Galleria degli Uffizi cosa vedere

GALLERIA DEGLI UFFIZI COSA VEDERE FIRENZE

La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più importanti del mondo incentrati sul Rinascimento. Scopriamo cosa vedere, quali meraviglie custodisce, e naturalmente la sua storia.

STORIA DELLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

La Galleria degli Uffizi la volle creare Cosimo I dei Medici, nel 1560, allo scopo di riunire gli uffici amministrativi cittadini, in un unico edificio, che fosse vicino a Palazzo Vecchio o della Signoria. Questo è il motivo per cui oggi la galleria degli Uffizi ha questo nome.

Galleria degli Uffizi a Firenze
Galleria degli Uffizi a Firenze

Giorgio Vasari realizzò il progetto a forma di “U”, in modo da inglobare una chiesa e altri edifici già esistenti. Progettò anche il Corridoio Vasariano, un passaggio coperto, che collegava il Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, residenza di Francesco I, figlio di Cosimo.

Quest’ultimo, in seguito, decise di chiudere la loggia dell’ultimo piano con vetrate. Realizzò così delle lunghe gallerie affacciate sulla corte degli Uffizi, che sfruttò per esibire le sue collezioni d’arte. Proprio da questo lungo corridoio, deriva il nome di Galleria degli Uffizi.

Buontalenti, sempre su incarico di Francesco I, realizzò anche la Tribuna, uno spazio espositivo, che si rifaceva alla Torre dei venti di Atene. Sopra la loggia dei Lanzi, inoltre, aprì una grande terrazza, dalla quale potevano assistere a spettacoli e altre manifestazioni pubbliche.

Varie eredità e acquisti successivi incrementarono le raccolte di capolavori dei Medici. Quando il loro casato si estinse, subentrarono i Lorena, che promisero di mantenere questo enorme patrimonio artistico a Firenze e non disperderlo in giro.

SACCHEGGIO DEGLI UFFIZI

Alla fine del 1700, quando arrivò Napoleone, tuttavia, molti tesori finirono a Parigi, sebbene poi  ritornarono in patria.
Durante l’Ottocento, gli Uffizi erano più che altro una pinacoteca, poichè molte sculture finirono nel Museo del Bargello e nel Museo Archeologico.

Un altro brutto periodo per gli Uffizi fu quello della seconda guerra mondiale. Allo scopo di evitare la depredazione da parte dei tedeschi, nascosero le opere in varie località. Molte caddero, però, in mani nemiche, e ispedite nel nord Italia, in attesa di trasferirle definitivamente in Austria. Fortunatamente, i Monuments Men, un corpo speciale degli Alleati, intervennero in tempo, e le riportarono a Firenze.

ARCHITETTURA DELLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

La Galleria degli Uffizi si trova fra il Palazzo Vecchio e l’Arno, e si articola in tre edifici, che formano la lettera U. Il loggiato al piano terra è scandito da colonne e pilastri. Questi ultimi contengono nelle nicchie con statue di personaggi storici fiorentini, come Michelangelo, Giotto, Vespucci, Cosimo I dei Medici, Lorenzo il Magnifico.

Vista dal verone degli Uffizi
Vista dal verone degli Uffizi

Il loggiato coperto dell’ultimo piano è costituito da lunghe gallerie panoramiche. Il lato più corto del palazzo, affacciato verso l’Arno, presenta in mezzo un grande arco decorato. Fra le varie porte, molto particolare è la Porta delle Suppliche, con il timpano invertito, che richiama la forma di due ali. In mezzo si trova invece il busto di Francesco I dei Medici. La porta prende questa denominazione dalla buca delle lettere, nella quale in passato i fiorentini deponevano le loro richieste.

RINASCIMENTO FIORENTINO

La città di Firenze è praticamente la culla del Rinascimento, un movimento filosofico, culturale e artistico, propagatosi poi in tutta Italia. Si è sviluppato alla fine del Medioevo, che è considerato un periodo buio e barbaro, dove il destino dell’uomo dipende dalla provvidenza.

