Ponte Vecchio cosa vedere Firenze

PONTE VECCHIO COSA VEDERE A FIRENZE

Ponte Vecchio segna il passaggio fra il cuore storico di Firenze e i quartieri di Oltrarno. Questo è il ponte più antico della città, con una lunga storia travagliata alle spalle….Scopriamo, quindi, le sue caratteristiche e le sue curiosità…

STORIA DEL PONTE DI FIRENZE

Quando, nel I secolo a.C, i romani posero le basi della nuova città di Florentia, come sempre l’organizzarono seguendo lo schema del decumano e del cardo maximo, ossia le due strade principali che si incrociavano ad angolo retto.

Panorama sull'Arno dal ponte di Firenze
Panorama sull’Arno dal ponte di Firenze

Il cardo arrivava, allora, fino all’Arno, dove oggi si trova, invece, la Piazza del Pesce. La necessità di attraversare il fiume portò, quindi, alla costruzione del Ponte Vecchio, che era situato, fra l’altro, in uno dei punti in cui le due sponde erano più vicine. Il ponte a quel tempo era costruito in legno, e i piloni erano piantati in posizione obliqua, affinchè le acque in piena non lo travolgessero.

Nel 123 d.C, Adriano lo rinforzò in muratura, poichè Firenze si ritrovò ad essere sulla Via Cassia. Le scorrerie dei barbari del VII secolo, innondazioni e incendi portarono, tuttavia, alla sua distruzione.

Fu solamente nel 1345, che Taddeo Gaddi progettò un ponte nuovo tutto in pietra, con tre arcate e quattro torri angolari merlate. Aggiunsero, poi, i ballatoi con arcate inferiori, che ospitavano bancarelle di verdurai,macellai e pescivendoli, data la comodità di smaltimento degli scarti nel fiume.

Il passaggio di queste attività commerciali a mani private e facoltose, vide un ulteriore ampliamento dell’area, con costruzioni sporgenti, o aggettanti, sul fiume.

Nel 1565, Cosimo I dei Medici commissionò a Giorgio Vasari il famoso Corridoio Vasariano, per permetteva di collegare Palazzo Vecchio, sede del governo a Palazzo Pitti, residenza dei duchi.

La simmetria del ponte, quindi, mutò radicalmente, e un fianco era più elevato dell’altro. Per rendere più decoroso il ponte, orafi e gioiellieri presero il posto delle attività precedenti, che tuttora esistono.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE E IL PONTE

Nel 1938, il ponte di Firenze rischiò, nuovamente, la distruzione, dovuta alla ritirata dei tedeschi. Contrariamente agli altri ponti fiorentini, Ponte Vecchio scampò al suo destino, probabilmente su ordine di Hitler o per un caso fortuito.

Ciò avvenne, probabilmente, grazie al sabotaggio da parte di un certo Burgasso, una specie di tuttofare, che dava una mano agli orafi. Proprio per il suo aspetto innocuo, i tedeschi lo lasciarono gironzolare liberamente. Fu così che capì le loro intenzioni di distruggere il ponte, e le riferì, quindi, ai militari italiani, che trovarono le cariche esplosive.

L’ALLUVIONE DEL 1966 A FIRENZE

Il 4 novembre del 1966 è un’altra data infausta per la città di Firenze, e non solo. Dopo giornate di piogge intense, che fecero strarippare molti fiumi delle vicinanze, e lo scioglimento della neve sulle montagne, una forte innondazione dell’Arno colpì la città.

Acqua, fango e detriti sommersero Firenze. Fortunatamente, grazie al coraggio e la tenacia dei suoi abitanti, e di volontari provenienti da tutto il mondo, la città ritornò, in breve tempo, al suo splendore.

ARCHITETTURA DEL PONTE DI FIRENZE

Ponte Vecchio, nonostante il nome, non presenta arcate a tutto sesto, ossia semicircolari, tipiche dell’era romana, bensì tre arcate ribassate. Stabilirono che questo fosse il sistema più adatto a fronteggiare le piene dell’Arno, memori dei fatti precendenti.

Ponte Vecchio e il corridoio vasariano
Vista del Ponte Vecchio dal lato del corridoio vasariano

Un maggior numero di piloni avrebbe compromesso la resistenza del ponte stesso, e favorito, quindi, l’accumulo di detriti trasportati dalla furia delle acque.

E’ un’architettura adottata anche per altri ponti famosi, fra cui il ponte di Rialto a Venezia.

