CITTÀ DEL MESSICO COSA VEDERE
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Città del Messico è una megalopoli, considerando anche l’area metropolitana che la circonda, per cui i suoi abitanti sono quasi 20 milioni….
Numerosi sono i quartieri periferici, che si espandono su un altopiano a 2200 metri di altitudine.
La città è circondata da vette e picchi vulcanici, fra cui il maestoso Popocatepetl, tuttora attivo…
STORIA DI CITTÀ DEL MESSICO
La capitale messicana è sorta esattamente sul luogo in cui si trovava la precedente civiltà dei Mexica o Aztechi.
Il nome della città deriva quindi dai Mexica, i sudditi dell’imperatore Montezuma, che così si definivano.
TENOCHTITLÀN
L’antica città di Tenochtitlàn nacque nel 1325, nel momento in cui le tribù nomadi si stabilirono su un’isola in mezzo allo scomparso lago Texcoco, della Valle del Messico.

Divenne talmente grande che rimase la capitale azteca fino al 1519, ossia quando arrivarono i Conquistadores spagnoli.
Il nome Tenochtitlàn significa probabilmente “in mezzo ai cactus che crescono fra le rocce” oppure deriva dal nome di uno dei sovrani aztechi.
La città si sviluppò in mezzo a un basso lago, circondato da paludi, e il luogo fu scelto in seguito a una profezia.
Secondo la credenza, tutto ciò si doveva avverare solo dopo aver visto un’aquila, con un serpente in bocca, appoggiata da qualche parte su un cactus. Scena rappresentata oggi proprio sulla bandiera del Messico.
Il Lago Texcoco era a quel tempo uno dei cinque laghi di questa vallata, dove sorsero due città, una delle quali era proprio Tenochtitlàn. Questo antico popolo, costruì un sistema di canali, dighe e argini e fu in grado di separare le acque dolci da quelle salmastre.
Lunghi acquedotti in terracotta rifornivano l’abitato di acqua potabile proveniente dalle montagne.

Si diramavano varie strade, mentre ponti la collegavano alla terraferma. Tutto attorno si trovavano giardini galleggianti, le Chinampa, sui quali coltivarono frutta, verdura e cereali.
E’ possibile farsi un’idea di questo tipo di paesaggio a Xochimilco, nella parte meridionale di Città del Messico, un’area molto pittoresca e turistica.
ARRIVO DI HERNÀN CORTES
Quando gli Spagnoli arrivarono a Tenochtitlàn, la città contava ben 200 mila abitanti, era molto fiorente e l’imperto degli Aztechi era esteso e ben organizzato.
Il centro era costituito da magnifici palazzi e maestosi templi religiosi. Di questi sono rimasti solo i resti del Templo Mayor, dedicato alle divinità del Sole e della Pioggia.
Il sovrano azteco Montezuma II, che governava a quel tempo, accolse i Conquistadores, ma costoro non si fidarono, anche perchè miravano all’oro, che era stato loro promesso.
Attaccarono quindi gli Aztechi e li ridussero in schiavitù, e successivamente nuove malattie portate dagli Europei decimarono la popolazione.
Le loro terre furono occupate e la città di Tenochtitlàn venne distrutta. Sulle sue macerie è sorta così la capitale del nuovo Regno di Spagna.
ZÓCALO DI CITTÀ DEL MESSICO
Il cuore storico della capitale messicana è rappresentato dallo Zócalo, o Plaza de la Constitutión, uno spazio quadrangolare fra i più vasti del mondo.
Su di esso si affacciano la Cattedrale Metropolitana e il vicino Sagrario. Sul fianco, Plaza Manuel Carmo conduce invece ai resti del Templo Mayor, che fu solo uno dei templi che costituivano il centro religioso dell’antica Tenochtitlán.

In questo sito è possibile visitare l’interessante museo, che racconta la sua storia ed espone manufatti ritrovati casualmente in seguito agli scavi degli ultimi decenni.
Il Palacio Nacional è un altro enorme edificio posto sullo Zócalo, che è sede del Governo del Messico e del Presidente della Repubblica Federale. All’interno, colorati murales di Diego Rivera e di altri muralisti messicani decorano le scalinate e i corridoio esterni.
PLAZA DE SANTO DOMINGO
Poco più a nord dello Zócalo, è situata Plaza de Santo Domingo, dalla forma allungata e fiancheggiata da storici edifici. E’ sorta probabilmente sui resti di un antico palazzo dell’ultimo imperatore azteco, come dimostrano i resti ritrovati.
PALAZZO DELL’INQUISIZIONE
La prima Chiesa di Santo Domingo, dalla quale prende il nome la piazza, la costruirono nel 1521. Ampliata successivamente, si caratterizza per il suo bel portale anteriore in stile barrocco. I Domenicani collaborarono anche all’attività del vicino Palazzo dell’Inquisizione.

