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WIELICZKA miniere di sale cosa vedere Cracovia

WIELICZKA MINIERE DI SALE cosa vedere Cracovia

Wieliczka miniere di sale, sono fra le più famose del mondo, questo anche per loro storia e la loro  bellezza. Si tratta di uno fantastico mondo sotterraneo, facile da raggiungere da Cracovia. Scopriamo, quindi, Wieliczka e i suoi meravigliosi tesori…magari durante un on the road in Polonia!!

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WIELICZKA LE MINIERE DOVE SI TROVANO

Le miniere di sale sono posizionate sotto alle colline di Wieliczka, una piccola località a 15 km da Cracovia. I loro tunnel hanno una lunghezza di ben 245 km, e quando si visitano si ha modo di ammirare ambienti molto variegati e ricchi di fascino.

STORIA DI WIELICZKA LE MINIERE DI SALE

Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1978, le miniere di Wieliczka sono delle vere e proprie opere d’arte, realizzate, con la fatica di migliaia di uomini, che si sono spinti, nel corso del tempo, sempre più nelle profondità della terra.

GEOLOGIA DELLE MINIERE DI SALE

Al momento dell’evoluzione della Terra, tutta l’area delle miniere era sotto il livello del  mare. L’avvicendarsi di glaciazioni e periodi di scongelamento, hanno portato al prosciugamento delle acque.

Successivamente, i continui movimenti tettonici hanno modellato e mescolato i giacimenti di sale con altri materiali, come fango e argilla.

Questo è il motivo, per cui il sale estratto si presenta con varie tonalità e caratteristiche differenti, che utilizzano poi per scopi specifici.

SFRUTTAMENTO DA PARTE DELL’UOMO

Il sale delle miniere di Wieliczka era già conosciuto in epoca preistorica, quando lo ricavano scaldando l’acqua salina con antichi utensili, ritrovati sul luogo.

Le tecniche estrattive si affinarono sempre più nel corso del tempo. Il sale, inizialmente, era impiegato per  conservare beni deperibili, come la carne e il pesce e come moneta di scambio.

L’industria mineraria del sale prese piede dall’XI secolo, quando costruirono i primi pozzi, nei quali trovarono grossi blocchi di sale.

Gallerie delle miniere di sale di Wieliczka
Gallerie delle miniere di sale di Wieliczka

Durante il regno di Casimiro il Grande, nel XIV secolo, fu proprio il sale di queste miniere il principale introito economico. In quel tempo, infatti, la Polonia divenne uno stato florido e ricco anche culturalmente.

La fama delle miniere di Wieliczka contribuì all’arrivo di importanti visitatori, fra cui Niccolò Copernico, nel 1493.

Nei secoli successivi, la produzione di sale aumentò, grazie ai nuovi metodi e strumenti a disposizione, che crearono grandi cavità. Talentuosi minatori-artisti si prodigarono ad abbellire queste sale, e le trasformarono in capolavori architettonici.

Nel corso dei due conflitti mondiali, impiegarono questi pittoreschi ambienti anche per eventi e incontri politici. Parte delle miniere, grazie al loro microclima, si rivelarono adatte per le cure delle malattie respiratorie.

In seguito all’inserimento delle miniere di Wieliczka nella lista del Patrimonio Unesco, l’attività estrattiva cessò pian piano, allo scopo di favorire il turismo.

Sono presenti tuttora però i minatori, ma si occupano della manutenzione e della conservazione di questa meraviglia del mondo.

VISITA

La visita alle miniere avviene in piccoli gruppi di venti persone, in base alla lingua della guida. Esiste anche il percorso in italiano, ma la sua frequenza dipende dal periodo in cui ci si reca, e dal numero dei visitatori.

La temperatura interna ai cunicoli è praticamente costante tutto l’anno, e si aggira sui 15/18 gradi. In genere i tour durano circa due ore, e si cammina per tre km e mezzo, fino a una profondità di 135 metri.

Vista la vastità delle miniere di Wieliczka, solamente il due per cento dei tunnel e cunicoli viene visitato, esiste tuttavia anche il percorso minerario, più lungo per gli esperti.

La partenza avviene dal pozzo di Danilowicz, dove si scende fino al primo livello a 64 metri di profondità, e si percorrono ben 380 scalini in legno.

Lungo il tragitto si attraversano lunghi tunnel, ampi spazi e si vedono anche dei laghetti, ricostruzioni di scene di lavoro nelle varie epoche, una chiesa, varie cappelle.

