MUSEO REVOLTELLA COSA VEDERE TRIESTE
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Museo Revoltella è uno dei musei più importanti e famosi di Trieste. Si tratta di una galleria d’arte moderna fondata nel 1872, grazie alla generosità del barone Pasquale Revoltella.
Fu lui infatti a donare le sue collezioni d’arte e un patrimonio, che ha permesso di accrescere nel tempo i capolavori qui ospitati.
Nel corso del Novecento il museo si è trasformato sempre più in un prestigioso e punto di riferimento per l’arte contemporanea, annoverando noti artisti italiani fra i più significativi
A fianco delle collezioni permanenti, si susseguono mostre temporanee molto interessanti e eterogenee. Questo è il motivo per cui lo spazio museale è stato ampliato, ospitando in ambienti moderni per questi eventi.
Molte opere acquisite dopo la morte del fondatore, provengono addirittura da esposizioni internazionali, come la Biennale di Venezia.
Le collezioni d’arte si suddividono in base agli autori e all’epoca in cui sono state realizzate.

PASQUALE REVOLTELLA
Il Museo Revoltella si deve al barone Pasquale Revoltella, che fu un imprenditore e finanziere, nato a Venezia nel 1795, ma che si spostò fin da piccolo a Trieste.
Fu un personaggio molto influente in questa città, che allora era sotto il dominio austriaco per sua scelta. La sua carriera prese inizio con un’attività di importazione di legname e granaglie.
Divenne in seguito azionista delle Assicurazioni Generali, amministratore del Lloyd Austriaco e addirittura deputato della Borsa.
Ebbe anche l’incarico di ministro del Commercio e delle Finanze per conto del governo asburgico. Si dedicò a varie attività filantropiche. Fondò scuole e costruì edifici commemorativi, teatri e anche la sua dimora, diventata ora Museo Revoltella.
Appoggiò l’apertura del Canale di Suez, che avrebbe permesso a Trieste l’incremento dei suoi traffici commerciali.
Incontrò assieme all’arciduca Massimiliano d’Asburgo, che allora era impegnato nella costruzione del suo castello di Miramare, l’imprenditore francese Lesseps, incaricato di realizzare il canale.
Pasquale Revoltella divenne infatti il vicepresidente della Compagnia del Canale di Suez. Nel 1861, in occasione del suo primo viaggio in Egitto, scrisse proprio il diario conservato nella biblioteca a piano terra del museo.
Nonostante tutto, a causa della sua morte avvenuta l’8 settembre 1869, Revoltella non vide mai l’inaugurazione del Canale di Suez, tenutasi il 18 novembre.
Il barone ebbe una vita movimentata, ma non si sposò mai, per cui lasciò tutte le sue ricchezze a Trieste, che tanto amava.
PALAZZO DEL MUSEO REVOLTELLA TRIESTE
L’architetto a prendere l’incarico di progettare la residenza triestina neorinascimentale del barone Revoltella fu Friedrich Hitzig, ispirandosi all’architettura francese. Tale edificio realizzato nel Borgo Giuseppino, si sviluppa su tre piani.
La facciata più stretta, verso Piazza Venezia, si caratterizza da una loggetta centrale con due colonne e un balconcino. Una fascia a festoni decora invece la parte sommitale, mentre statue allegoriche decorano la terrazza sul tetto dalla bella balaustra.
Nel 1872, e quindi solamente tre anni dopo la morte del barone, il palazzo fu trasformato nel Museo Revoltella. Nel 1907, ci fu l’ampliamento accorpando il vicino palazzo Brunner e poi il successivo palazzo Basevi.
La moderna ristrutturazione si deve al progetto del famoso architetto Carlo Scarpa. Iniziata nel 1963 venne però conclusa solo nel 1991 da altri progettisti.
Gli ampi spazi interni si presentano luminosi e articolati su più livelli, fino a raggiungere lo scenografico tetto terrazzato.

Nel Museo Revoltella si distinguono quindi la dimora originale del proprietario, dove si ammirano le sue storiche collezioni, e la parte moderna che ospita la galleria di arte contemporanea.
SALE DEL MUSEO REVOLTELLA
Il Museo Revoltella, come detto, è il risultato dell’unione di tre palazzi, quello originario, palazzo Brunner e palazzo Basevi, dove trovano posto gli uffici. L’itinerario di visita si sviluppa in tutte le sale di questi edifici.
PIANO TERRA
Sala introduttiva racconta l’origine del museo e la formazione delle collezioni, con vedute di Trieste e della costruzione del palazzo. Si può vedere inoltre il ritratto in gesso del fondatore Pasquale Revoltella.

Nell’atrio del palazzo sono esposte alcune storiche carrozze, ma spicca soprattutto lo scalone elicoidale, che collega i tre piani.

