquori, burro o ricotta.

Pellegrino Artusi fu lo scrittore gastronomico italiano, che con il suo libro “La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene”, fece conoscere il dolce agli italiani nel 1891.

La ricetta originale era costituita da sei ingredienti: tuorli d’uovo, zucchero, mascarpone, caffè, biscotti savoiardi e cacao.

I savoiardi e il marscarpone di origine rispettivamente piemontese e lombarda, entrarono a far parte del dolce come forma di ribellione nei confronti della dominazione austro-ungarica. I nuovi dominatori cercarono, infatti, di modificarlo con altri ingredienti, come il pan di Spagna.

In questo modo, si voleva sottolineare una volta di più l’appartenenza al nuovo regno d’Italia, che si stava formando in quel periodo.

Furono, tuttavia, soprattutto gli emigrati italiani che divulgarono la ricetta di questo dolce in giro per il mondo, diventato così famoso e amato, che il 21 marzo è stata proclamata, fra l’altro, anche giornata del Tiramisù.

Venezia cosa vedere!!

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