Il Rinascimento, assieme all’Umanesimo, mette, invece, l’uomo al centro di tutto, con i suoi sentimenti, le sue virtù e le sue potenzialità, rendendolo così artefice del suo destino. In questo periodo, anche il mondo è visto sotto una nuova luce, grazie alle scoperte scientifiche e geografiche, e a causa di stravolgimenti politici e religiosi, in corso in tutta l’Europa.

Questo movimento artistico fiorisce proprio a Firenze, principalmente, grazie a Cosimo I dei Medici e il nipote Lorenzo il Magnifico. Entrambi erano, infatti, potenti banchieri, che contribuirono ad apportare un certo benessere alla città.

I Medici, grandi mecenati, chiamarono importanti artisti, per abbellire le loro residenze, soprattutto allo scopo di accrescere il loro prestigio. Finanziarono, inoltre, imponenti opere, come il duomo e varie chiese fiorentine.

CARATTERISTICHE DELL’ARTE RINASCIMENTALE

Pittori, architetti, scultori rinascimentali si avvalgono delle proporzioni e della prospettiva, per dare una profondità ai loro capolavori, e dell’uso delle ombre, per renderle tridimensionali. I paesaggi e gli sfondi delle loro opere acquistano maggiore importanza, ma la figura umana è comunque centrale.

Si riscoprono anche i classici greci e latini, abbandonati nell’epoca medioevale, per conoscere più a fondo l’uomo, le sue virtù, la sua intelligenza e le sue capacità creative. Si predilige raffigurare il corpo umano con le sue reali forme anatomiche, riproducendone i movimenti e la dinamicità.

Uno degli eroi spesso rappresentato è David, associato a bellezza e perfezione, e per questo è ritratto nudo. La versione femminile dell’eroina era invece Giuditta, donna forte e determinata.

Il Rinascimento si propaga non solo in Italia, ma anche in Europa. Questo avviene specialmente nei Paesi Bassi, Belgio e Germania, nazioni con le quali Firenze intrattiene rapporti commerciali.

PERCORSO DI VISITA AGLI UFFIZI

La Galleria degli Uffizi è uno scrigno di capolavori artistici, che ripercorrono la storia dell’arte in un periodo compreso fra il XIII e il XVIII secolo.

Questo museo è famoso soprattutto per le opere rinascimentali, ma conserva anche quelle di epoche precedenti, come statue greco-romane, o quadri tardo medievali. Post rinascimentali sono invece i quadri barocchi, manieristi e altri di artisti europei.

SECONDO PIANO DEGLI UFFIZI

La visita alla Gallerie degli Uffizi inizia da uno scalone, che conduce direttamente al secondo piano del palazzo. Attraversate un paio di sale, che ospitano sculture antiche, ci si ritrova in uno degli immensi corridoi, che corrono per tutta la lunghezza dei tre palazzi.

Galleria degli Uffizi a Firenze
Galleria degli Uffizi a Firenze

Si tratta della loggia che Francesco I chiuse con vetrate, quando decise di riunire al suo interno tutte le sue collezioni d’arte. Oltre ad ammirare gli splendidi soffitti decorati a grottesca, con riproduzioni di scene mitologiche e un bellissimo pergolato con effetto trompe l’oeil, si susseguono un’infinità di statue romane. Molte di esse, in realtà, sono copie di altre originali greche. La parte più scenografica di queste gallerie è la vista panoramica, sia verso Palazzo Vecchio che verso l’Arno.

Corridoio vasariano vista dagli Uffizi
Corridoio vasariano vista dagli Uffizi

Il percorso di visita del secondo piano degli Uffizi procede cronologicamente, e comincia dal Duecento per proseguire con opere dei secoli successivi. Molte sono le sale dedicate a specifici pittori, come Botticelli, Leonardo da Vinci, Perugino, Signorelli, Bellini, Mantegna, Michelangelo. La suddivisione riguarda anche l’origine degli artisti, per cui sono esposti assieme quadri della scuola veneta, umbri, ma anche fiamminghi, olandesi, tedeschi.

Specifiche sale completano questo museo, come il Gabinetto delle Miniature, visibile dall’esterno, con ritratti collezionati dai Medici, e lo Stanzino delle Matematiche, che ora ospita bronzi.