Ai suoi piedi si fa ammirare “La Fontana della Ninfa Aurisina“un’allegoria che rappresenta l’inaugurazione dell secondo acquedotto di Trieste, avvenuta nella seconda metà dell’ottocento.
La scena è racchiusa in una conchiglia, nella quale si trova una figura femminile seduta sulle sponde del mare, che simboleggia Trieste, nell’atto di riceve l’acqua dalle mani di una ninfa, uscita dalle grotte carsiche di Aurisina. I due putti sono invece i marinai e gli operai che si dissetano ai suoi piedi.

Le sale del piano terra contengono collezioni del fondatore, fra cui dipinti e sculture, come un bozzetto di Antonio Canova e quello di un Busto di Napoleone.
Fra i quadri di artisti triestini ci sono quelli di Cesare Dell’Acqua, che rappresentano momenti importanti della storia di Trieste, la Dedizione di Trieste all’Austria nel 1382, e la Proclamazione del Porto Franco nel 1719.

Nella biblioteca angolare, con scaffali in legno intagliati, sono conservati volumi di pregio e ricordi di viaggio fra cui quello in Egitto nel 1861.
Nelle altre sale sono esposti grandi ritratti della ricca borghesia eseguiti da Giuseppe Tominz, ma anche vedute di Venezia e di Milano.

PRIMO PIANO
L’appartamento privato del barone Revoltella occupa il primo piano del palazzo. Il vestibolo presenta un bel pavimento eseguito con la tecnica a scagliola, che ricrea un finto marmo, e quattro colonne in marmo verde di Polcevera.

Al centro è posizionato il gruppo allegorico “Il taglio dell’istmo di Suez” su basamento scuro. In questo caso, un figura femminile impersona l’Europa che tiene le mani delle due figure maschili sedute al lato, che impersonano il Mare Mediterraneo e il Mar Rosso.
Al centro, troneggia Mercurio, che indica la nuova via alla Navigazione. Un genietto della fama scrive inoltre i nomi di coloro che hanno reso possibile questa impresa.

La visita prosegue nella sala da pranzo privata rivestita di carta color legno, la camera da letto, il salottino angolare. In questo ultimo si trova una finestrella con delle lenti, che permetteva di “spiare” la piazza sottostante, senza essere visti.
Il salotto verde con mobili dorati dai ripiani in alabastro egiziano, e rivestita di finto marmo, ospita il ritratto di Pasquale Revoltella. Due specchi convessi ai lati dell’ingresso creano particolari effetti di deformazione delle immagini.

La Sala Rossa è un altro salottino e lampadario orientaleggiante, e ritrati femminili alle pareti. Lo scrittoio era l’ufficio di Revoltella, che oltre a una grande scrivania contiene un tavolo per scrivere in piedi, e dipinti di luoghi importanti per il fondatore.

I pavimenti lignei di questo palazzo sono intarsiati, i soffitti sono dipinti o a cassettoni, mentre i rivestimenti mostrano un finto marmo, carta o stoffa. Nell’ultima sala si trova il dipinto di Francesco Hayez “L’incoronazione di Gioas”.
Il tavolo intasiato è un regalo di una monaco dei cappuccini di Trieste come ringraziamento per l’aiuto economico ricevuto a favore della loro chiesa.
SECONDO PIANO
Le sale di rappresentanza riccamente decorate si trovano al secondo piano del palazzo Revoltella, e furono utilizzate anche per sfarzosi ricevimenti.
Il vestibolo aperto sul piano sottostante è illuminato da un lucernaio, e decorato con quattro statue marmoree, che rappresentano le stagioni. Sullo scalone si trovano oltre a sculture anche stemmi bronzei.

La prima sala era dedicata ai pranzi di gala, con il grande tavolo per trentasei posti, e rivestita di stucco bianco e finiture dorate, con motivi venatori. Il camino in marmo con pregiate statuette e specchio, e lampadari in cristallo con bracci a motivi floreali.

Il salotto azzurro conserva il ritratto dell’arciduca Massimiliano, eseguito un anno dopo la sua fucilazione in Messico da Augusto Tominz. I mobili in legno hanno intarsi metallici, mentre la stufa in maiolica bianca richiama uno stile austriaco.
La saletta angolare con tappezzerie rosse possiede anch’essa un altro visore, per osservare fuori dalla casa.
La sala da ballo rivestita da finto marmo verde e rosso, è illuminata da lucernaio e porte finestre che si aprono sulla loggetta della facciata.
Il soffitto con ciclo pittorico su tema delle arti e mestieri. Si trova qui uno dei quadri più antichi della raccolta “Paesaggio con lavandaie” del primo decennio del 1600, opera di Marco e Sebastiano Ricci.