Al termine del tour, saranno ben 800 scalini percorsi, che fortunatamente, non sarà necessario rifarli al ritorno, grazie a alla presenza di veloci e moderni ascensori. Nell’ultimo tratto, sono presenti inoltre aree relax, negozi, ristoranti e il museo delle saline.

COSA VEDERE NELLE MINIERE DI WIELICZKA CRACOVIA

Nel corso della visita, si attraversano luoghi che raccontano la lunga storia delle miniere di sale. Si apprende, inoltre, come fosse vivere per giornate intere nei cunicoli.

Molti minatori, per rendere questi ambienti vuoti più confortevoli e gradevoli, cominciarono a decorarli con sculture.

Sono ben 2500 le camere della miniera di Wieliczka, la maggior parte non visitabile, sebbene alcune, che hanno nomi particolari, si attraversino durante il tour.

CAMERE PRINCIPALI DELLE MINIERE

La camera Pieskowa Skala permette, ad esempio, di capire quali sono le tecniche di conservazione della miniera, la Camera di Weimar si affaccia su un lago salato smeraldino.

Nella camera Goluchowski, rivestita di legno, era un tempo la fermata del trenino, che serviva dapprima per il trasposto del sale e poi dei turisti.

Anche la visita di Niccolò Copernico, è ricordata con una camera a lui dedicata, realizzata per commemorare i cinquecento anni della sua nascita.

Nella Camera Michalowice, che è la più grande di tutta la miniera, i visitatori del passato, al loro arrivo erano accolti dalla musica di un’orchestra.

La Camera di Casimiro il Grande si trova la statua di questo sovrano per ricordare il suo statuto sulla gestione delle miniere.

KINGA LA PROTETTRICE DELLA POLONIA

Uno dei luoghi più incredibili e magici delle miniere di sale di Wieliczka è sicuramente la Chiesa dedicata a Santa Kinga.

Viste le sue dimensioni, ci vollero ben 67 anni per terminarla, e appare ora completamente decorata con statue e scene della Passione di Cristo.

Santa Kinga a Wieliczka
Santa Kinga a Wieliczka

L’altezza della sala è di 12 metri, con una lunghezza di 54 metri per 18 di larghezza. Si tratta di una chiesa vera e proprio, dato che vi si tengono cerimonie religiose.

STORIA DI SANTA KINGA

La leggenda racconta, che Kinga, giovane principessa d’Ungheria, dovesse recarsi in Polonia per sposare il futuro re Ladislao.

Il padre le chiese cosa volesse in dono, e lei si fece dare una miniera di sale, ritenuta molto più importante per la gente del luogo, che non i gioielli.

Al momento della sua partenza, Kinga gettò nella miniera il suo anello di fidanzamento. Successivamente, quando si trovò a passare nella zona di Wieliczka ebbe una premonizione e fece scavare il terreno, fino a trovare le ricche miniere di sale, con dentro incastonato il suo anello.

Alla morte del re polacco, Kinga donò tutti i suoi averi alla povera gente, e si fece suora. Durante il medioevo, scoppiò in tutta Europa la peste nera, ma i minatori risultarono esserne immuni.

Elessero, allora, Kinga come loro protettriche e la proclamarono patrona della Polonia. Compresero, inoltre, che il sale fosse anche fonte di salute. Il 16 giugno del 1999, papa Giovanni Paolo II canonizzò Kinga.

TORRE DI GRADAZIONE DI WIELICZKA CRACOVIA

Terminata la visita alle miniere di sale, nel parco adiacente, è presente la Torre di gradazione, simile a quelle viste a Ciechocinek.

Quando si cammina accanto a questa curiosa struttura, è possibile beneficiare delle nebulizzazioni di microparticelle di acqua salmastra.

Vista dalla torre di gradazione di Wieliczka
Vista dalla torre di gradazione di Wieliczka

Gli effetti benefici sono gli stessi di quelli che si ottengono al mare. Queste inalazioni sono adatte, infatti, a curare malattie croniche, bronchiti e molto altro.

Salendo sulla torre ottagonale, alta 22 metri, si compie un percorso circolare sulle passerelle in legno. La vista spazia a 360° gradi, dove spicca, fra l’altro, la torre dei pozzi minerari.

Torre di gradazione di Wieliczka
Torre di gradazione di Wieliczka

La passeggiata continua nella corte interna della torre di gradazione, dove è possibile sedersi sulle panchine e rilassarsi respirando l’aria nebulizzata, che si crea quando l’acqua scende dalle pareti di fitti rami di prugnolo.

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