TRIBUNA DELLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

La Tribuna degli Uffizi è forse il nucleo principale dal quale si sono poi sviluppate le altre sale espositive. Bernardo Buontalenti progettò questo ambiente ispirandosi alle forme ottagonali della Torre dei venti, situata nell’agorà romana di Atene, ancora esistente, ma anche ai battisteri cristiani.

Tribuna della Galleria degli Uffizi
Tribuna della Galleria degli Uffizi

Francesco I trasferì, quindi, in questa Tribuna le sue raccolte private, custodite fino ad allora nello “studiolo” di Palazzo Vecchio. Lo scopo era quello di esporre questi grandi capolavori al pubblico, in una maniera fino ad allora inconsueta.

L’architettura della grande sala richiamava i quattro elementi della natura.

La scintillante cupola, rivestita di conchiglie madreperlate, rappresenta l‘aria. Al culmine, spicca una rosa dei venti dipinta, con l’ago segnavento collegato a una banderuola esterna.

Il tamburo è decorato, invece, con fiori e piante in madreperla su uno sfondo blu, e vuole simboleggiare l’acqua. Le pareti rivestite di velluto cremisi rende l’idea del fuoco. Completa questa simbologia il pavimento intarsiato di pietre dure, chiaro riferimento all’elemento terra.

Originariamente, nella Tribuna erano esposti i capolavori pittorici, che ora sono visibili, per la maggior parte, nelle altre sale degli Uffizi. Una cassettiera posta in mezzo alla sala conteneva invece pietre e importanti manufatti.

Attualmente, fanno bella mostra di se’ eleganti statue di epoca classica, fra cui la Venere dei Medici. La sala della Tribuna non è accessibile, ma è visibile solo dalle due porte aperte, per preservare il prezioso pavimento.

SALA DELLA NIOBE

La grande sala della Niobe, voluta dai Lorena Asburgo, si presenta con stucchi bianchi e dorati, mentre il soffitto è a cassettoni. Prende il nome da un gruppo scultoreo riguardante il mito di Niobe. Le statue romane, sono riproduzioni di quelle originali greche, che furono ritrovate durante gli scavi nel 1500. I Medici, grandi collezionisti, le acquistarono per abbellire la loro villa sul Pincio di Roma.

Sala della Niobe agli Uffizi
Sala della Niobe agli Uffizi

Il poeta latino Ovidio narrò la leggenda secondo la quale Niobe, moglie del re di Tebe, si vantò dei suoi numerosi figli, 7 maschi e 7 femmine, con la dea Latona, madre di Apollo e Artemide. Quest’ultima per punire la sua superbia uccise tutti i figli di Niobe, scagliando una pioggia di frecce.

La scultura di Niobe ritrae quindi la dea nell’atto di diffendere la figlia più piccola, e dal dolore per la perdita, muore trasformandosi in una colonna di pietra, dalla quale sgorga una fonte di lacrime. I figli  di Niobe, chiamati Niobidi, sono rappresentati anch’essi mentre cercano di proteggersi o nel momento della loro morte.

Alle pareti della sala della Niobe sono appese anche grandi tele, di cui due del pittore fiammingo Rubens, e riguardano la vita di Enrico VI di Francia.

SALA DELL’ERMAFRODITO DEGLI UFFIZI

Molto bella e suggestiva è la sala che ospita l’Ermafrodito dormiente, che a seconda del momento in cui si visita, presenta vari allestimenti. In ogni caso, la scena principale è tutta di questa statua romana, che raffigura il figlio di Ermes e Afrodite sdraiato languidamente, mentre si riposa, su un materasso.

L'ermafrodito nella Galleria degli Uffizi
L’ermafrodito nella Galleria degli Uffizi

Secondo il mito, Ermafrodito era talmente bello, che la ninfa dell’acqua Salmacis si innamora di lui e smania affinchè resti per sempre con lei. Quando gli dei la accontentano, li uniscono in un unico corpo con entrambi i sessi.

La statua dell’Ermafrodita dormiente degli Uffizi, è la copia di una romana, che a sua volta, era la riproduzione di una ellenistica del II secolo a C.  Nel corso del tempo, tuttavia, furono realizzate svariate  copie, una delle quali si trova al Louvre di Parigi.

