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OLIMPIA GRECIA COSA VEDERE

OLIMPIA GRECIA COSA VEDERE

Olimpia cosa vedere, dove andare, cosa fare visita al museo e al sito archeologico greco, storia e curiosità.

Viaggio in Grecia on the road!!

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Olimpia culla dei giochi olimpici, Patrimonio dell’Umanità dal 1989, fu uno dei santuari più venerati dell’antica Grecia, e simbolo dei valori sportivi di uguaglianza e fair play giunti fino a noi.

DOVE SI TROVA OLIMPIA

Nonostante la sua lontananza da Atene e dai luoghi religiosi e di potere, Olimpia fu un importante santuario per le festività religiose, che si concludevano con i giochi olimpici.

Dedicato a Zeus, il padre degli dei, il sito si trova nel Peloponneso, in prossimità della costa verso Pyrgos, alla confluenza di due fiumi, l’Alfeo e il Cladeo e ai piedi della collina di Kronos.

Il primo santuario greco lo costruirono in mezzo a una vallata piena di ulivi, dai quali ricavavano le corone per i vincitori delle gare olimpiche.

Per questo motivo il primo santuario si chiamò Altis, ossia bosco, che divenne poi Olimpia dal nome del monte sul quale risiedevano le divinità.

OLIMPIADI ANTICHE

Le olimpiadi greche si svolsero dal 776 a.C. ogni quattro anni, nei mesi estivi, e duravano cinque giorni.

Il primo giorno lo dedicavano ai sacrifici e ai rituali agli dei, i tre successivi alle gare vere e proprie, mentre l’ultimo giorno avvenivano le premiazioni e i banchetti.

Le olimpiadi costituirono i primi eventi sportivi, dove competizioni si disputavano fra uomini liberi e uguali, con l’augurio che vincesse il migliore.

Le gare riguardavano la corsa semplice, doppia, di resistenza, il pugilato, la lotta, le corse con le bighe e quelle con le quadriglie condotte da cavalli.

Il pentathlon comprendeva, invece, la corsa, il lancio del disco, del giavellotto, la lotta e il salto in lungo.

Gli atleti partecipanti dovevano essere greci, maschi adulti e liberi; le donne erano quindi escluse.

Ghirlande di ulivo incoronavano gli atleti vincenti, ai quali dedicavano statue esposte poi nel santuario. Costoro venivano accolti inoltre nelle loro città di origine con grandi festeggiamenti e con tutti gli onori.

Durante il periodo delle olimpiadi, ogni guerra e ostilità cessava con la Tregua Sacra, la cosiddetta Ekecheiria. I giochi olimpici simboleggiano ancora oggi pace e vicinanza con gli altri popoli.

ORIGINI DEL SANTUARIO

La regione in cui si trova Olimpia la abitarono fin dalla preistoria, come attestano le numerose ceramiche ritrovate nell’area, risalenti al IV millennio a.C.

I primi altari alle divinità greche risalgono al periodo miceneo, 1200 a.C. circa.

Con l’arrivo dei Dori, i recinti sacri all’ombra degli alberi, diventarono i primi luoghi dedicati al culto di Zeus, dove lasciavano in dono le figure votive e calderoni, ritrovati successivamenti.

STORIA DI OLIMPIA

I giochi olimpici contribuirono a rendere Olimpia un luogo molto importante per tutta la Grecia di quel tempo, ma anche per le sue colonie.

Costruirono edifici monumentali, che ampliarono successivamente, anche per l’arrivo di un gran numero di visitatori.

Con la dominazione romana ristrutturarono molte strutture e ne aggiunsere delle altre, come le terme, l’acquedotto e diverse dimore.

I Romani portarono via dai santuari molti tesori, e li utilizzarono per decorare le loro abitazioni.

Il santuario rimase in funzione fino all’epoca di Costantino il Grande. I giochi olimpici si svolsero infatti per l’ultima volta nel 393 d.C., quando Teodosio li vietò, poichè considerati dei festeggiamenti pagani.

Anche il suo successore perpetrò l’opera di distruzione di questo santuario, ed edificò sull’area abitazioni e trasformò il laboratorio del grande scultore greco Fidia, in una chiesa cristiana.