Questo ultimo fu realizzato in seguito all’attentato condotto proprio dal figlio di Hernán Cortés nel 1566. A spingerlo fu la volontà di raggiungere l’Indipendenza della Nuova Spagna, ossia dell’attuale Messico, dalla madrepatria Spagna.
Il tribunale rimase in funzione fino al 1821, per poi essere trasformato in una scuola di medicina e museo. Il lungo palazzo, dalla tipica facciata in pietra vulcanica rosso scuro, ospita sale espositive di medicina, che fanno parte dell’università, una biblioteca a tema e un bel giardino botanico di piante medicinali.
Di fianco, si trova il Palazzo della Vecchia Dogana, realizzata nel 1729 per riscuotere le tasse sulle compravendite. Ospita ora gli uffici del Dipartimento dell’Educazione, ma vale la pena vedere la bella scalinata interna con il murales di David Alfaro Siqueiros.
Sul lato opposto della piazza, un altro antico edificio presenta alla base un porticato, sotto il quale, fin dal 1800, si sono installati “scrivani“, che compilano documenti per coloro che non ne sono capaci.

La fontana centrale della piazza ritrae la Corregidora, una rivoluzionaria che ha partecipato all’Indipendenza messicana.
PALACIO DE ITURBIDE
Seguendo la strada pedonale di Francisco Madero I, a ovest dello Zócalo, si arriva invece al parco di Alameda Centrale. Lungo il percorso si trova il bellissimo Palacio de Iturbide, una storica dimora di sovrani.

L’edificio della fine del Settecento, lo abitò il primo sovrano messicano, Augustìn de Iturbide, eletto in seguito all’Indipendenza del Messico, avvenuta nel 1821.
La struttura è sede di un centro culturale, nel quale si tengono eventi e mostre temporanee e appartiene a una banca.
Le facciate in pietra vulcanica del Palacio de Iturbide dallo stile barocco, sono riccamente decorate con motivi geometrici e floreali. Al centro si trova invece una bella corte coperta e circondata da porticati.

CHIESA EX CONVENTO DI SAN FRANCESCO
Nelle vicinanze, sulla stessa via si raggiunge una grande arcata, che conduce in un cortile e davanti all’entrata di quello che fu il primo convento francescano in Messico.
Lo costruirono nel 1525, su quello che fu il giardino zoologico dell’imperatore azteco Montezuma. A quel tempo occupava un’area molto estesa.

L’attuale complesso è invece del 1710, ma nel corso del tempo si è notevolmente ridotto, in seguito ad espropri terrieri.
Molte sue parti si possono ritrovare in costruzioni adiacenti più recenti. In una panetteria e in una libreria, ad esempio, sono presenti ancora delle sale e delle cappelle, mentre della vicina Chiesa Metodista, fa parte il grande chiostro dell’ex convento.
L’ingresso principale, che non è più quello originario, è posto infatti in corrispondenza della Capilla de Balvanera. La facciata in stile barocco messicano la disegnò, fra l’altro, lo stesso architetto che si occupò del Sagrario della Cattedrale Metropolitana.
CASA DE LOS AZULEJOS
Sul lato opposto della strada, rispetto alla chiesa di San Francesco, è situata la Casa de los Azulejos, o Casa del Conde del Valle de Orizaba.

Questa costruzione realizzata nel 1524, venne modificata nel 1737 con il tipico rivestimento di ceramiche Talavera, caratteristiche della città di Puebla. I loro colori azzurro, bianco e giallo si distinguono nettamente in mezzo agli edifici circostanti.
L’architettutura comprende decori churriguereschi e balconate in ferro battuto, arrivate appositamente dall’Oriente.
Murales decorano invece gli interni, fra cui quello di Orozco collocato presso la scalinata, che conduce ai piani superiori.
Nella corte centrale, coperta da una vetrata, si possono trovare una fontana addossata alla parete, caffetterie e attività commerciali di una nota catena messicana.
TORRE LATINO AMERICANA CITTA DEL MESSICO
Uno dei primi grattacieli di Città del Messico è stata la Torre Latinoamericana, disegnata dall’architetto messicano Augusto Alvarez.

Commissionata da una compagnia assicuratrice, è stata costruita fra il 1948 e 1956, e con i suoi 166 metri di altezza, è rimasta uno dei grattacieli più alti dell’America Centrale fino al 1972.
Questo è stato considerato, inoltre, il terzo grattacielo più alto al mondo, al momento della sua inaugurazione e il primo ad essere dotato di sistemi antisismici.

La Torre Latinoamericana detiene anche il primato di essere stata la prima ad avere un rivestimento in vetro.
La sua altezza raggiunge i 44 piani che culminano con una piattaforma panoramica con vista a 360° su tutta Città del Messico. Un museo racconta anche la storia del luogo e della torre ma anche dei monumenti circostanti.
ALAMEDA CENTRALE
Un grande parco del centro storico di Città del Messico è l’Alameda Centrale, di forma rettangolare, costellato di viali, monumenti e fontane.

Attorno ad esso sono presenti molti edifici d’epoca, musei e vie dello shopping. Il Palacio de Bellas Artes è un capolavoro architettonico in stile Belle Epoque, ma vanta all’interno uno splendido stile Art-Decò.
Oltre a una grande sala teatrale, ospita il Museo de Bellas Arte e quello di Architettura. Lo decorano inoltre imponenti opere dei muralisti messicani, fra cui quelle di Diego Rivera.