Il gabinetto degli specchi nella saletta ad angolo contiene quattro statue allegoriche posizionate nelle nicchie, il Canto la Danza la Commedia e l’Armonia.
Salotto giallo utilizzato per le conversazioni con specchiere e il busto di Pasquale Revoltella e grande vaso in porcellata di Sevres. Fu un dono di Re Luigi XVIII a una famiglia triestina, come ringraziamento di avere accolto le sepolture delle principesse Maria Adelaide e Maria Vittoria, morte in esilio a Trieste. Nel collo del vaso sono raffigurati i funerali e nei medaglioni i ritratti delle principesse.
La Saletta a cupola con pareti rosso pompeiano e copertura a motivi naturalistici. In origine, dalle fontanelle bronzee nelle nicchie zampillava l’acqua. A centro il gruppo allegorico “Fedeltà”.

MUSEO ARTE MODERNA DEL MUSEO REVOLTELLA
La galleria di arte moderna, occupa il vicino palazzo Brunner, e il suo percorso espositivo prende inizio dal terzo livello, che si raggiunge dall’ultima sala del secondo piano del Palazzo Revoltella.

Le prime sale espongono ritratti femminili e bozzetti di decorazioni d’interni, realizzati da importanti artisti triestini di fine Ottocento e prima metà del Novecento.

Si vede poi una ricostruzione dell’atellier di uno scultore con opere di Ruggero Rovan, e la sezione riguardante la scultura in miniatura e bronzetti.

QUARTO PIANO
Percorrendo la scalinata si incontra la scultura bronzea di Francesco Pezzicar “L’emancipazione dei negri” premiata con la medaglia d’oro all’esposizione universale di Filadelfia del 1876.
Si entra quindi nella galleria minore, che espone opere di autori italiani, fra cui “La signora del cane” di Giuseppe De Nittis, chiamato anche “Ritorno dalle corse”.
Si possono vedere inoltre “Garibaldi ferito in Aspromonte” dei fratelli Induno. La scultura bronzea “Il Gavroche” di Medardo Rosso.

Nella galleria maggiore le sale internazionali ospitano opere provenienti da esposizioni internazionali quali Venezia, Roma, Monaco e Vienna.
Si tratta perlopiù di dipinti e sculture realiste, che trattano temi sociali e interpretazioni del paesaggio, e sono presenti inoltre artisti della corrente simbolista e secessionista.

QUINTO PIANO
In questo livello si trovano sculture, dipinti e grafiche realizzate dall’inizio del Novecento fino alla fine della seconda guerra mondiale, molte delle quali riflettono lo stile secessionista. I temi affrontati sono quelli relativi al progresso e alla civiltà moderna.

Si possono ammirare ritratti realistici e interpretazioni psicologiche dei soggetti, ma anche paesaggi, vedute e autoritratti dalle diverse tecniche pittoriche e scultoree.
Spicca fra l’altro il dipinto “I Gladiatori” di Giorgio de Chirico, vicino a quello del fratello Alberto Savinio “Arianna”.
SESTO PIANO
Si giunge all’ultimo piano caratterizzato dalle vetrate panoramiche, che accoglie opere del secondo Novecento, molte delle quali provenienti dalle biennali di Venezia del 1948 e 1968.
Si incontrano quindi il “Nudo” di Renato Guttuso, Fausto Pirandello con Matinée, Alberto Burri, Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro come Sfera n.4, oltre a opere dei fratelli Dino e Mirko Basaldella.

BIBLIOTECA SERGIO MOLESI
Nel Museo Revoltella si trova anche la Moderna biblioteca di consultazione, specializzata nelle arti dall’Ottocento al oggi, relativa soprattutto alla cultura triestina, del Friuli Venezia Giulia e delle regioni limitrofe.
Raccoglie monografie, cataloghi di esposizioni, periodici e opuscoli ed è consultabile anche online.
MOSTRE TEMPORANEE AL MUSEO REVOLTELLA
In una parte del palazzo Brunner, che ospita la Galleria di arte moderna del Museo Revoltella, si tengono mostre temporanee, spesso prolungate, visto il grande successo di pubblico.

Nel corso del tempo si è tenuta anche un’esposizione dedicata all’artista spagnolo Joan Mirò, che comprendeva 80 opere, fra dipinti, disegni, acquerelli, ceramiche e sculture.
In passato ho avuto modo di visitare la mostra “Monet e gli Impressionisti in Normandia” dove erano ritratti gli spettacolari paesaggi francesi.
Miramare cosa vedere parco e castello!!
Castello di San Giusto a Trieste!!
Udine cosa vedere nel centro storico!!
Venezia cosa vedere in tre giorni!!
Firenze cosa vedere in due giorni!!















