CHÂTEAU LAURENS AGDE COSA VEDERE FRANCIA
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Château Laurens, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è un castello, ma una spettacolare villa eclettica e con una storia relativamente breve ma turbolenta….

STORIA DI CHÂTEAU LAURENS
Tutto cominciò con uno studente di medicina di Agde, che si ritrovò ad ereditare una vera fortuna da un lontano cugino della madre, il Barone de Fontenay.
A quel tempo Emmanuel Laurens, nato nel 1897, aveva 24 anni, ed era figlio di un ingegnere del luogo.
Oltre a una montagna di soldi, l’eredità comprendeva rendite, un molo nel porto di Marsiglia, magazzini in Africa e a Ceylon, e vati possedimenti terrieri.
Fin da subito Emmanuel si diede alla pazza gioia e interruppe i suoi studi, e cominciò a viaggiare.
Si recò per lungo tempo in Egitto, Madagascar e altri luoghi esotici, fino a quando non dovette tornare per la morte del padre.
La sua fortuna continuò in quanto si ritrovò ad avere dal padre anche una tenuta sulla Belle-Isle, lungo le sponde del fiume Hérault ad Agde, nel sud della Francia.

COSTRUZIONE DI CHÂTEAU LAURENS
Nel 1898, Emmanuel maturò l’idea di volersi costruire la casa dei suoi sogni, che rispecchiasse anche la sua nuova vita sfrenata e lussuosa. Diede così libero sfogo ai suoi gusti architettonici e artistici.
Dotò l’edificio di ogni comfort, che comprendeva un impianto idrico di acqua calda e fredda, il riscaldamento centralizzato e l‘elettricità, ottenuta con una turbina idroelettrica.
Materiali pregiati e il contributo di artigiani quotati gli permisero di realizzare la casa da lui stesso progettata. Nel tempo, tuttavia, molte sono state le carenze strutturali a presentarsi e a contribuire al suo decadimento.

Le sue passioni dei viaggi e delle arti si rispecchiarono nell’architettura e nelle decorazioni.
Villa Laurens con il suo eclettismo riunisce elementi art nouveau, con quelli dell’antichità di Roma, Grecia ed Egitto, ma presenta anche influenze orientali e moresche.
Emmanuel Laurens viaggiò per anni anche in Russia, Uzbekistan e molte altre parti del mondo, e acquistò anche vari panfili. Divenne un mecenate e collezionò oggetti e manufatti, che integrò nel design della sua dimora.

Nonostante questo miscuglio di stili, riuscì a dare alla villa un’armonia di gusti molto equilibrati fra loro. Realizzò in tal modo le sue fantasie e diede forma alla sua spiritualità, interessato com’era anche all’occultismo e alla cabala.
Le sue manie di grandezza lo portarono a sentirsi superiore ai compaesani, tanto che chiamò la sua dimora Château Laurens e non Villa Laurens.
Questo fu anche considerato un luogo di perdizione, dove invitava amici eccentrici come lui stesso era, che arrivavano anche in treno direttamente nella sua proprietà.
Costruì proprio allora una ferrovia, tuttora esistente, che gli consentiva di raggiungere comodamente anche Montecarlo e altre località.

Si innamorò pazzamente della cantante Louise Blot, che sposò, dopo la morte della madre nel 1921.
Visse con lei tutta la vita. Per lei costruì la grandiosa Sala della Musica, che richiama le forme di una chiesa neogotica. Qui amava esibirsi davanti ad amici e personalità famose.

DECADENZA DI CHÂTEAU LAURENS
La vita sregolata e sfarzosa comportò l’inevitabile prosciugamento delle sue ricchezze. Andò in bancarotta, complice la crisi economica del periodo e della seconda guerra mondiale.
Nel 1938, non più in grado di mantenere la villa, dovette venderla, con l’accordo però di abitare alcuni spazi assieme alla moglie, che morì nel 1951.