Un forte terremoto completò la devastazione, e il grande tempio di Zeus fu in parte coperto dal terreno. Furono, tuttavia, anche le alluvioni e gli smottamenti della collina alle spalle del santuario a coprire i resti, che sprofondarono fino a 7 metri.

Nel 1766 l’antico santuario tornò alla luce, e nei decenni successivi, con l’arrivo di grandi spedizioni archeologiche di ogni nazionalità, molti reperti finirono all’estero.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI OLIMPIA

Il primo museo archeologico di Olimpia occupò un edificio neoclassico del 1888.

Vista la vastità delle collezioni e a causa del terremeto del 1954, realizzarono una struttura molto più grande e adatta ad accogliere l’enorme quantità di reperti archeologici ritrovati nel sito.

Il moderno museo antisismico, inaugurato nel 1982, si presenta con 12 sale luminose e spaziose, che ogni giorno accolgono migliaia di visitatori.

All’esterno del museo, una corte circondata da colonne espone reperti ingombranti e un modellino del sito archeologico.

Le collezioni spaziano dall’epoca preistorica all’età romana, con un percorso di visita organizzato in base alle tematiche e alla cronologia storica.

SALA DELLA PREISTORIA

I reperti in mostra in questa sala attestano la presenza in questi territori di tribù fin dal IV millennio a.C.. In particolare, le decorazioni dei vasi, anfore, statuine evidenziano i rapporti intercorsi con popolazioni dalmate.

Del periodo miceneo sono presenti oggetti in bronzo e pietra rinvenuti nelle tombe a tholos.

SALA DEI BRONZI

Armi, decorazioni, calderoni e statuette qui esposti, costituivano la ricchezza delle offerte date alle divinità, e ricordano l’epoca di massimo splendore di Olimpia.

SALA DELLE TERRECOTTE

Decorazioni architettoniche, alcune delle quali presentano ancora colori originari, danno l’idea di quale fosse l’aspetto esteriore degli edifici e dei monumenti nel santuario. In questa sala sono esposti anche vasi, gioielli e ceramiche.

SALA DELLE SCULTURE MONUMENTALI

Fra le grandi opere in mostra è presente il gruppo statuario di Zeus che rapisce Ganimede. In questo caso Zeus è assieme al giovane Ganimede, che tiene in mano un gallo.

Questo animale era considerato un dono d’amore fra uomini. Non a caso, Ganimede fu un bellissimo mitico re troiano, del quale molti re si invaghirono, fra cui Zeus.

L’opera del 470 a.C. in terracotta decorava il frontone di un edificio.

SALA DEI FRONTONI E DELLE METOPE

Frontone tempio di Zeus
Frontone tempio di Zeus

Questa è certamente una fra le sale più scenografiche e importanti del museo, che espone la ricostruzione dei frontoni e delle metope del tempio di Zeus.

Il frontone orientale del tempio con Zeus al centro della scena narra i preparativi della corsa con i carri fra Pelope, mitico fondatore dei giochi olimpici e Enomao, il mitico re dell’Elide, e mostra inoltre il loro giuramento.

La scena simboleggia in questo modo la mitica origine del santuario. Alle due estremità sono evidenti le personificazioni dei fiumi, Alfeo e Cladeo, che attraversano Olimpia.

Sul frontone opposto è raffigurato invece Apollo, in mezzo alla battaglia fra i Lapiti, un popolo della Tessaglia, contro i centauri, creature mitologiche metà uomo e metà cavallo.

Le metope raccontano invece le fatiche di Ercole, mitico re dorico. Simboleggia in questo caso il passaggio dalla giovinezza alla maturità, ed esalta i principi etici con la premiazione della vittoria con l’immortalità.

SALA DELLA NIKE DI PEONIO

La Nike di Peonio, rappresenta la prima vittoria alata della storia. La scultura si trovava davanti al Tempio di Zeus, sopra una colonna triangolare, alta 9 metri, tuttora in parte presente sul luogo.

Nike di Peonio a Olimpia
Nike di Peonio a Olimpia

La Nike è rappresentata nel momento della sua discesa dall’Olimpo, e prima di appoggiare il piede su un’aquila. Molte parti sono mancanti, tuttavia la statua, alta oltre due metri, ben rappresenta la sua simbologia.