PRIMO PIANO DEGLI UFFIZI

Dopo una doverosa pausa alla caffetteria, approfittando della sua bella terrazza proprio sopra la loggia dei Lanza, e il meraviglioso panorama su Piazza della Signoria, si prosegue al piano inferiore del museo.

Se all’ultimo piano degli Uffizi si trova la galleria, al primo livello ecco il cosiddetto “verone“. Si tratta di un terrazzino coperto e chiuso con vetrate su entrambi i lati, ed è posizionato esattamente sopra l’arco del lato più corto del palazzo.

Le sale sono raggruppate in base agli artisti e all’epoca. Quelle blu espongono opere di artisti spagnoli olandesi, francesi, fiamminghi, dal XVI a XVIII secolo. Le sale rosse  contengono marmi ellenistici, capolavori di Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Pontorno, Vasari, Bronzino e Raffaello.

Venere di Urbino di Tiziano agli Uffizi
Venere di Urbino di Tiziano agli Uffizi

Si prosegue poi con i quadri di Correggio, Parmigianino, Giorgione, Tiziano e i pittori lombardi. La visita termina con le suggestive sale caravaggesche, dove ammirare fra l’altro il “Bacco” e la “Medusa” di Caravaggio e la “Decapitazione di Oloferne” di Artemisia Gentileschi.

Medusa di Caravaggio agli Uffizi
Medusa di Caravaggio agli Uffizi

OPERE FAMOSE DEGLI UFFIZI

Infiniti sono i capolavori che si possono ammirare nella Galleria degli Uffizi, ma ce ne sono alcuni che attraggono maggiormente le folle di visitatori, che giungono da tutto il mondo, appositamente.

RAFFAELLO SANZIO AGLI UFFIZI

Fra le opere più importanti esposte agli Uffizi di Raffaello si trova “La Madonna del cardellino“, sebbene si chiami in realtà “Madonna con bambino e san Giovannino” eseguita al 1506.

Nel quadro figurano la Madonna in posizione seduta e accostati a lei Gesù Bambino con san Giovannino. Quest’ultimo porge il cardellino a Gesù, che lo accarezza, appoggiando il suo piedino su quello della madre, come se cercasse la sua protezione. Il cardellino è uno dei simboli della passione di Cristo, che al momento della crocifissione cercò di togliere le spine dalla fronte di Gesù.

Alle spalle delle figure, il paesaggio è ritratto con l’uso della prospettiva, caratteristica degli artisti rinascimentali.

Si tratta di un quadro molto commovente, che anticipa il sacrificio di Cristo. Altre opere di Raffaello agli Uffizi sono fra l’altro il suo “Autoritratto” e il “San Giovannino“.

ROSSO FIORENTINO

“L’angelo musicante” del 1521 dipinto da Giovan Battista di Iacopo, conosciuto come Rosso Fiorentino per la sua capigliatura. L’opera è chiamata anche “Putto che suona“, e si caratterizza per lo sfondo nero, che vuole coprire la precedente scena. Molto probabilmente, questo quadro era parte di uno più grande, forse una pala d’altare. E’ un’immagine molto dolce e delicata, con l’angioletto che cerca di suonare un liuto più grande di lui.

Putto che suona di Rosso Fiorentino agli Uffizi
Putto che suona di Rosso Fiorentino agli Uffizi

CARAVAGGIO

Il vero nome di Caravaggio era Michelangelo Merisi e si distingueva dagli altri pittori del suo tempo, perchè prediligeva ritrarre soggetti popolari, nature morte e scene della vita reale. Le sue opere più mature sono  rischiarate solamente da una fonte naturale, anche per dare più espressività ai volti dei personaggi.

Bacco di Caravaggio agli Uffizi
Bacco di Caravaggio agli Uffizi

Caravaggio ebbe una vita movimentata a causa del suo carattere impulsivo, e commise anche degli omicidi. Questo è il motivo per cui dovette spesso fuggire, come ad esempio a Malta.