Per tutta la vita visse con loro anche la sorella Marguerite, che soffriva di un handicap mentale.
Quest’ultima, con la morte di Emmanuel avvenuta nel 1959, si ritrovò però senza un tetto sulla testa. Dovette elemosinare per le strade della città fino all’ultimo momento della sua vita, avvenuta nel 1967.
La casa ormai in totale stato di degrado da molti anni, subì danni e furti. Nel corso del secondo conflitto mondiale fu occupata dai tedeschi, che lasciarono i segni del loro passaggi, anche sottoforma di graffiti sui muri.

Nel 1994, la Città di Agde la acquistò e grazie a grosse sovvenzioni e dopo venti anni di restauri, è stata finalmente aperta al pubblico.
ARCHITETTURE E DESIGN DI CHÂTEAU LAURENS
La visita allo Château Laurens è un susseguirsi di emozioni e meraviglie, non solo per i conoscitori dell’arte.
Oltre alla scoperta della sua interessante storia, si possono ammirare influenze artistiche internazionali. Sono soprattutto legate a epoche remote, ma reinterpretate in chiave moderna e secondo il gusto del proprietario.

Il restauro di questa costruzione ha cercato di restare il più fedele possibile alla volontà del committente. Qualche modifica è stata tuttavia apportata, soprattutto per problemi tecnici.
Emmanuel, nel suo progetto, cercò di trasporre tramite allegorie le sue esperienze di viaggio non dal lato oggettivo o fisico, quanto interiore, spirituale e sensoriale.

COME E’ FATTO CHÂTEAU LAURENS
Questa splendida villa eterogenea è situata in una pittoresca posizione, proprio sulle sponde del fiume Hérault. Ad accresce la sua bellezza contribuiscono anche il giardino lussureggiante, che racchiude antiche piante, laghetti ornamentali e varie costruzioni.
La costruzione si presenta con una facciata neoclassica preceduta da una grande scalinata. Completano il tutto un colonnato in marmo nero, pitture e fregi parietali, pavimentazioni decorate, mentre il tetto è costituito da diversi terrazzamenti.

All’interno, tutti gli ambienti minuziosamente decorati con tonalità accese, che vanno dal rosso mattone, agli ocra, verdi e blu.
L’edificio si sviluppa principalmente su due livelli. Al piano terra dopo il peristilio esterno ci si ritrova in un piccolo vestibolo che prosegue con un ampio corridoio. Sui lati sono collocate due camere e un bagno da una parte e un fumoir e la sala moresca sull’altro.

Il corridoio culmina con l’atrio che conduce alla sala da pranzo, al salone della musica, alla già citata sala marocchina. In corrispondenza delle scale, che salgono al livello superiore, si raggiungono anche il grande salone e lo splendido studio.
Il piano superiore conta altre camere da letto, gli spazi per la servitù, il laboratorio e tre grandi terrazze.

SPAZI PIU’ SUGGESTIVI
L‘atrio è senza dubbio il punto più scenografico di tutta la costruzione. Lo delimitano quattro colonne di onice rosso, con al centro una vasca rettangolare bassa che ricordano atmosfere moresche.
Si estende su due livelli, con scalinata in origine senza balaustra, con decorazioni ispirate all’antico Egitto. Un luminoso lucernaio sormonta questo spazio, che termina in corrispondenza della terrazza sul tetto.
La Sala della musica ricorda una cappella gotica allungata con il soffitto dorato e decorato molto elevato. In questo caso, non tutte le decorazioni parietali sono quelle originali.

Il Bagno magnificamente decorato con vasca piscina rivestita di piastrelle in maiolica.
Il Laboratorio è considerato come fosse una stanza segreta, la porta è infatti mimetizzata nella decorazione della parete del corridoio. Si ispira alle linee moderniste del catalano Gaudì, con grandi finestre a forma di arco parabolico.
Il lungo bancone era utilizzato dal proprietario per i suoi esperimenti scientifici, appassionato com’era di alchimia.
Lo studio al piano terra, che è delimitato da una meravigliosa parete vetrata colorata, conserva mobili unici nel loro genere.

Questa villa dalle stanze stravaganti, ma non tutte arredate con arredi originali, in quanto andati dispersi nel corso del tempo, rappresenta senz’altro una meta da non perdere in un viaggio ad Agde e nei suoi dintorni.
La visita avviene su prenotazione con vari percorsi di approfondimenti storico-artistici.
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