LA SALA DI FIDIA

Il grande vaso esposto lo ritrovarono nella bottega di Fidia, il grande scultore greco, vissuto verso il 470 a.C. Le parole incise sopra dimostrano proprio che il leggittimo proprietario fosse Fidia.

La sala ripercorre la storia della realizzazione di una delle meraviglie del mondo antico, la grande statua di Zeus situata nel relativo tempio.

SALA DELLA STATUA DI HERMES CON DIONISO

Prassitele fu lo scultore che realizzò la statua di Hermes con Dioniso, nel 375 a.C. circa. Questa opera, alta oltre due metri, raffigura Hermes, figlio di Zeus, appoggiato a un tronco con il piccolo Dioniso, suo fratello, in braccio.

La statua incompleta rinvenne nel 1877 nel tempio di Era. Sebbene manchino molte parti, sono comunque visibili alcune tracce di pittura rossa.

SALA ELLENISTICA

La piccola sala conserva collezioni di ceramiche e statue ellenistiche. Nonostante l’importanza del florido periodo storico, nella mostra fsono presenti pochi oggetti.

Ciò si deve soprattutto ai saccheggi, terremoti e distruzioni operate da altri popoli. La grande statua di Zeus la trasportarono, infatti, a Costantinopoli dove la distrussero in un secondo momento.

SALA DEL NINFEO

Le statue romane del ninfeo, volute da Erode Attico per l’approvvigionamento idrico del santuario, rappresentano i membri della sua famiglia.

Statue del ninfeo di Olimpia
Statue del ninfeo di Olimpia

Al centro della sala si trova il grande toro-fontana, mentre sulla parete con le finestre si trovano le statue inferiori del ninfeo, e rappresentano la famiglia reale di Marco Aurelio.

SALA DEL METROON

Il Metroon era un piccolo tempio dedicato inizialmente alla Madre degli dei, e poi con l’arrivo dei romani ad Augusto re di Roma.

SALA DEGLI ULTIMI ANNI DEL SANTUARIO

L‘ultimo periodo di attività del santuario di Olimpia lo raccontano gli oggetti in bronzo, gioielli, vasi in vetro, alcuni dei quali giunti con altre popolazioni in un secondo momento.

SITO ARCHEOLOGICO

Una volta usciti dal museo archeologico di Olimpia si percorre un viale alberato che conduce al sito archeologico vero e proprio.

Se si segue una mappa e la Via Sacra, è possibile vedere i resti degli edifici e i santuari, che componevano il villaggio olimpico.

TERME DI KRONION

Il primo grande complesso che si incontrava quando si accedeva all’area, erano le terme di Kronion, che disponeva di una lunga piscina esterna.

Lo costruirono nel periodo ellenico e si componeva di una corte centrale. Nel periodo romano decorarono i bagni con mosaici.

Il terremoto distrusse in parte questa struttura, che utilizzarono poi per attività agricole.

GINNASIO

Il ginnasio era un edificio rettangolare con una corte centrale, circondata da un colonnato. In questi ambienti si allenavano gli atleti per le maratone, le gare di giavellotto e il lancio del disco.

Il nome gimnasium significa anche “nudo“, non a caso gli atleti gareggiavano in questa “mise” per mostrare i loro corpi perfetti alle divinità. Solo al termine delle competizioni si rimettevano la loro tunica.

PRITANEO

Questo edificio rettangolare era il luogo dove risiedevano i sacerdoti del santuario che avevano anche funzioni amministrative oltre che liturgiche e organizzative. Compivano fra l’altro anche i sacrifici sugli altari posti all’esterno.

Il santuario era dedicato a Estia e conservava la fiamma sacra, perennemente accesa. Qui erano accolti gli ospiti d’onore e i vincitori dei giochi olimpici che partecipavano ai banchetti.

PALESTRA

La palestra era in un edificio quadrato, disposto attorno a una corte circondata da colonne doriche, chiamata peristilio, il pavimento invece era cosparso di sabbia per agevolare gli allenamenti.

Palestra di Olimpia
Palestra di Olimpia

Lungo il perimetro si trovavano le camere di varie misure, nelle quali gli atleti si preparavano ungendosi e ascoltando oratori, filosofi e poeti. In questo modo oltre ad allenare il loro corpo arricchivano la loro mente e il loro spirito.

