KAMAKURA COSA VEDERE ON THE ROAD GIAPPONE
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Lasciata Yokohama abbiamo raggiunto Kamakura, una località a sud di Tokyo, famosa per i templi buddisti e I santuari shintoisti.
ARRIVO A KAMAKURA
La giornata iniziata a Nikko e a Yokohama, è proseguita dopo una trentina di km a Kamakura, una delle antiche capitali del Giappone.
Dopo le megalopoli di Tokyo e Yokohama, ci siamo ritrovati in una cittadina immersa in mezzo a verdeggianti colline.
Stavolta abbbiamo preferito sistemare l’auto in un parcheggio con il posteggiatore, ed evitare così quelli con la sbarra sotto la macchina. Non volevamo complicarci la vita, con qualche imprevisto dell’ultimo momento…
KAMAKURA COSA FARE
A Kamakura, come a Nikko, sono presenti un’infinità di templi buddisti e santuari shintoisti, di ogni forma e grandezza. Ma è anche una località di villeggiatura per i giapponesi, che qui si recano sfuggire al caos cittadino, e avere un contatto con la natura.
A pochi km dal centro di Kamakura, la costa offre lunghe spiagge, sentieri di trekking e le meravigliose attrazioni naturalistiche.

TSURUGAOKA HACHIMAN SANTUARIO SHINTOISTA
Il primo santuraio shintoista che abbiamo visto è stato l’imponente Tsurugaoka Hachiman, che in passato era collegato alla costa con un viale lungo di 2 km.

Oggi è diventato invece la via principale di Kamakura, lungo la quale si susseguono attività commerciali di ogni genere.

Nel nostro caso, siamo saliti fino sulla collinetta, e oltrepassato per i due laghetti ricoperti di fiori di loto, con bellissimi ponticelli rossi.
KENCHOJI TEMPIO BUDDISTA
Ripresa l’auto, è stata la volta del Kencho-ji, un tempio buddista zen, considerato il primo di tutto il Giappone.

Circondati da un’atmosfera silenziosa e afosa, abbiamo girovagato per i vari padiglioni, fra cui la sala del Buddha e quella delle conferenze, con il drago raffigurato sul soffitto.

In questo tempio, poco affollato abbiamo ammirato anche il bellissimo giardino zen e il Karamon Gate, il cancello cinese dorato.
ENNO-JI TEMPIO
A piedi, siamo andati all’Enno-ji, un piccolo tempio situato a poca distanza, custodito da un monaco. Abbiamo salito la scalinata e ammirato le imponenti statue dei giudici degli inferi, che con sguardi minacciosi, decidono la sorte delle anime.
ZENIARAI BENTEN TEMPIO SHINTOISTA
Purtroppo il tempo volava, così abbiamo dovuto fare delle scelte, anche in base alla chiusura dei templi. Sempre in macchina, abbiamo percorso il viale centrale di Kamakura, fino ad arrivare al tempio shintoista di Zaniarai Benten, in mezzo alle colline in posizione isolata.

Questo santuario è famoso per la leggenda secondo la quale, se si bagnano i soldi nella sua sorgente si moltiplicheranno. Inutile dire che non ci siamo fatti scappare l’occasione per recuperare almeno in parte le spese di viaggio…
In ogni caso lo Zeniarai Benten è molto suggestivo, poichè si trova in mezzo a una montagnetta e per raggiungerlo siamo passati in un tunnel. Del santuario fa parte anche la grotta con la fonte magica della leggenda.
Questo tempio è alquanto isolato rispetto agli altri di Kamakura, tuttavia era abbastanza affollato, vista la sua particolarità.
KOTOKU-IN TEMPIO BUDDISTA
L’ultimo tempio buddista che siamo riusciti a visitare, e forse quello più famoso di Kamakura, è stato il Kotoku-in. Si trova qui la colossale statua di Buddha, seconda per grandezza del Giappone.
Realizzata in bronzo e rame ha un’altezza di 11 metri e pesa ben 120 tonnellate. Siamo riusciti a entrare dentro, dove ci siamo fatti una sauna, a causa degli oltre 40 grandi.

In passato la scultura era all’interno di un grande edificio, ma a causi di uragani e terremoti, hanno deciso di lasciarla nel cortile del tempio.
Soddisfatti e stravolti, ci siamo rimessi on the road, perchè si era fatto tardi, e di templi e santuari ne dovevamo vedere ancora molti in Giappone…
FUJINOMIYA
Ci siamo diretti verso la costa, che distava pochi km, e percorso un lungo tratto, dove i surfisti sfidavano le onde alla luce del tramonto.

Abbiamo oltrepassato l’isola di Enoshima, collegata con un ponte alla terraferma. E’ un luogo pieno di attrazioni naturalistiche e sentieri panoramici.
GREEN HOTEL DI FUJINOMIYA
La meta finale della giornata è stata Fujinomiya, dove si trovava il nostro Green Hotel, dove ci siamo fermati per due notti. Con l’autostrada abbiamo impiegato poco più di due ore per percorrere 120 km e arrivare a destinazione.
Fatto il check in ci siamo ritrovati di nuovo in una tipica camera con il tatami per terra, i futon come letti e il chabudai, il tavolino basso con le sedie dove mangiare.

Una volta sistemati siamo saliti al ristorante sul tetto dell’hotel, per gustarci un’ottima cenetta tradizionale giapponese.

Si trattava in realtà di una specie di frasca all’aperto, tipo birreria, dove ci siamo sbizzarriti con gli yakitori di ogni tipo, ossia i tipici spedini, accompagnati con una birra rinfrescante…l’ideale dopo una giornata alquanto movimentata.
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