Oltre al “Bacco“, quadro ricco di simbologie e dettagli, si possono vedere “Il sacrificio di Isacco” e lo scudo con la “Testa di Medusa“. Questa figura mitologica era molto amata dalla famiglia dei Medici e rappresentava la prudenza e la sapienza. In origine, lo scudo era parte della collezione dei Medici e si trovava nella sala delle armature da parata.

Galleria degli Uffizi la Medusa di Caravaggio
Galleria degli Uffizi la Medusa di Caravaggio

La medusa di Caravaggio è dipinta in tutta la drammaticità del momento, con la bocca spalancata intenta a urlare prima della morte. Gli occhi espressivi, fuori dalle orbite, sono accompagnati anche da un groviglio di serpenti sulla testa. Come molte opere di Caravaggio, lo sfondo contribuisce a rendere più momento più tragico.

ARTEMISIA GENTILESCHI

Nelle sale caravaggesche, oltre alla versione di Caravaggio, è possibile ammirare la “Giuditta e Oloferne” di Artemisia Gentileschi, una pittrice molto importanti e praticamente l’unica del Seicento. Il quadro degli Uffizi risale al 1620, ed è successivo della stessa opera esposta a Napoli, ma presenta maggiori dettagli.

Artemisia racconta la storia dell’ebrea Giuditta, che con l’inganno, fa ubriaccare e uccide il generale assiro Oloferne, che da tempo assedia la sua città. La scena rappresenta anche le violenze sessuali subite da Artemisa per mano di un altro pittore, rimasto impunito.

LEONARDO DA VINCI

Tre sono le opere di Leonardo da Vinci esposte agli Uffizi. Il “Battesimo di Cristo” in realtà è un quadro di Verrocchio, realizzato verso il 1470. Egli chiese infatti a Leonardo, suo allievo, di aiutarlo a completare l’opera. Da Vinci dipinse, quindi, l’angelo di profilo, con tocchi delicati e la sua bellezza era tale, che Verrocchio, pare, abbia deciso da quel momento di abbandonare la pittura…in quanto l’allievo aveva superato il maestro.

L’Annunciazione” eseguito fra il 1472 e 1475, rappresenta il momento in cui l’arcangelo Gabriele annuncia alla Madonna, seduta in quel momento davanti a un leggio. Lo sfondo ritrae invece un classico paesaggio rinascimentale.

Annunciazione di Leonardo agli Uffizi
Annunciazione di Leonardo agli Uffizi

L’adorazione dei magi” del 1482, è un quadro incompiuto, a causa del frettoloso trasferimento  di Leonardo alla corte di Ludovico il Moro a Milano.

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci agli Uffizi
Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci agli Uffizi

PIERO DELLA FRANCESCA

Il “Duca e duchessa di Urbino” è un’opera che si compone di due quadri accostati, nei quali sono raffigurati il duca Federico da Montefeltro e la moglie Battista Sforza. Lo sfondo rappresenta invece scene delle loro terre.

Piero della Francesca agli Uffizi
Duca e duchessa di Urbino di Piero della Francesca agli Uffizi

Si tratta di un altro quadro con soggetto laico, ma la sua particolarità è il pallore della duchessa, che al momento della realizzazione dell’opera era già morta di parto. La scelta di ritrarre la coppia di profilo, dipendeva dal fatto che il duca fosse guercio.

SANDRO BOTTICELLI

I capolavori di Sandro Botticelli sono praticamente il simbolo della Galleria degli Uffizi, e all’artista sono dedicate ben quattro sale.

Sandro Botticelli entrò a far parte dell’accademia neoplatonica istituita dai Medici, che si ispirava agli ideali del mondo classico e mitologico. Non a caso quando si pensa al Rinascimento con scene laiche non possono mancare i due quadri di questo artista, “La nascita di Venere” e la “Primavera”.

Questi due dipinti li commissionò il cugino di Lorenzo il Magnifico, per la villa medicea di Castello. Quello che si nota è soprattutto la somiglianza delle figure femminili in entrambe queste  opere. Non a caso, l’artista prese a modello una certa Simonetta Bertucci, considerata una delle donne più belle di Firenze di quel tempo.