Gli allenamenti che si svolgevano nella palestra erano quelli dedicati alle lotte libere, i salti e il pugilato.

PHILIPPEION

Il Philippeion era un memoriale dedicato a Filippo II di Macedonia, un campione delle corse delle bighe.

Philippeion di Olimpia
Philippeion di Olimpia

La costruzione circolare la realizzò il figlio nel 336 d.C. All’interno si trovava una statua d’oro e avorio della famiglia reale fatta dallo scultore Leocare.

NINFEO

Chiamata anche Esedra di Erode Attico, questa fonte fu costruita nel 160 a.C. per l’approvvigionamento di acqua in tutto il santuario, grazie a un capillare sistema di tubature.

Precedentemente l’acqua era raccolta nei pozzi, ma durante i giochi olimpici risultava insufficiente al fabbisogno di tutta l’area.

L’esedra era composta da due bacini. Quello semicircolare era coperto da un’abside su due livelli, che culminava con una semi-cupola fatta in mattoni e decorata in marmo.

Le nicchie su due ordini contenevano nella parte inferiore le statue della famiglia dell’imperatore romano di Antonino Pio, successore di Adriano.

Nella parte superiore invece si trovavano quelle della famiglia di Erode Attico. Al centro era posta la statua marmorea di un toro.

Il secondo bacino d’acqua dalla forma rettangolare allungata e si trovava davanti alla precedente. Due piccoli templi corinzi erano posti alle estremità e contenevano delle statue.

Durante il periodo cristiano molti elementi architettonici dell’esedra li utilizzarono per la costruzione della basilica, l’ex laboratorio di Fidia lo scultore.

HERAION IL TEMPIO DI ERA

Il tempio di Era fu il primo tempio che costruirono a Olimpia nel VII secolo a.C. ma per due secoli lo condivise con da Zeus, il marito.

Inizialmente, questo tempio costituì un deposito di tesori, come il disco della Sacra Tregua e il tavolo in oro e avorio, sul quale sistemavano le corone per i vincitori.

In onore di della dea Era organizzavano le uniche competizioni fra donne, che consistevano in gare podistiche. Le donne, infatti, non potevano partecipare a nessun’altra competizione e neppure guardare i giochi olimpici.

Il tempio di Era è ancora oggi il punto di inizio dei festeggiamenti dei giochi olimpici. Qui avviene infatti l’accensione della fiaccola olimpica. Uno specchio convesso riflettente sprigiona il fuoco, che viene poi tarsportato fino al luogo delle olimpiadi.

La prima volta che accesero la fiamma in questo modo fu nel 1936, in occasione delle olimpiadi di Berlino.

L’edificio era circondato da colonnati dorici, con 6 colonne sui lati corti e 16 su quelli lunghi. In origine era costituito perlopiù in legno e mattoni, con decorazioni in bronzo.

Con le successive donazioni da parte dei fedeli, sostituirono le varie parti con massicci blocchi in pietra.

Il tempo ospitava la famosa statua di Prassitele, l’Hermes con Dioniso, custodita nel museo archeologico di Olympia. Prassitele fu uno degli scultori più importanti dell’età classica.

EDIFICIO PREISTORICO DEL II MILLENNIO A.C.

Le fondamenta di antichi edifici risalenti al II millennio a.C. le rinvennero nel 1908. Si trattava di strutture a forma absidale nelle quali scoprirono vasi con decorazioni che richiamavano quelle di popoli dalmati.

METROON

Il Metroon era un tempio dorico con sei colonne sui lati corti e 11 su quelli lunghi, che era dedicato a Meter o Cibele, la madre degli dei.

Sotto il dominio romano divenne il luogo di culto in onore degli imperatori romani e la cella era decorata con le loro statue.

TERRAZZA DEI TESORI

La terrazza dei tesori era composta dai 12 edifici a forma di tempio, che soprattutto le colonie greche donarono al santuario

Si trattava di camere del tesoro che custodivano le offerte alle divinità, spesso armi appartenute a famosi personaggi dell’epoca, come spade, scudi e elmi, ma anche statue e oggetti in oro e argento.