BOTTEGHE SUL PONTE VECCHIO

Botteghe di orafi e gioiellieri si dispongono lungo tutta la strada lastricata del ponte fiorentino. Vecchio. Queste attività commerciali hanno preso il posto di quelli, che in passato, erano solamente dei porticati aperti. Questi negozietti tradizionali mostrano vetrine e particolari bacheche, chiamate “madielle“, che si chiudono con rustiche ante di legno.

Alcune botteghe possiedono anche uno stanzino, realizzato a sbalzo sul fiume, sostenuto da beccatelli, ossia travi in legno, che li fanno sembrare in bilico…

Botteghe orafe sul ponte simbolo di Firenze
Botteghe orafe sul ponte simbolo di Firenze

MONUMENTI E VEDUTE DAL PONTE VECCHIO

Le due aperture panoramiche poste al centro del ponte, che si affacciano su entrambi i lati, sembra che si debbano alla visita del Fuhrer a Firenze, quando esisteva ancora l’alleanza militare italo-tedesca.

Il Corridoio Vasariano in questo punto mostra tre grandi finestroni, e non piccole finestrelle tonde come altrove. Furono costruite per l’arrivo di Vittorio Emanuele II, prima dell’Unità d’Italia del 1861.

MONUMENTO DI BENVENUTO CELLINI

La seconda postazione panoramica comprende anche il monumento in bronzo e marmo di Benvenuto Cellini. Fu uno dei maggiori scultori e orafi fiorentini del 1500, autore, fra l’altro, del “Perseo con la testa di Medusa“, esposto sotto la Loggia dei Lanza, in piazza della Signoria.

Il suo monumento è decorato con una fontanella dalla quale zampilla l’acqua, mascheroni e vasche a forma di conchiglia.

Queste due viste panoramiche sono senz’altro uno dei luoghi più adatti per ammirare anche altri ponti fiorentini, come il Ponte alle Grazie, da una parte e Ponte Santa Trinita e quello alla Carraia, dall’altro.

Sul Ponte Vecchio figurano molte lapidi, che commemorano personaggi e fatti, con iscrizioni che narrano  episodi storici cittadini. Un bellissimo tabernacolo, visibile sopra al numero 52, conserva l’affresco della “Madonna con Bambino e san Giovannino“, realizzato probabilmente da Giovanni da San Giovanni nel Seicento.

Vista notturna su Ponte Vecchio
Vista notturna su Ponte Vecchio

MERIDIANA DEL PONTE DI FIRENZE

Spesso, passeggiando su Ponte Vecchio, si è talmente frastornati dalla marea di gente e dalla quantità di cose da vedere, che l’antica meridiana sfugge alla vista. Nonostante la sua posizione, si confonde con le architetture e non si comprende che di fatto si tratta di una meridiana.

Posto sul tetto di una bottega orafa, proprio accanto al monumento di Benvenuto Cellini, questo strumento astronomico risale al 1345. L’iscrizione alla base ricorda, che fu collocata qui, per ricordare l’alluvione dell’Arno del 1333, che portò alla distruzione del ponte.

Di questa meridiana esistono ben due copie identiche, una si trova nel giardino di Palazzo Ximenes-Panciatichi a Firenze e l’altra nel parco della Villa “I Tatti”, sulle colline verso Fiesole.

La colonna mostra in mezzo anche una lucertola scolpita, come simbolo di buon auspicio. In precedenza, infatti, su questo piedistallo si trovava la statua di san Zenobio, di piazza san Giovanni, che l’acqua dell’Arno si portò via. In quell’occasione sparì nelle acque anche la statua romana di Marte, scoperta in precedenza, nelle fondamenta del Battistero di Firenze, e posta sul ponte.

Vista panoramica sull'Arno dal ponte di Firenze
Vista panoramica sull’Arno dal ponte di Firenze

ANTICHE TORRI DEL PONTE DI FIRENZE

Delle quattro torri originali, che controllavano l’accesso al ponte, rimane solamente la Torre Mannelli. Apparteneva a una ricca famiglia fiorentina, allora rivale dei Medici. Al momento della progettazione del  Corridoio Vasariano, si opposero strenuamente al suo passaggio all’interno della torre. Vasari, che lo realizzò, decise quindi di abbarbicarlo ai muri esterni della costruzione, utilizzando grosse travi in legno.

 

Firenze in due giorni!!

 

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Cupola di Brunelleschi!!

 

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