PLAZA TOLSÁ DI CITTÀ DEL MESSICO
Questa piazza prese il posto di un antico ospedale e il suo nome deriva da quello dell’architetto Manuel Tolsá, l’autore della grande statua equestre che troneggia in centro.

Raffigura Carlo IV di Spagna, ma per varie vicissitudini è soprannominata El Caballito, ed è stata mantenuta solo per il suo valore artistico.
All’epoca fu ritenuta seconda per grandezza solo alla statua equestre di Marco Aurelio in Piazza del Plebiscito a Roma.
Questo spazio è sempre animato sia per gli eventi culturali che per la presenza del Museo Nacional de Arte de Mexico. Occupa un edificio neoclassico, ed espone opere inerenti la storia messicana, compresa fra la metà dell’XVI e il XX secolo.
In questa area di Città del Messico sono presenti altri grandi edifici, come il Palazzo delle Poste, in stile plateresco, realizzato dall’architetto italiano Adamo Boari, con le facciate decorate di ornamenti marmorei e un orologio.

Il museo dedicato all’architetto valenciano Manuel Tolsá è situato nel Palacio de Minerìa, dove sono esposte sculture, oggetti e i suoi progetti. La corte centrale è riparata da una copertura molto particolare e vi salgono grandi scalinate.
Questo edificio, sorto per ospitare la Facoltà di Ingegneria nel ramo minerario, ospita tuttora sezioni universitarie, ma anche manifestazioni culturali come la Fiera del Libro.
A pochi passi dal Museo Nacional de Arte è possibile recarsi nello storico Caffè de Tacuba, dalla tipica architettura coloniale.
PASEO DE LA REFORMA
Un altro luogo iconico di Città del Messico è rappresentato dal lungo Paseo de la Reforma, ideato da Massimiliano I d’Asburgo quando divenne il primo imperatore del Messico. Ampliato nel corso dei secoli, è lungo ora oltre dieci km e congiunge i vari quartieri periferici al centro città e soprattutto al Parco di Chapultepec.

Sul Paseo de la Reforma si possono ammirare grandiosi monumenti celebrativi di personaggi chiave della storia del Messico, sia preispanica, che rivoluzionaria.
Ci sono fontane, sculture moderne, grattacieli scintillanti, ristoranti e shopping center. All’altezza della rotonda con l’Angel de l’Indipendencia si svolgono parate e proteste, ma anche festeggiamenti sportivi.
PARQUE DE CHAPULTEPEC
Chiamato anche Bosque de Chapultepec, questo enorme polmone verde di Città del Messico è suddiviso in varie sezioni. Nella prima, posta in corrispondenza della fine del Paseo de la Reforma, sono concentrati le maggiori attrazioni turistiche.
In origine questa era una zona vulcanica, abitata in seguito da diversi popoli aztechi, come testimoniano i vari reperti ritrovati e ancora visibili.

Divenne poi il luogo della residenza reale e presidenziale, che non è però più il Castillo de Chapultepec sulla collina.
Numerosi sono i musei d’arte e archeologici, primo fra tutti il grandioso Museo Nacional de Antropología, che conserva manufatti provenienti da tutti i siti archeologici messicani e non solo.
Molto amato è il laghetto dove è possibile noleggiare delle imbarcazioni a remi e fare un giro, ammirando il paesaggio circostante.

DISTRETTI DI CITTÀ DEL MESSICO
La capitale messicana si è ingrandita nel corso del tempo annettendo man mano paesi e nuclei abitati periferici.
Come New York e Tokyo, si suddivide in 16 distretti, posti anche a decine di km dal centro storico. Suddivisi a loro volta in barrios, presentano ciascuno peculiarità ambientali e urbanistiche particolari.
COLONIA CONDESA E ROMA
Questo quartiere adiacente al Parco di Chapultepec, è molto amato dai visitatori, che qui possono trovare un’atmosfera rilassata e tranquilla. Tutto ciò deriva dalla presenza di locali, librerie, gallerie d’arte e ristoranti, ma anche per la vita notturna molto animata.
Vi si trovano inoltre bei viali, parchi e residenze, appartenute in passato a ricchi benestanti, che specie in seguito al terremoto del 1985 si sono trasferiti altrove.
Si possono vedere stili architettonici dei primi anni del XX secolo, art-nouveau e neo-coloniale.
Interessanti da vedere sono il Parque Espana e Parque Mexico, e la Fuente de Cibeles, replica di quella di Madrid, posta su una rotonda.
In prossimità del Parco di Chapultepec, è posizionata anche la casa-studio dell’architetto messicano Luis Barragàn, dichiarata Patrimonio Unesco.
Molto noti sono anche i quartieri di Xochimilco e Coyoacàn situati nella parte meridionale…..ma non può mancare anche una visita alla grandiosa Basilica della Virgen de Guadalupe.…a nord….
Baja California cosa vedere on the road!!
Città del Messico cosa vedere!!