Era un modo, per le colonie di ottenere fama e notorietà anche in patria. Non tutti questi mini santuari sono stati ricondotti alle città che li hanno finanziati. Fra le principali furono Gela, Sibari, Selinunte, Megara, Metaponto e Siracusa.

ZANES

Prima di entrare nello stadio, ai piedi della terrazza del tesoro, si trovano delle pietre squadrate.

In origine costituivano i basamenti per le cosiddette statuette di Zeus (Zanes è il plurale di Zeus), che gli atleti dovevano pagare per le loro azioni scorrette.

Oltre alle sanzioni questi “atleti” ritrovavano il loro nome inciso sui piedistalli in pietra, che indicavano anche le colpe di cui si erano macchiati.

Questo serviva da monito ai futuri atleti che dovevano gareggiano alle olimpiadi.

STADIO DI OLIMPIA

Lo stadio oggi ancora visibile risale al V secolo, ma in precedenza, i giochi olimpici si tenevano in una zona pianeggiante di fronte alla terrazza dei tesori.

La costruzione del grande tempio di Zeus, comportò il suo spostamento e l’ingrandimento al fine di ospitare spettatori e atleti, che arrivavano da tutta la Grecia.

Olimpia stadio
Stadio olimpico di Olimpia

La realizzazione del portico dell’eco, isolò lo stadio dall’area sacra, e divenne così una struttura sportivo e sociale anzichè religiosa.

Il circuito interno dello stadio era lungo 212 metri, mentre due linee in pietra indicavano il punto di inizio e di fine delle gare.

Solamente i giudici avevano un podio dove sistemarsi sul lato meridionale, mentre sul lato opposto si trovava l’altare di Demetra, la cui sacerdotessa era l‘unica donna ad avere diritto di assistere ai giochi.

Lo stadio ospitava fino a 45.000 spettatori, che si sedevano direttamente sulle sponde rialzate, poichè non ci furono mai posti a sedere fissi. I personaggi più importanti disponevano invece di sedili in pietra.

L’accesso dello stadio era costituito da un passaggio coperto, lungo 32 metri, chiamato cripta mentre un portico monumentale lo aggiunsero all’estremità opposta in epoca romana.

Olimpia entrata stadio
Olimpia entrata stadio

Nello stadio si tenevano tutte le gare olimpiche, ad eccezione delle corse dei cavalli e delle corse delle bighe che avvenivano nell’ippodromo, l’Alpheios, distrutto dalle inondazioni.

I campioni delle olimpiadi del 2004, che si svolsero ad Atene, li incoronarono proprio nello stadio di Olimpia, dopo ben 17 secoli.

ECO PORTICO

Questo edificio era famoso per l‘eco che si diffondeva per sette volte. La parte frontale era composta da un colonnato dorico.

Era chiamato anche Portico dipinto poichè all’interno presentava affreschi. Di fronte si trovavano due alte colonne di 8.5 metri, sulle quali erano posizionate le statue di Tolomeo II Filadelfo, un faraone egizio e Arsinoe II Filadelfo, regina egizia e macedone.

CASA OTTAGONALE DI NERONE

Questa villa con una corte, che disponeva di molte stanze, giardini e bagni lussuosi, si chiamva la casa ottagonale, per la presenza di una sala con questa forma. Sono in parte visibili ancora dei mosaici e i soffici ad arco dei bagni.

Edificarono la villa nel I secolo a.C. sui resti del tempio di Hestia, dove soggiornò anche l’imperatore Nerone durante i giochi olimpici del 67 d.C.

VITTORIA ALATA DI PEONIO DI MENDE

La vittoria alata, Nike, posizionata su una particolare colonna triangolare alta 9 metri, fu realizzata nel 421 a.C. da Peonio di Mende, un importante scultore greco dell’epoca.

Colonna triangolare a Olimpia
Colonna triangolare a Olimpia

Un’iscrizione votiva nella parte anteriore, si riferiva alla vittoria dei Messeni e Lepantini sugli Spartani.

Alla base, un’altra dicitura ricorda Peonio come vincitore di una gara per la realizzazione degli acroteri, delle decorazioni del frontone del tempio di Zeus. La Nike di Peonio è conservata al museo archeologico di Olimpia.