VENERE DI BOTTICELLI AGLI UFFIZI

La Venere di Botticelli era considerata un‘icona della bellezza di allora. Le sue forme anatomiche, però, non corrispondono alla realtà, ma sono invece idealizzate.

La nascita d Venere di Botticelli agli Uffizi
La nascita d Venere di Botticelli agli Uffizi

Il quadro della “Nascita di Venere“, del 1485, raffigura la dea della bellezza e dell’amore, in piedi in una conchiglia. Nata dalla schiuma del mare, viene sospinta a riva dal vento di ponente, Zefiro, che è abbracciato alla ninfa Clori o Aura, secondo altre interpretazioni. Ore, una divinità della natura, la attende per vestirla di un manto di fiori.

Si tratta di uno dei pochi quadri degli Uffizi, che mostra una scena mitologica. Il corpo ignudo di Venere è coperto solamente dai suoi capelli scompigliati dal vento. Varie, naturalmente, sono le interpretazioni di questa fantastica opera rinascimentale.

PRIMAVERA DI BOTTICELLI AGLI UFFIZI

La “Primavera”, realizzata da Botticelli nel 1480, rappresenta di nuovo personaggi mitologici, ma in questo caso, Venere è abbigliata. Come nel precedente, Zefiro è avvinghiato a Clori, accanto è rappresentata la dea dei fiori. Sul lato opposto, Mercurio trattiene una nuvola bassa, affinchè il cattivo tempo non arrivi, e in seguito tre grazie che danzano.

Primavera di Botticelli agli Uffizi
Primavera di Botticelli agli Uffizi

La scena si svolge in un bosco rigoglioso, dove si possono contare ben 138 specie di piante e fiori. In questo caso il quadro della “Primavera” presenta tonalità più accese e contrastanti rispetto a quelli della “Nascita di Venere”, che sono più delicate e ovattate.

Secondo gli storici dell’arte, la Venere è indossa abiti di colore rosso e bianco, una chiara allusione alla repubblica fiorentina. Mercurio, invece, sembrerebbe richiamare la figura di Giuliano dei Medici, morto durante la congiura dei Pazzi nel corso di una messa a Duomo di Firenze.

ADORAZIONE DEI MAGI DI BOTTICELLI

Il terzo quadro di Botticelli alquanto particolare è l’Adorazione dei magi, dipinto nel 1475, realizzato prima degli altri due più famosi. In questo, caso l’artista rappresenta gli esponenti della famiglia Medici, nelle vesti dei personaggi dell’opera. Vuole, inoltre, inserire la sua immagine, mentre guarda chi osserva il dipinto.

La vita di Botticelli cambiò bruscamente con la caduta dei Medici e il divulgarsi delle idee di Girolamo Savonarola, che si scagliava contro la corruzione della società e della Chiesa. Nell’ultimo periodo della sua vita, si concentrò solamente sui temi sacri, ripudiando perfino le sue opere precedenti.

MICHELANGELO BUONARROTI AGLI UFFIZI

La “Sacra Famiglia” o “Tondo Doni” è uno dei dipinti più importanti di Michelangelo, conservato all’interno degli Uffizi. Prende il nome per la sua particolare forma circolare, ma anche dalla famiglia di Agnolo Doni. Quest’ultimo lo ha commissionato, infatti, in occasione del suo matrimonio con Maddalena Strozzi, appartenente a un’altra importante famiglia fiorentina.

Tondo Doni nella Galleria degli Uffizi
Tondo Doni nella Galleria degli Uffizi

Il quadro raffigura Giuseppe, Maria e Gesù in un momento di felicità. Michelangelo fa largo uso della prospettiva e posiziona dietro San Giovanni Battista da bambino e, più distanti, altre figure di giovani ignudi.

Tutti i personaggi sono rappresentati secondo i canoni della bellezza classica, con una muscolatura abbastanza accentuata. La composizione del quadro, con la torsione della Madonna verso Gesù e gli sguardi che si scambiano, si adattano alla forma dell’opera.

Anche la cornice del quadro è di Michelangelo, che ha inserito tutto attorno le teste del Messia e dei profeti.

 

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