TEMPIO DI ZEUS

Il tempio di Zeus lo innalzarono nel 470 a.C., nella posizione più elevata del santuario. Viste le sue dimensioni, fu uno dei più grandi del Peloponneso, ma anche il modello per i successivi templi dorici.

Tempio di Zeus a Olimpia
Tempio di Zeus a Olimpia

All’interno del tempio si trovava la statua di Zeus, crisoelefantina, fatta cioè d’oro e avorio, una delle sette meraviglie del mondo antico.

Fidia fu lo scultore che realizzò questa imponente opera alta 12 metri, che occupava tutta l’altezza interna del tempio. La statua la trasportarono in seguito a Costantinopoli ma andò distrutta nell’incendio del 475 a.C.

E’ facile notare l’unica colonna in piedi di tutto il tempio di Zeus. Questa è stata ricostruita, da una spedizione archeologica tedesca, in occasione dei giochi olimpici del 2004.

BOULEUTERION

Il Bouleuteion, uno degli edifici più antichi del santuario, fu la sede degli organizzatori dei giochi olimpici. 

In questo luogo gli atleti si registravano e annunciavano il programma delle olimpiadi. Prendevano inoltre le decisioni sulle penalità per le offese fatte dagli atleti.

In origine la struttura si componeva di una hall quadrata fiancheggiata da due edifici absidali. All’interno si trovava la statua di Zeus con una faccia minacciosa, davanti alla quale dovevano giurare onestà e integrità, sia gli atleti che i loro familiari e i loro allenatori.

TERME DI LEONIDA

Queste terme facevano parte di un edificio molto grande, che fungeva da albergo. I mosaici e il sistema di riscaldamento sono ancora visibili.

Nei secoli successivi, utilizzarono l’edificio come cantina e costruirono una fornace per la realizzazione del vetro.

LABORATORIO DI FIDIA

Fidia fu un importante scultore dell’antica Grecia che arrivò a Olimpia verso il 438 a.C,  dopo aver completato le statue dei frontoni del Partenone di Atene.

Laboratorio di Fidia a Olimpia
Laboratorio di Fidia a Olimpia

La statua di Zeus la costruì in questo laboratorio, che aveva le stesse dimensioni del tempio. L’interno della statua era in legno e ricorperta d’oro, avorio e vetro.

Durante gli scavi rinvennero parti di questi materiali, come pure le matrici in argilla per le forme della statua. La statua colossale la trasportarono probabilmente a pezzi dentro il santuario. Zeus era ritratto seduto su un trono dorato e decorato con scene mitologiche.

La basilica cristiana fu invece eretta verso il 430 d.C. con un soffitto in legno e tre navate. Una piccola cancellata in marmo è ancora visibile all’interno.La basilica fu distrutto nel 551 d.C. da un terremoto.

Un prezioso vaso, ritrovato durante gli scavi, attesta che questo fu veramente il laboratorio di Fidia, poichè lui stesso vi scrisse il suo nome.

BAGNI GRECI E LE TERME DEL CLODEO

I bagni costruiti nel V secolo a.C. vicino al fiume Kladeo, li ampliarono successivamente con stanze riscaldate. I romani costruirono poi le terme con mosaici pavimentali meravigliosi, in parte preservati.

THEOKOLEON

L’edificio rettangolare era composto da otto sale aperte su una corte interna. Ospitava i sacerdoti e le persone che riferivano i responsi degli oracoli.

Annunciavano la Sacra Tregua e spiegavano agli ospiti i rituali dei giochi, suonavano i flauti durante i sacrifici. In seguito i Romani ampliarono la struttura.

GIARDINO BOTANICO DI OLIMPIA

Tornando verso il museo archeologico, si può concludere la visita con il giardino botanico, che si estende alle pendici della collina di Kronos.

L’intento del giardino è quello di far conoscere le specie di piante esistenti fin dall’antichità, viste e studiate anche dai botanici e dagli studiosi di allora.

Passeggiando, si ha modo apprendere informazioni su alberi e cespugli e i loro nomi scientifici, sentire i profumi di piante aromatiche come timo, rosmarino, lavanda, menta.

Se si sale fino in cima alla collina di Kronios è possibile vedere i resti di un antico santuario, risalente all’epoca romana e classica.

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